Barbara Neri

Categories: AIF,Interviste

BARBARA NERI

neri barbara
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Area Persone e Organizzazione
Responsabile Settore Formazione

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
L’innovazione, anche tecnologica, è connaturata all’esistenza stessa dell’organizzazione.
In un sistema che si regge sulla capacità competitiva, sull’efficienza e l’efficacia di gestione, saper volgere al nuovo richiede, da parte dell’azienda, un investimento costante sulle persone, valorizzando la leva formativa e gli altri strumenti di comunicazione.
Da un lato quindi la formazione, per favorire il rinnovamento continuo delle competenze e affinché sia facilitato il ruolo di promotori e/o attori del cambiamento stesso. Dall’altro lato la connessa valorizzazione dei sistemi di comunicazione interni per incidere sui comportamenti.
Il contestuale investimento in formazione e comunicazione organizzativa credo possa generare un processo virtuoso, nel far venire meno o comunque attenuare, le resistenze culturali al cambiamento.
Ciò premesso va comunque rilevato che non può essere la tecnologia a determinare i comportamenti lavorativi. L’innovazione tecnologica mantiene al centro la persona come fruitore ed utente che, a sua volta e nel proprio ruolo, agisce ed interpreta l’uso della tecnologia per le finalità che l’organizzazione stessa si è data.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
L’innovazione tecnologica modifica il sistema produttivo e agisce di conseguenza sui sistemi di relazione interni all’organizzazione.
A mio avviso, il cambiamento è accettato quando viene compreso e nel momento in cui la persona riesce a coglierne i benefici per la propria crescita professionale e per i risultati prodotti, anche grazie alle innovazioni introdotte.
In questo contesto, la leva formativa può intervenire al fine di favorire il coinvolgimento delle persone nel processo stesso di cambiamento, rafforzando l’evidenza sul contributo che il singolo può fornire per il miglioramento del sistema nella sua interezza e attraverso l’acquisizione di nuove competenze. Si da quindi vita ad un processo di cambiamento che non è più obbligato e indotto dall’esterno ma è partecipato e condiviso negli obiettivi e modalità di azione. In questo modo viene rafforzata, non più e soltanto, la connessione virtuale (fra i sistemi di intelligenza artificiale) ma anche quella personale (fra i sistemi di relazione professionale).

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Mi ricollego ad un pensiero del prof. Francesco Novara il quale definì, fra le principali fonti di motivazione, il percepire l’utilità sociale del proprio lavoro e il poter fornire un contributo personale al miglioramento dei processi di lavoro.
Credo dunque che i due fronti, della realizzabilità personale e della competitività delle imprese e dei territori, possano convergere nella valorizzazione di queste stesse leve motivazionali.
In questi termini, la leva formativa supporta lo sviluppo organizzativo, agendo sulla persona; favorendo l’acquisizione, conoscenza e consapevolezza sulle competenze, possedute e necessarie, per supportare il sistema produttivo e/o i servizi offerti.
La consapevolezza della persona sul patrimonio di competenze possedute e sulla professionalità acquisita, rafforzerà a sua volta lo sviluppo dell’individuo, del lavoratore, del professionista, nel rapporto con la realtà esterna all’impresa.

 

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