Daniela Salina

Categories: AIF,Interviste


DANIELA SALINA

 
 
Docente di metodologia progettuale del Pensiero Creativo

Nel contesto globale contemporaneo la diffusione di informazioni avviene a una velocità incalzante sospinta dalla digitalizzazione. Per questo motivo il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni. Il formatore oggi è la figura che può educare all’uso consapevole della tecnologia, finalizzata al corretto sviluppo della persona. Quali sono i metodi e gli strumenti tecnologici a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitività economica? Quanto questi strumenti influenzano i processi di formazione?

La tecnologia è uno strumento ma al centro ci deve essere sempre la persona che costruisce dal nuovo qualsiasi processo creativo. Sono contenta che esistano nuovi strumenti utili a valorizzare alcuni importanti aspetti organizzativi e permettere di ridurre tempi e distanze fra le persone.

Per quanto riguarda la situazione odierna vorrei evidenziare che le difficoltà nascono nel momento in cui l’idea comincia a svilupparsi concretamente. Questo è il momento in cui siamo costretti a mediare con elementi che influenzano la realtà. Il primo elemento è sicuramente la situazione economica attuale che ha costretto un certo numero di aziende a ridurre i budgets destinati allo sviluppo e all’ottimizzazione delle risorse.
In questo panorama vorrei sottolineare che, grazie a una gestione di gruppo stimolante, le personalità che affiorano durante il percorso creano un’atmosfera di sfida per gli altri partecipanti, spinti così ad estendere al massimo il loro metaforico elastico espressivo. Questi casi, se ben condotti, producono sempre un risultato, sia realizzando il progetto, sia come puro esercizio applicabile ad altre situazioni.

 

La maggior parte delle scoperte, dalle grandi innovazioni scientifiche agli step esperienziali della crescita di ognuno di noi, avvengono attraverso il continuo imbattersi in errori e ostacoli. La possibilità di sbagliare, se circoscritta a un contesto adeguato, è il motore del miglioramento personale. Ad esempio Cristoforo Colombo, imbarcandosi con le 3 caravelle nel 1492, ha colto l’episodio di serendipità più influente nella storia moderna: mirando a raggiungere le Indie, scoprì l’America. Nella serendipità, ovvero la possibilità di imbattersi in felici scoperte per puro caso, è determinante l’influenza della specifica realtà in cui si opera. Il compito del formatore è operare attraverso la centralità della persona, legando tramite l’apprendimento il contesto dello scenario socio-economico allo sviluppo umano.Attraverso quali pratiche il formatore può trasmettere alla persona i mezzi necessari per la crescita dell’individuo nella realtà locale?

Personalmente ho avuto la possibilità di mettere a frutto la capacità di insegnamento di processi creativi a studenti e a manager. Con questi ultimi ho operato alla ricerca più strutturata della creatività, insegnando loro un nuovo modello di leadership che fosse in grado di riconoscere l’innovazione portata da altre persone.


 

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