Claudia Scavarda

Categories: AIF,Interviste

CLAUDIA SCAVARDA

scavarda claudia
Counsellor professionista, Mediatrice familiare, Conduttrice di gruppi di parola e Formatrice
www.liberamente.mobi
Direttore editoriale
www.zerosismico.net
Amministratore Comunale con delega a Cultura, Istruzione, Politiche Sociali e Pari Opportunità.

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
L’innovazione tecnologica ha profondamente modificato le relazioni umane, personali e professionali, abbattendo la percezione della distanza, fisica ma anche relazionale e sociale. L’immediatezza dell’accesso al contatto e alla comunicazione spesso genera confusione e ridondanza (basti pensare alla sovrapposizione contemporanea di canali di comunicazione). I vantaggi degli strumenti digitali sono evidenti e indiscutibili (velocità, immediatezza, possibilità di controllo), i rischi forse sono invece meno evidenti (primo fra tutti la compromissione delle competenze sociali, ma anche l’irretimento del pensiero e la contrazione delle competenze linguistiche ed espressive).
La formazione ha il compito di mantenere il focus sui rischi, sullo spazio vuoto lasciato dall’innovazione tecnologica, per colmare le mancanze e su queste innestare strumenti ed alternative che possano ben coniugarsi con il contesto digitalizzato, preservando le relazioni e valorizzando le persone.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
Lo sviluppo tecnologico ha determinato una vera e propria trasformazione antropologica, che implica una presa in carico delle conseguenze dei cambiamenti e una nuova responsabilità etica. Come spiega il prof. Piero Dominici “pur cambiando profondamente la natura degli strumenti, degli ambiti comunicativi e degli ecosistemi sociali, le questioni sono le medesime: la nostra attenzione deve continuare ad essere posta sulla qualità delle relazioni comunicative (e dei processi educativi) e sui rapporti di potere (conoscenze, competenze, asimmetrie, inclusione)”. In questa prospettiva la formazione rimane lo strumento privilegiato per veicolare non solo sapere e competenza, ma soprattutto per promuovere lo sviluppo della persona attraverso l’apprendimento e la condivisione che, unitamente ai nuovi strumenti formativi, non possono a mio avviso prescindere dalla formazione esperienziale.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
La formazione rappresenta per le aziende un investimento a lungo termine per la costruzione dell’identità e della cultura aziendale, necessarie alla spontanea affezione e al senso di appartenenza dei membri, indipendentemente dall’inquadramento. Olivetti ha rappresentato in Italia l’eccellenza del welfare e dell’investimento sulla persona, attraverso una politica aziendale orientata alla produzione di benessere, sociale prima che economico. Per le aziende oggi la formazione rappresenta ancora, e forse più che mai, l’elemento di congiunzione tra le strategie d’impresa e la valorizzazione della persona, perché flessibile e adattabile ai bisogni sia squisitamente formativi che di armonizzazione relazionale, ai quali può assolvere spesso contemporaneamente.

 

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