Enrica Piermattei

Categories: AIF,Interviste

  

ENRICA PIERMATTEI

Fondatrice e Partner Elidea Psicologi Associati

Il mondo della formazione e dell’apprendimento organizzativo ha affrontato negli ultimi anni un processo di evoluzione e diversificazione degli strumenti, basato anche sulle nuove possibilità offerte dalla tecnologia e sul concetto di apprendimento continuo. Le esigenze di chi si occupa di formazione nelle organizzazioni, si attestano su:
– innovazione e diversificazione di metodologie e strumenti utilizzati per produrre, sviluppare e condividere competenze in continua evoluzione e trasformazione
– capitalizzazione del valore prodotto dai percorsi formativi.
Ma quali princìpi guida, per massimizzare engagement e risultati? Tra i tanti, tre importanti, sia in sede progettuale che di implementazione:
1. molteplicità degli “strumenti” a disposizione;
2. unicità della Persona, che l’organizzazione può valorizzare e utilizzare;
3. interdipendenza, per cui ogni Persona è un potenziale fornitore interno di conoscenze e competenze che, se condivise e rese disponibili, creano valore inestimabile in termini di sviluppo organizzativo.
La loro traduzione nelle opportunità formative e nelle organizzazioni fa emergere la concreta possibilità di graduale trasformazione della motivazione, da esterna a interna, da occasionale e legata alle contingenze a duratura e “resiliente”.

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

La formazione, in primis quella esperienziale nelle sue diverse espressioni, fino alla gamification, fondandosi proprio sulla sperimentazione attiva in situazioni, metaforiche o realistiche, dove “si gioca sul serio” e facilmente riconducibili a dinamiche, logiche, comportamenti e “conseguenze” propri di un contesto organizzativo, rappresenta una possibile risposta “vincente” rispetto alle sfide attuali, soprattutto se forte di momenti dedicati di debriefing, orientati all’accompagnamento nella traduzione dell’esperienza in formazione di ruolo.
Nell’organizzazione, inoltre, applicati in una logica di Welfare e di well being in ambito lavorativo, gli stessi princìpi consentono la progettazione e l’implementazione di efficaci esperienze di smart working, in grado di contenere scelte “mirate”, che sfruttino le molteplici opportunità strumentali, nella valorizzazione dell’unicità e dell’interdipendenza organizzativa, a forte impatto positivo sulla retention del personale, in quanto basate sulla soddisfazione delle reciproche esigenze (persona – organizzazione), in una logica win win.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Sicuramente lo smart working sta aprendo, grazie alla contrattazione a livello aziendale, delle finestre di opportunità che stiamo però ancora esplorando.
Infatti lo smart working oggi è ancora un tema che da una parte recupera l’attenzione degli imprenditori ai propri dipendenti e al proprio benessere dall’altro però scopriamo come rappresenti ancora qualcosa di non strutturato, non sistematico e sia diffuso a macchia di leopardo. Per cui per noi lo smart working rientra nel macro ambito della capacità delle aziende e di un territorio di essere attrattivi rispetto ai talenti disponibili. Quindi in breve la capacità di offrire dei luoghi di lavoro che non siano semplicemente il posto dove si passa il tempo del lavoro, ma un luogo di apprendimento, un luogo di crescita, un luogo di arricchimento in cui ciascuno possa dare il meglio di sé.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Quali spunti, quindi, per affrontare con successo il futuro – già presente – “liquido” (per citare Bauman), che ci racconta il forte cambio di paradigma, anche generazionale, sia a livello personale che organizzativo?
A fronte della messa in discussione e trasformazione di modelli e punti di riferimento “solidi” esterni, le competenze tecniche costituiranno sempre più punti di partenza, da rielaborare e ricontestualizzare nel tempo.
Sarà strategico, dunque, investire sulla “solidità interna”, personale e organizzativa, rafforzando, in particolare, le capacità di leggere il contesto, di individuare o creare opportunità, di riconoscere nuclei di attenzione, interesse, passione da coltivare e sviluppare e di “tenere duro”, nonostante le difficoltà.
Le esperienze di successo incontrate da Elidea raccontano che la risposta non è nell’arroccamento difensivo, ma nell’apertura a nuove possibilità.


 

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