Giovanna Combatti

Categories: AIF,Interviste

  


GIOVANNA COMBATTI


Amministratore Unico Niederdorf Italia

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Questa è probabilmente la sfida principale di qualsiasi organizzazione: chi la vince ottiene enormi benefici
per le persone e per le aziende e il loro business nel medio-lungo periodo. Vale quindi tutti gli sforzi e la
progettazione che richiede quell’obiettivo di spingere i collaboratori ad individuare le loro vere attitudini,
capacità e orizzonti.

Per vincere questa sfida serve una combinazione di interventi di natura formativa e di natura organizzativa,
al contempo.

In chiave organizzativa uno degli strumenti riguarda l’assegnazione di un tutor o meglio di uno sponsor per
il nuovo giovane collaboratore, il cui unico obiettivo sia quello di individuare la strada più allineata alle
aspirazioni della persona e che lo “sponsorizzi”, supporti e promuova all’interno dell’organizzazione.
Questo sponsor verrà anche misurato in base a quanto è riuscito a generare in un certo tempo (alcuni
pochi mesi) il suo quick win, un risultato, una riuscita che lo aiuti a raggiungere quella chiarezza per la
persona e per l’azienda.

Un altro strumento riguarda la puntuale e mirata progettazione di un piano di inserimento lungo alcuni
mesi (tre-sei mesi) che ad esempio l’HR manager potrebbe stilare di concerto con la direzione dell’area o
della funzione e con il tutor/sponsor. Questo piano potrà prevedere molte occasioni di incontro/confronto
con altri colleghi, specialisti, esperti . E verrà identificato fin dall’inizio uno o più progetti attrattivi anche
trasversali che porti il nuovo collaboratore ad interagire con i vari reparti o aree funzionali in azienda.
La formazione naturalmente gioca inoltre un ruolo fondamentale ai fini di far prendere consapevolezza alla
persona . Efficaci potranno essere percorsi e training che espongano la persona a diverse discipline, metodi,
esperienze ma anche questionari e test che le possano offrire via via diverse angolazioni e prospettive su di
sé.

Fra gli strumenti su cui l’HR manager può inoltre fare affidamento per un lavoro ancor più raffinato, mirato
e specifico sulla persona vi sono naturalmente i percorsi di coaching individuali il cui obiettivo, per
definizione, è quello di far emergere e focalizzare la meta ideale da raggiungere e far scoprire a quella
persona come fare per raggiungerla

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Lo sharing, la condivisione e l’esposizione alla diversità sono probabilmente alcuni dei principali elementi
per aprire il futuro ai giovani.

Complici le organizzazioni sempre più piatte e la necessità della velocità consentita dalla facile disponibilità
delle conoscenze e informazioni si è generata la tendenza verso la “trasversalità” più che la ricerca della
mera specializzazione. La tendenza che stiamo registrando è quella verso figure professionali più
“traversali” dove le competenze specialistiche vengono assolte da un gruppo più che da un singolo, dove
ciascun individuo apporta il proprio “pezzo” di contributo.

Per supportare i giovani che entrano in un’organizzazione è fondamentale far loro vedere la missione, lo
scopo verso il quale, tutti nell’organizzazione, stanno tendendo. Durante percorsi di gruppo, laboratori
formativi potrà attivare la collaborazione e cooperazione attraverso il coinvolgimento e il ragionare intorno
a quella missione, a quello scopo verso cui andare, lasciando spazio a contributi di idee su come arricchirlo,
come migliorarlo, come attuarlo.

Lavorare a progetti, in team di progetto, lasciando aperto ai giovani collaboratori la scelta dei mezzi e degli
strumenti e degli spazi di tempo da dedicare per raggiungere il risultato, è senz’altro la cifra comunicativa e
la dinamica che ne genererà l’ingaggio.


 

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