Emanuele Toso

Categories: AIF,Interviste

  


EMANUELE TOSO


Insegnante Back School

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico le parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza. La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Penso che il sentiero della formazione debba portare necessariamente ad una maggiore consapevolezza. Da 10 anni collaboro in ambito aziendale per portare il mio messaggio di “igiene vertebrale”, concetto ancora sconosciuto nella società. Il mio obiettivo é sottolineare l’importanza di conoscere il proprio corpo ed imparare ad utilizzarlo al meglio. La modernità, la tecnologia e lo stress ci stanno allontanando dalla presa di coscienza della corporeità e nei miei corsi mi focalizzo molto su questa importante riscoperta. L'”igiene orale” é ormai una tematica compresa da molti, se non da tutti, ma come prevenire il mal di schiena é ancora un tema oscuro nel 2020. I miei corsi di “Back School” (“Scuola della Schiena”) sono molto pratici ed esperienziali e ad ogni argomento teorico vengono affiancati numerosi esercizi per dare risalto al motto di Confucio: “Se ascolto dimentico, se leggo capisco, se faccio imparo”.

Com’e possibile comprendere come utilizzare bene la mia colonna vertebrale se non ne conosco minimamente la anatomo-fisiologia? Il primo mattone é creare consapevolezza che genera fiducia in un percorso di autotrattamento preventivo. Se conosco qual é il meccanismo che a lungo termine può generare un problema farò in modo di non attuarlo e viceversa opererò in una direzione di non dolore, non solo nel breve ma anche nel lungo termine.

Se insegno al lavoratore com’é fatta la sua schiena sarà per lui più facile prevenire lombalgia, dorsalgia e cervicalgia. Se queste ultime dovessero presentarsi in forma lieve, il leggero dolore sarà solo un feedback positivo del nostro corpo che segnala la necessità di movimento. Basterà spesso e volentieri cambiare posizione, fare due passi o attuare dei semplici esercizi di compenso per eliminare il dolore.

I lavoratori dovranno stringere un’importante alleanza e non sottovalutare le rachialgie che sono la prima causa di assenza dal lavoro e la spesa più importante dei paesi industrializzati. Quindi, imparate dai vostri colleghi preparati da corsi pratici di ergonomia, le basiche buone norme comportamentali e gli esercizi di compenso. Non prendeteli in giro quando ogni 30′ si prenderanno pochi secondi per eseguire esercizi di compenso per il loro rachide, ma prendete invece esempio da loro. Facciamo in modo di spezzare dei circoli viziosi e trasformarli positivamente in circoli virtuosi.

Le cause del mal di schiena sono 841, ma l’85% di queste possono essere eliminate grazie alla nostra consapevolezza ed al nostro impegno personale.
50 anni fa il 70% della popolazione lavorava in piedi ed il 30% seduta. Ora siamo esattamente nella condizione opposta e dato che non siamo stati “progettati” per stare fermi seduti davanti ad una scrivania dobbiamo ricorrere ai ripari.


 

Torna all’elenco delle interviste

0