Anna Maria Bernard

Categories: AIF,Interviste

  


ANNA MARIA BERNARD


Formatore e Consulente Aziendale
Esperto nei processi formativi, qualità, gestione risorse umane e team qualità in azienda e nei servizi socio/sanitari
Associated Emergenetics, dal 2015 utilizzo il Metodo sia per la selezione delle risorse umane, che per percorsi di sviluppo e consapevolezza personali e di gruppo
Esperto Mindfulness e intelligenza emotiva
Titolare www.studiobernard.it

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Comprensione, motivazione, parola, azione, vita, sforzo, consapevolezza, concentrazione sono gli otto fattori che costituiscono l’essenza della vita buddhista. Il sentiero è un percorso in salita e in discesa, sicuro o insicuro. In questo momento storico più che mai, ritengo che al di là delle singole credenze e degli stili di vita, tutti questi fattori incidano sul percorso individuale. I singoli percorsi sembrano non unirsi, invece sono estremamente connessi e determinano il vivere a questo mondo. Ritengo che una maggior consapevolezza di sostenibilità, nell’accezione completa della parola, nei percorsi collettivi possa contribuire a migliorare l’umanità.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

La consapevolezza è una presa di coscienza dei propri doni, dei propri talenti, delle proprie competenze da mettere al servizio degli altri.
Durante il percorso della vita, la consapevolezza diventa un fenomeno estremamente intimo e di importanza cardinale. E’ altresì maieutica nell’esperienza, oltre che una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, amorevole e coerente con l’essere di ciascuna persona.
La consapevolezza personale, insieme all’equipaggiamento necessario di conoscenze e di competenze, dà forma autentica all’etica, alla disciplina e allo stile di vita.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

L’alleanza mi ricorda la sinergia tra le persone, intesa come le relazioni finalizzate al conseguimento di uno stesso fine.
L’alleanza è l’emblema di un gioco di squadra, dove i componenti hanno consapevolezza del proprio ruolo e della loro unicità e all’unisono si mettono al servizio di tutti per le finalità vincenti, che derivano dallo stare insieme con obiettivi comuni.

Può nascondere degli out out, qualcuno diceva “O con me, o contro di me” o porre le premesse per eliminare ogni sorta di potere.
Certe intese non si hanno con chiunque. Si trovano facilmente con coloro i quali si entra in uno stato di armonia, incentrato sul saper essere. In questo caso, l’alleanza sprigiona gioia e pacatezza.


 

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