Daniele Salvaggio

Categories: AIF,Interviste

DANIELE SALVAGGIO

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Fondatore di Imprese di Talento
www.impreseditalento.com

Micro e macro interagiscono costantemente generando motivazioni, impegno e partecipazione della persona. Per questi motivi il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre più esperienziale, e il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni.
Quali sono i metodi e gli strumenti a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitivo, organizzazione e persona al fine di arrivare alla giusta comprensione delle dinamiche economiche e industriali, all’uso consapevole della tecnologia e al corretto sviluppo personale?

Il valore delle risorse umane operanti in un contesto organizzativo, le modalità per attrarle, motivarle, incentivarle e soprattutto trattenerle, rappresentano il vero punto di forza nella competitività, nell’identificazione di una corporate brand identity e nella realizzazione di un ritorno sull’investimento (ROI). All’interno di un contesto organizzativo, il capitale umano è motore e carburante allo stesso tempo: ciascuna risorsa può essere messa nella condizione di accelerare, rallentare, spegnersi, fermarsi, ma non deve mai rimanere senza benzina, vale a dire perdere le proprie motivazioni e l’identità professionale. Organizzazioni e Persone non possono e non devono considerarsi due entità distanti tra loro, in termini di idee, di creatività, di libertà di espressione, di coinvolgimento. E’ importante valutare le competenze e puntare alla migliore performance di ciascuna risorsa: una cultura organizzativa che pone al centro le persone, consente di valorizzare la propria corporate brand awareness, di ridurre i conflitti interni, di migliorare l’efficienza e la mobilità in tutto il contesto produttivo, razionalizzando e equilibrando le performance economico-finanziarie, rafforzando e innovando l’human chain.

Applicare il concetto di business sustainability consente al management di calcolare la convenienza economica di un investimento non solo attraverso una logica finanziaria, ma anche considerando una serie di nuovi indicatori in grado di mettere in relazione il business sviluppato con il territorio ove il tutto ha origine, il che si esplicita con un rapporto sempre più diretto di relazione con gli stakeholder, interni (dipendenti) ed esterni (clienti, media, competitor) all’impresa. La comunicazione, la formazione, la scoperta di talenti, il fiorire di competenze nascoste o inconsapevoli, la fidelizzazione del proprio capitale umano, fanno produrre di più, contaminano di positività e leggerezza l’ambiente di lavoro, rafforzano il senso di appartenenza e condivisione dei valori aziendali e garantiscono una maggiore flessibilità e mobilità interna volontaria.

Possedere un talento rappresenta una grande fortuna, il vero dono però è fare in modo che questo si affini, cresca, diventi contagioso. Il Cliente oggi più che mai è esigente, tecnologico, giudizioso ma vuole essere anche coccolato, protetto, fidelizzato, agevolato, deve sentirsi protagonista e decisore. Per ottenere questa comfort zone occorre parlare con il cuore e crederci, perché la convinzione nasce da dentro e poi la si può esportare. L’obiettivo è quindi quello di creare un ecosistema basato sulla credibilità, sull’investimento individuale e di team, sulla valorizzazione e efficienza dei migliori talenti e sulla capacità persuasiva da parte del contesto di riconoscersi e trattenerli, con inevitabili benefici per l’intera comunità attraverso l’utilizzo di approcci, visioni e strumenti di comunicazione, on e off-line, che oggi ben si spalmano con le abitudini e le esigenze dei nostri target.


 

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