Cristina Condello

Categories: AIF,Interviste

  


CRISTINA CONDELLO


formatrice, consulente, coach, Accademia del Benessere
www.accademiadelbenessere-kondel.it

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Quali sono gli strumenti che aiutano le persone a trovare i migliori percorsi formativi volti a valorizzare le proprie attitudini e competenze?

Attraverso l’analisi, l’esplorazione e l’elaborazione dei propri punti di forza, possiamo far emergere i talenti e le potenzialità nascoste, per metterli a disposizione della nostra crescita continua, come persone e come professionisti.

La chiarezza degli obiettivi e la determinazione a raggiungerli può essere un utile strumento per tracciare un piano d’azione, quindi il proprio sentiero, con tappe misurabili e definite nel tempo.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Possono le pratiche di Mindfulness essere un valido aiuto nella consapevolezza dello stato psico-fisico quale fattore fondamentale per il miglioramento della cultura organizzativa aziendale?

Nelle aziende la cultura del Benessere Organizzativo è un fatto imprescindibile per la salute psico-fisica di chi ci lavora.
Mindfulness è un termine attuale che evoca un verbo molto antico: MELÉTE, che significa cura, attenzione (Epicuro 341 a.c.).

Oggi le pratiche di meditazione attraverso il respiro e la coscienza del qui e ora, sono fondamentali, ci portano ad avere la consapevolezza del nostro potenziale e delle nostre abilità.

Gli imprenditori hanno il dovere di creare le condizioni affinché tutte le persone in azienda possano esprimersi, possano avere un clima positivo, collaborativo e di fiducia; questo migliora la produttività, aumenta la motivazione, riduce le malattie e incrementa i risultati dell’Impresa.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Quali sono quindi i percorsi formativi che si potranno mettere in pratica per supportare i giovani che entrano nella dimensione organizzativa lavorativa, dove necessariamente si dovranno favorire l’attivazione di atteggiamenti di cooperazione e collaborazione nei rapporti interpersonali e di gruppo, superando le individualità del singolo?

Le nuove generazioni hanno competenze naturali che derivano dal loro approccio alle tecnologie, hanno un nuovo modo di comunicare.
Sono molto sensibili ai temi ambientali, perché toccano con mano, in diretta,
la trasformazione del Pianeta e condividono i timori per il loro futuro.

La consapevolezza di avere un comune nemico esterno, li rende compatti e uniti nel portare avanti cause comuni.

Il compito della formazione nei confronti di queste generazioni è:
• trasmettere il sapere costruito con le esperienze realizzate sul campo,
• far loro comprendere che la forza del gruppo è molto di più
della somma delle parti che la compongono
• affiancare questi giovani con concretezza, strumenti pratici e fiducia nel futuro.


 

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