Anna Iacono

Categories: AIF,Interviste

ANNA IACONO

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HR, Mktg&Communication, Fashion&Luxury

Micro e macro interagiscono costantemente generando motivazioni, impegno e partecipazione della persona. Per questi motivi il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre più esperienziale, e il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni.
Quali sono i metodi e gli strumenti a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitivo, organizzazione e persona al fine di arrivare alla giusta comprensione delle dinamiche economiche e industriali, all’uso consapevole della tecnologia e al corretto sviluppo personale?

La Persona, con il suo sapere, saper fare e saper essere è insostituibile e tutte le azioni poste in essere dal formatore od, in generale, da coloro che si occupano di guidare le persone, devono partire dalla totale considerazione delle stesse. A fronte di ciò, la tecnologia si pone quale strumento utile per supportare e facilitare (anche in termini logistici), lo svolgimento delle attività formative, non smarrendo mai l’obiettivo primario della prassi formativa: lo sviluppo, la crescita – orizzontale e verticale – delle persone e, conseguentemente, dell’organizzazione di cui fanno parte.
La formazione in aula rimane, per me, la più efficace, consentendo relazione, confronto e conoscenza reciproca, non oscurando il naturale svolgimento delle dinamiche interpersonali. Altri metodi utili ritengo siano la formazione in modalità e learning, la formazione outdoor che, “liberando” le persone dalle mura del contesto lavorativo, può rivelare aspetti interessanti sia in un’ottica di dinamiche di gruppo che personali. Nell’era odierna, connotata da ingente turbolenza e cambiamenti repentini in campo socio economico, FORMARE e FORMARSI significa essere sempre al passo con i tempi, aggiornarsi, non rimanere indietro bensì andare avanti. Proseguire. Eccellere.

 

La terza rivoluzione industriale, nel 1970, ha segnato la nascita dell’informatica. La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora definita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile identificarne l’atto fondante. La moltiplicazione della complessità è una delle caratteristiche dell’innovazione, per cui di fronte a una tecnologia sempre più amichevole e familiare, ci si confronta con un’incertezza continua che rende complesso identificare il senso e la direzione del cambiamento. Ci avviamo verso un futuro in cui intelligenza artificiale, robotica e persone interagiranno nelle nostre organizzazioni.
In questo contesto quali metodi e strumenti possono essere utilizzati nella formazione professionale per facilitare un inserimento sensato e un uso consapevole di tecnologie abilitanti fondamentali per l’internazionalizzazione e la realizzazione di Industria 4.0?

La formazione professionale dovrà partire sempre dalla Persona e, quest’ultima, sarà “addestrata” ad interagire con robot dotati d’intelligenza artificiale che fungeranno da supporto e da “elemento semplificatorio” per le diverse attività. Per cui, immagino l’industria 4.0 connotata da una formazione tecnico professionale (addestramento vario) e da una formazione trasversale, sempre più utile per rendere efficaci ed efficienti le relazioni di diversa natura, fondamentali se si pensa al valore sempre crescente che le attività di marketing e comunicazione hanno acquisito negli ultimi anni e continueranno ad acquisire negli anni a seguire.

 

I giovani si trovano di fronte a nuove e importanti sfide che prospettano rischi e opportunità. La trasformazione digitale ha portato un cambiamento della natura stessa del lavoro che causerà un inevitabile riassestamento della società. In settori storici stanno scomparendo numerosi posti di lavoro mentre altri segmenti di mercato vivono un momento fiorente sollecitando la continua ricerca di nuove figure professionali. Cambiano di conseguenza le competenze e le abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la soft skill più ricercata, ma rivestiranno altrettanta importanza il pensiero critico e la creatività da impiegare per attività di co-progettazione e co-sperimentazione di prodotti o servizi innovativi.
Quale formazione ritiene utile per supportare l’evoluzione delle organizzazioni e lo sviluppo di nuova occupazione?

A mio avviso, bisognerà puntare sul marketing emozionale, sulla comunicazione efficace, sulla leadership, sull’intelligenza emotiva, sull’empatia, sulla relazione, su tutte le prassi che attengono la GUIDA delle Persone, sulla creatività, sul problem solving, al fine di dar vita a soluzioni semplici, efficaci e rapide. Sarà necessario snellire i processi. Altresì, sarà fondamentale puntare su persone appassionate e motivate, entusiaste, dinamiche, dotate di capacità riflessive e di pensiero critico. Capaci di esprimersi e alle quali si dia voce, in grado di fornire valore aggiunto e cambiamenti ai contesti aziendali di appartenenza.
Insomma, per dirla alla OLIVETTI: “Io penso la fabbrica per l’Uomo, non l’Uomo per la fabbrica.”


 

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