Alessio Vaccarezza

Categories: AIF,Interviste

  

ALESSIO VACCAREZZA

Ceo Methodos

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Benessere lavorativo: il trend per migliorare la produttività
Tecnologia, formazione, inclusione e ripensamento degli spazi

Methodos individua le aree sulle quali le direzioni risorse umane si concentreranno di più negli anni a venire. Welfare aziendale, smartworking, uffici flessibili e confortevoli, formazione sempre più digitale. «Per prepararci al futuro del lavoro è necessario sviluppare una cultura dello “stare bene” in azienda, oltre che del lavorare bene»

Far stare bene le persone al lavoro sarà una priorità per le aziende nel 2019 e negli anni a venire. Sentirsi accettati, motivati e sicuri di sé sono le condizioni che permettono alle persone di esprimere tutto il proprio potenziale, di crescere assieme all’organizzazione di cui fanno parte. Per questo le strategie aziendali puntano a innovare in questo ambito, grazie agli sviluppi della tecnologia in materia di connettività, intelligenza artificiale e big data. Le organizzazioni vincenti nei prossimi anni saranno quelle in grado di aumentare il benessere totale delle persone e quindi la loro capacità e volontà di dare un contributo straordinario alla propria azienda e alla società, in modo coerente con il proprio potenziale. Per stare bene al lavoro le persone devono poter essere se stesse, sentirsi bene sul luogo di lavoro e sviluppare le proprie capacità. È su queste tre macro-aree che si concentreranno nell’immediato futuro le maggiori innovazioni. Sviluppare una cultura del benessere e preparare le persone al futuro del lavoro saranno gli obiettivi prioritari.

Per quanto riguarda il primo obiettivo, far sì che le persone in azienda si sentano se stesse, ci sono varie azioni che le organizzazioni possono mettere in campo. Il primo passo è valorizzare la diversità con politiche attive e autentiche di inclusione. Fondamentale anche intraprendere programmi e iniziative che aumentino nelle persone la consapevolezza del proprio ruolo e valore per l’azienda. Infine, occorre sfruttare l’opportunità che oggi esiste, grazie all’introduzione del welfare aziendale e all’evoluzione dello smart working, di offrire ai dipendenti servizi e contratti personalizzati, in funzione delle loro specifiche esigenze di conciliazione tra lavoro e vita privata.

Stare bene nel proprio posto di lavoro è un altro tema che si sta affermando sempre di più. Non è necessario un grande investimento monetario o un restyling totale per creare un ottimo posto di lavoro. L’importante è agire sulla flessibilità. Methodos indica gli elementi per la creazione di un ufficio orientato al benessere delle persone: luce naturale, connettività, spazio sufficiente e suddiviso per gli scopi di lavoro (postazione primaria, spazio per concentrarsi, aree per incontri informali e formali), possibilità di controllare il microclima (illuminazione, riscaldamento, rumore), opportunità di ristoro, comfort, inclusività, servizi igienici eccellenti e spazi di archiviazione personali. Si tratta di una varietà di elementi facilmente regolabili, da valutare secondo un approccio basato sulla persona, come nel modello Employee Journey ExperienceTM di Methodos.

Aiutare le persone a coltivare talenti e sviluppare competenze è il terzo fronte sul quale le imprese si impegnano sempre di più. Negli anni a venire crescerà certamente il valore attribuito e atteso dalla formazione. Cominceranno a diffondersi gli strumenti di individuazione in tempo reale dei dipendenti con un basso engagement e quindi a rischio. Le imprese si orienteranno sempre di più a offrire percorsi formativi chiari e personalizzati, con un peso crescente delle soft skills. Le persone fruiranno dei corsi sempre più on-demand, in funzione del proprio profilo sia per contenuti, sia per le modalità di accesso e distribuzione. E questa formazione coinvolgerà non solo i dipendenti, ma anche i candidati più interessanti e le figure con contratti atipici, che non rientrano nel perimetro formale aziendale, ma aumentano sempre di più numericamente e costituiscono parte integrante del processo produttivo. I contenuti saranno sempre più digitali, fruibili da smartphone e tablet, con maggiore utilizzo di modalità innovative come la gamification, la realtà virtuale e aumentata e i wearables.

Lo smartworking è anche per le PMI
Methodos racconta il caso di un’azienda tessile del Varesotto:
lavoro agile e tecnologia per migliorare produttività e benessere

Lo smartworking è ormai una realtà consolidata fra le multinazionali e le imprese più grandi, ma lo stesso non può dirsi per le PMI, che raccolgono la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani.
In tema di Smartworking Methodos ha supportato non solo grandi aziende come Credit Agricole, Prysmian, GSK, Agos e altre, ma anche PMI, che grazie alla legge 81 del 2017 sul lavoro agile, stanno muovendo i primi passi e a fare da aprifila sono quelle imprese che portano la tradizione manifatturiera italiana a competere sui mercati globali.
È il caso di Eurojersey, una realtà da circa 200 dipendenti, di cui 140 impiegati in produzione e una sessantina negli uffici. La missione di Eurojersey è quella di portare in tutto il mondo i suoi tessuti tecnici indemagliabili prodotti a Caronno Pertusella (VA). E per farlo deve essere rapida, flessibile, saper anticipare i trend, offrire prodotti e servizi personalizzati al massimo per ogni cliente. In una parola, deve essere agile: anche nel modo di organizzare il lavoro e gestire le persone.

L’azienda ha raccolto la sfida dell’innovazione introducendo lo smartworking che permette di lavorare da casa un giorno alla settimana. Le ricadute sono positive sia per l’azienda (maggiore produttività e flessibilità nel seguire i clienti internazionali), sia per il benessere dei lavoratori, che beneficiano di una maggiore conciliazione con gli impegni familiari. Accordare ai dipendenti flessibilità si è rivelato subito un vantaggio per esempio nel gestire le trasferte e nel seguire meglio i clienti, che si trovano in tutto il mondo e in diversi fusi orari. L’altro vantaggio, preziosissimo, è stato quello di avere aumentato il benessere lavorativo del personale. Eurojersey ha fatto della sostenibilità un valore, e non poteva non applicarla anche ai rapporti con le persone. Un lavoratore facilitato nel gestire gli impegni familiari, poi, è un lavoratore coinvolto e motivato. Infatti è stato recepito il vero senso del lavoro agile: non un modo per godere di una giornata a casa, ma uno strumento per organizzare il proprio tempo in modo razionale, lavorando in funzione di un obiettivo e al contempo potendo gestire con più serenità la vita familiare.

Ed è proprio questo l’elemento chiave che ha permesso a Eurojersey di cominciare con il piede giusto il suo progetto. In Italia le aziende, specialmente le PMI, rischiano di interpretare lo smartworking in modo molto vecchio, paternalistico, cioè come semplice telelavoro o come “premio” per qualche dipendente meritevole. Bisogna superare questo approccio e intendere il lavoro agile come opportunità di business e driver di competitività. Un’opportunità che va colta tenendo conto delle caratteristiche peculiari di ciascuna azienda, piccola o grande che sia: analisi preliminare, incontri e formazione per condividere con il personale ogni step, e infine monitoraggio dei risultati, sono i passi imprescindibili che ogni progetto di smartworking deve avere per concludersi con un successo.


 

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