Alessandro Antonini

Categories: AIF,Interviste

  

ALESSANDRO ANTONINI

Manager EY

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Il mercato del lavoro è evidenza della complessità tecnologica e di mercato che va incrementandosi. L’introduzione di nuove tecnologie sta abilitando nuovi modelli di business e modalità operative, che richiedono ai professionisti di oggi (e di domani) tre elementi:

• Awareness: consapevolezza di quanto sta accadendo;
• Mindset: atteggiamento/disposizione verso la trasformazione in corso;
• Ability: conoscere e saper utilizzare tecnologie, strumenti e tecniche;

La trasformazione (ad oggi digitale) del business, comporterà un demand competenziale primariamente centrato sulle competenze trasversali. Servirà sviluppare maggiore consapevolezza critica (critical thinking) e una capacità di acquisire una visione di insieme (systems thinking) che porti le persone a cogliere le sfumature e le interdipendenze dei fenomeni socio-economici che impattano la vita organizzativa. Sempre più necessaria sarà l’intelligenza (o sensibilità) emotivo-culturale che porta a gestire le relazioni con il prossimo (solitamente collaboratori e clienti) con quel tatto che è funzionale all’instaurarsi di relazioni empatiche e di fiducia. Alla base vi è l’adozione di un mindset aperto, una disposizione mentale favorevole nei confronti del cambiamento continuo, che porta a considerarlo come elemento arricchente, foriero di opportunità da cogliere. Infine vi è il tema “abilità”, che si sostanzia nella capacità di usare (far leva su) le tecnologie professionali per generare incrementi di efficienza ed efficacia (es. digital tool).

 

Cosa serve per facilitare il change management generazionale?

Serve attivare sistemi e pratiche di condivisione (e capitalizzazione) della conoscenza facendo leva sugli elementi culturali, valoriali e relazionali che permeano il tessuto organizzativo aziendale. L’introduzione delle tecnologie di knowledge management/sharing di per sé non garantisce l’avvio delle pratiche prima citate. Per questo motivo risulta necessario predisporre la concettualizzazione e seguire la progettazione di tali sistemi con il ricorso ad approcci co-partecipati (es. design thinking) per promuovere il senso di ownership e belonging dei diversi strati aziendali, non solo organizzativamente parlando (es. anche per clusterizzazione generazionale).


 

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