Ester Santoleri

Categories: AIF

ESTER SANTOLERI

santolieri150

 
 
Compensation & People Development Systems Manager

Micro e macro interagiscono costantemente generando motivazioni, impegno e partecipazione della persona. Per questi motivi il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre più esperienziale, e il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni.
Quali sono i metodi e gli strumenti a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitivo, organizzazione e persona al fine di arrivare alla giusta comprensione delle dinamiche economiche e industriali, all’uso consapevole della tecnologia e al corretto sviluppo personale?

Il formatore dovrà arricchire le proprie competenze tecniche, allargando le conoscenze nell’ambito di discipline meno tradizionali. Una buona cultura cinematografica e sportiva tornano utili per trasferire concetti legati a motivazione, resilienza, spirito di squadra, collaborazione.
Bisognerà investire in conoscenza della tecnologia, per un e-learning più economico, composto di pillole formative proposte sotto forma di video (spesso fai-da-te), che catturino l’attenzione dell’utente e siano fruibili anche nei ritagli di tempo. L’uso della voce e della fisicità divengono fondamentali a tal fine, contribuendo ad avvicinare il formatore al mondo artistico, da cui può attingere una valida preparazione per migliorare la propria incisività.

 

La terza rivoluzione industriale, nel 1970, ha segnato la nascita dell’informatica. La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora definita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile identificarne l’atto fondante. La moltiplicazione della complessità è una delle caratteristiche dell’innovazione, per cui di fronte a una tecnologia sempre più amichevole e familiare, ci si confronta con un’incertezza continua che rende complesso identificare il senso e la direzione del cambiamento. Ci avviamo verso un futuro in cui intelligenza artificiale, robotica e persone interagiranno nelle nostre organizzazioni.
In questo contesto quali metodi e strumenti possono essere utilizzati nella formazione professionale per facilitare un inserimento sensato e un uso consapevole di tecnologie abilitanti fondamentali per l’internazionalizzazione e la realizzazione di Industria 4.0?

Nei prossimi anni, il mutamento dei fattori tecnologici ed ambientali connessi all’evoluzione del lavoro influenzeranno anche il mondo della formazione. La tecnologia del cloud e la flessibilità lavorativa richiederanno alla formazione del futuro di adeguarsi con un mix di metodologie che alternino e-learning, presenza in aula, pratica esperienziale, formazione out-door con supporto esplicativo ex post per la rielaborazione della metafora, che trasformi la prova in riflessione ed apprendimento evitando di confinarla al mero esercizio ludico.
In un mondo che privilegia sempre più la comunicazione scritta, sarebbero utili corsi che rispolverino le regole della grammatica e della sintassi del linguaggio, per favorire la costruzione di messaggio finalizzati allo scopo desiderato. Inoltre, bisognerebbe erudire i giovani sul marketing della propria immagine personale e sui benefici e rischi del veicolare le proprie informazioni private sul web. Il cambiamento della modalità di comunicare attraverso la tecnologia ha ampliato la possibilità di utilizzo degli strumenti di massa, cogliendo impreparata la società sulla tutela della libera espressione del proprio pensiero.

 

I giovani si trovano di fronte a nuove e importanti sfide che prospettano rischi e opportunità. La trasformazione digitale ha portato un cambiamento della natura stessa del lavoro che causerà un inevitabile riassestamento della società. In settori storici stanno scomparendo numerosi posti di lavoro mentre altri segmenti di mercato vivono un momento fiorente sollecitando la continua ricerca di nuove figure professionali. Cambiano di conseguenza le competenze e le abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la soft skill più ricercata, ma rivestiranno altrettanta importanza il pensiero critico e la creatività da impiegare per attività di co-progettazione e co-sperimentazione di prodotti o servizi innovativi.
Quale formazione ritiene utile per supportare l’evoluzione delle organizzazioni e lo sviluppo di nuova occupazione?

Molti lavori spariranno lasciando il posto a nuovi, che richiederanno competenze ed abilità da attingere in diverse discipline. Tra le competenze tecniche, oltre alla conoscenza delle lingue straniere e della tecnologia informatica, necessiterà una forte preparazione in data base analysis, per l’interpretazione quali-quantitativa della mole dati numerici e statistici raccolti tramite siti web dedicati alla profilazione utenti, utili per comprendere l’evoluzione dei costumi sociali e degli stili di vita dei consumatori.
Si aggiungano conoscenze di natura giuridica legate alla diffusione di immagini ed informazioni personali, tutelate dalla normativa su privacy e brevetti. Saranno basilari pensiero critico e creatività per sviluppare un’offerta di prodotti e soluzioni fuori dagli schemi. La capacità di problem solving rimarrà la competenza più ricercata, alla quale sarà importante aggiungere la gestione dell’emotività come soft skill trasversale, che diventa determinate per la gestione di un buon equilibrio personale in un mondo che va sempre più veloce ed è soggetto a repentini cambiamenti. Non si dimentichi mai che dietro un buon professionista c’è sempre una persona stabile ed equilibrata.


 

Torna all’elenco delle interviste

0
0