Alberto Leproni e Gian Carlo Pichierri

Categories: AIF,Interviste

ALBERTO LEPRONI e GIAN CARLO PICHIERRI

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Formatori e Docenti

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi?

Da sempre la formazione professionale ha rappresentato un modo per sintetizzare e accorciare le distanze strutturali fra mondo della scuola e realtà d’impresa.
 
Per questo è nato il progetto “La concretezza del sapere”. Lo scopo che si propone è quello di realizzare un sistema didattico che permetta di applicare il concetto olivettiano della comunione e della condivisione di differenti saperi, mettendoli concretamente a sistema in un ambito strutturato sul modello dell’organizzazione aziendale.
Si vuole, in sostanza, avviare una condivisione del sapere “a ciclo continuo”, dove lo studente diviene motore e costruttore del proprio sapere imparando a utilizzare, con consapevolezza, strumenti didattici che sono gli stessi impiegati nella realtà produttiva.
 
In quest’ottica, la scuola non può pensare di bastare a se stessa, ma deve trovare interlocutori nel mondo produttivo che vivano l’aggiornamento e la formazione non come un costo, ma come un investimento che gli permetta di affrontare e superare senza paura le crisi congiunturali. In quest’ottica, il settore formazione della Società, intesa non come azienda ma in senso lato, dev’essere in tutto e per tutto equiparato a quello della ricerca e dello sviluppo.
 
Riscoprendo la concretezza non solo del sapere, ma anche della solidarietà. Con “la concretezza del sapere” si vuole imparare a responsabilizzare in egual misura sia gli studenti che gli insegnanti, utilizzando i meccanismi tipici della realtà aziendale e dove il “fare rete” è uno strumento di consapevolezza non di delega. In pratica i ragazzi del primo anno avranno due soggetti che li guideranno nel loro percorso di crescita: oltre ai docenti ci saranno anche gli allievi degli anni successivi con carichi di responsabilità che aumenteranno progressivamente con il procedere del percorso scolastico e in base ai propri risultati individuali.
 
Questi trasferiranno alle matricole il sapere acquisito precedentemente, confrontandosi così anche con le difficoltà della docenza operativa e acquisendo, al tempo stesso, nuovi strumenti conoscitivi.
Il fine ultimo è quello di realizzare un progetto concreto e completo da tutti i punti di vista: dall’ideazione alla progettazione, alla realizzazione, fino alla fase di presentazione e commercializzazione per realtà locali e internazionali.
 
L’importanza della singola nozione sia di inglese che di storia, italiano o lavorazione delle macchine utensili sarà quindi palese e uscirà dalla ripetitività fine a sé stessa per essere immediatamente applicata alla vita di tutti i giorni.


 

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