Andrea Cafà

Categories: AIF,Interviste

  

ANDREA CAFA’

Presidente FonARCom

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Il cambiamento dello scenario competitivo, la globalizzazione, la trasformazione digitale in atto, sono tutti fenomeni che stanno sempre più modificando i tradizionali rapporti spazio-temporali del rapporto di lavoro. D’altro canto, gli elementi immateriali ed i nuovi sistemi di relazioni diventano centrali. Mentre la Grande impresa viaggia in maniera praticamente autonoma, guardando alle PMI, con cui FonARCom dialoga costantemente, è intuibile come la capacità di accedere a conoscenze e competenze specialistiche in grado di generare maggiore produttività abbia necessità di un sostegno da parte di forme di aggregazione di tipo territoriale, settoriale o di filiera. Di qui, la centralità della formazione continua e permanente nel processo di adattamento delle PMI. Le Parti Sociali coinvolte sono tutte parti attive nel conseguimento e mantenimento del vantaggio competitivo.

I formatori, gli istituti di ricerca, l’industria, il settore pubblico, i Fondi Interprofessionali ed i cittadini collaborano in un’ottica win-win, nel realizzare azioni formative orientate all’acquisizione di competenze spendibili, già questo ha un impatto incredibile sull’engagement. La Gamification e la formazione esperienziale si inseriscono in un’ottica di apprendimento permanente. Nella vita di ogni giorno, ciascuno di noi conosce ed impara, e questo processo non si limita ai soli contesti tradizionali. I giochi hanno un impatto significativo sulla nostra motivazione ad apprendere, e questo avviene di norma trasversalmente in senso demografico.

Nell’ambiente di Gamification si favorisce lo sviluppo delle relazioni, comportamenti cooperativi, il lavoro in team per il raggiungimento degli obiettivi e molto altro ancora. La messa in gioco delle emozioni richiama una maggiore probabilità di memorizzare informazioni, contenuti, esperienze, e dunque, conoscenze e competenze a lungo termine. non bisogna tuttavia trascurare la tipologia di destinatari dell’esperienza formativa, per progettare contenuti di successo e favorire l’engagement delle persone. In questo modo, sarà possibile parlare di coinvolgimento attivo, promuovere e favorire quella che noi definiamo la capacità di “imparare ad imparare”. FonARCom, grazie alla sua esperienza e al supporto tecnico-scientifico del centro studi INCONTRA, ne riconosce l’importanza e finanzia progetti formativi a 360°.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Per prima cosa, dobbiamo partire dal ruolo centrale giocato dalla contrattazione collettiva e dalle parti sociali per far crescere le politiche attive per il lavoro. L’idea di FonARCom è proprio questa: promuovere una cultura della formazione; solo in questo modo sarà possibile rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Il tema del Welfare è dunque centrale, va contestualizzato all’interno di un nuovo modello di relazioni industriali che consenta di promuovere la partecipazione dei lavoratori nella vita dell’azienda.

A tal proposito, FonARCom ha costruito uno strumento ad hoc: Informa Welfare, un avviso che finanzia attività formative per spiegare ai dipendenti delle aziende quali sono i vantaggi connessi alla costruzione di un piano di welfare. Lo Smart Working rappresenta una reale opportunità per le aziende, chiaramente quando adeguatamente implementato e se costruito attorno alle reali esigenze aziendali e del lavoratore. Tuttavia, alla già nota differenza tra Grandi Imprese e PMI, si aggiunge un evidente differenziale territoriale sul nostro Paese, una spaccatura tra Nord e Sud. In risposta alla prima questione, pensiamo sia importante agire sul fronte degli investimenti in grado di supportare i cambiamenti in atto, a fronte di necessarie agevolazioni per le PMI.

Complessivamente – e in riferimento alla seconda questione – è necessario uno sforzo politico per riequilibrare il sistema Paese, per supportare una reale comprensione dei cambiamenti digitali in atto. Smart Working non significa semplicemente lavorare supportati da un qualche strumento tecnologico; significa piuttosto adottare un nuovo modello, culturale prima che organizzativo. Un efficace utilizzo dello Smart Working può avere impatti positivi sotto diversi profili: bilanciamento vita-lavoro, impatto ambientale, promozione di una cultura digitale, flessibilità. D’altro canto, le persone devono essere pronte a comprenderne i benefici, per non trasformare questi ultimi in rischi. Anche in questo senso diventa necessaria la formazione.

Dobbiamo formare le persone, siano essi imprenditori o lavoratori, sulle potenzialità di questa nuova opportunità, perché maggiore sarà la soddisfazione, migliore sarà la performance; lavorando per obiettivi, è possibile organizzarsi il lavoro ed essere valutati sui risultati. È chiaro che un’alfabetizzazione digitale e uno sviluppo di nuove competenze digitali diventano necessari; la formazione gioca un ruolo fondamentale anche in questo.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Sempre abbracciando l’ottica di una formazione permanente e continua, il miglioramento della qualità della offerta formativa, continuamente adeguata alle esigenze del mondo del lavoro, la valorizzazione della qualità di percorsi virtuosi di alternanza scuola-lavoro, l’apprendistato duale – specialmente quello di I livello –, l’adeguamento delle competenze, nonché il potenziamento degli strumenti per la certificazione delle competenze, rappresentano le direttici fondamentali su cui dovrà esplicarsi l’azione efficace dei soggetti sindacali e datoriali, e delle parti sociali in genere. La nuova ASL può rappresentare un’importante novità; una volta superata l’obbligatorietà può diventare un’alternanza di qualità, in cui impresa e scuola dialogano per un aggiornamento continuo dei fabbisogni formativi.

D’altro canto, sul fronte imprenditoriale FonARCom offre un’idea di formazione che diventa uno strumento di costante adeguamento delle competenze, capace di garantire elevati standard di produttività e competitività aziendale. In questo senso, l’ASL diventa essa stessa una forma di politica attiva. Il cambiamento quindi si gestisce accompagnando imprese e lavoratori verso quella che abbiamo definito una cultura della formazione, l’unica in grado di assicurare un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo e di far dialogare costruttivamente le diverse generazioni all’interno delle aziende. Le competenze richieste si spostano sempre più verso il digitale, e su questo fronte i Millennials rappresentano sicuramente delle risorse strategiche. D’altro canto è essenziale esperienza, conoscenza della struttura, delle dinamiche, delle tecnologie e dei processi, e dunque una sinergia tra lavoratori con più anni di esperienza e i nuovi entrati. Trasversalmente, c’è sempre più bisogno di competenze soft come la leadership, il team working, la capacità comunicativa, il problem solving, la pianificazione e l’organizzazione del lavoro.

È importante comprendere che la contrattazione collettiva dovrà fornire risposte concrete nell’identificate nuove forme di classificazione del personale, formazione, politiche attive del lavoro e welfare. Per tale motivo, i CCNL dovranno incentivare il ricorso alla formazione. Le nostre Parti Sociali CIFA e CONFSAL, forti della loro posizione, possono fare da ponte tra mondo dell’istruzione e mondo produttivo. La concreta soluzione al mismatch occupazionale si gioca in primis sul fronte della bilateralità, quindi attraverso il reale allineamento tra piani formativi e reali esigenze delle imprese.

Questi sono temi centrali per FonARCom, per cui la formazione continua si fa strumento di costante adeguamento delle competenze, capace di garantire elevati standard di produttività e competitività aziendale.


 

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