Alberto Savio

Categories: AIF,Interviste

  


ALBERTO SAVIO


Formazione & Sviluppo Risorse Umane

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Ognuno di noi percorre il proprio sentiero fatto di scelte, occasioni, avvenimenti, scoperte, incontri. Questi possono incidere in forme diverse sulla nostra vita personale e professionale e permettere di conoscerci e riscoprirci. A volte possiamo governare il cambiamento, altre possiamo solo reagire ad esso. In ognuno di noi c’è storia, presente e possibilità future. Ma anche energia che deve essere capita; un “capitale motivazionale” che deve essere scoperto non solo da noi stessi ma anche dall’azienda…e chi più di un responsabile è nella posizione privilegiata per poter notare queste “scintille”?

Un bravo manager è anche un bravo coach che conosce e accompagna il proprio collaboratore verso nuovi orizzonti e prospettive in cui far emergere ciò che di buono può offrire all’azienda. In tutto questo, HR avrà l’importante compito di aiutare il manager facendo da “sentinella” e offrendo supporto, consiglio e indirizzo nell’individuazione del talento di ognuno.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Conoscere se stessi può essere paragonabile ad una scalata continua: più sali, più vedi in fondo e assumi una prospettiva diversa. Però bisogna aver voglia di scalare la montagna, di faticare, di inciampare, cadere e farsi male. Bisogna essere consapevoli di se stessi e delle proprie capacità, ma anche capire che le competenze non le sviluppi se non sbagli, se non provi a spingerti un po’ più in là di prima, assumendoti anche il rischio di fallire. In questo ci potrebbe essere d’aiuto capovolgere la prospettiva: perché non vedere la vita come un insieme di sbagli? Capitano anche questi, accettiamolo, impariamo, torniamo a focalizzarci sul “qui e ora” e proseguiamo, consapevoli che ora avremo la possibilità di sbagliare meno di prima.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

“Nessun uomo è un’isola” è ormai una frase sentita e risentita, ma quanto viene ascoltata? Quanto viene messa in pratica? Quanto viene compresa in tutte le sue sfaccettature e significati? Piaccia o no, ognuno di noi ha bisogno dell’altro; ed è proprio questa esigenza che sta alla base della nascita del concetto di organizzazione. Ognuno di noi è un ingranaggio in quella macchina complessa chiamata azienda, in cui passiamo gran parte del nostro tempo e investiamo molte delle nostre energie. Mai come prima è diventato importante remare tutti assieme nella stessa direzione, fare “squadra” e trasmettere la sensazione (che deve essere reale) di far parte di un gruppo in cui la collaborazione è la regola ed in cui si vince assieme perché tutti abbiamo “sudato” per raggiungere il traguardo. La consapevolezza di aver offerto il proprio contributo e di aver fatto un percorso in comune, andranno a costruire quel “senso di appartenenza” tanto ricercato dalle nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.