Gaetano Fasano

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GAETANO FASANO

Ricercatore INAPP

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Partirei dagli svantaggi, che dal mio punto di vista, sono organizzativi e sicuramente legati al rapporto con la persona, questi sono aspetti che sono imprescindibili, senza i quali effettivamente la formazione non si potrebbe fare. Mentre invece parlando dei vantaggi, possiamo dire che tutti quanti vanno nella direzione della trasformazione della persona, perché una formazione tradizionale in realtà difficilmente riesce a incidere, a meno che non si tratti di docenti con particolare abilità e capacità personali.

La gamification usa l’ambiente virtuale e i principi fondamentali del gioco in contesti esterni ai giochi. Ci sono quindi 3 componenti base: l’ambiente virtuale, il gioco con le sue regole e l’ambiente reale. Già da tempo, in ambienti formativi ed educativi, sono presenti gli ultimi 2; Bruner già nel 1999 parlava dei c.d. giochi di simulazione o simulazioni giocate vale a dire di simulazioni degli effetti di decisioni prese attraverso l’assunzione di ruoli sottoposti a un insieme di regole (cioè un game).

Il gioco, in questo senso, rappresenta un’esperienza di sorprendente valore in ambito formativo giacché diviene la via privilegiata per comprendere i legami tra restrizione e possibilità, tra regolarità ed episodio; esso ha quindi effetti non solo sulla sfera affettivo-motivazionale dell’interazione comunicativa, ma primariamente, e in modo particolare, sulla sfera cognitiva. La riduzione delle regole e la varietà dei linguaggi accrescono le potenzialità della formazione in virtù di maggiori possibilità di situazioni personali e professionali, incoraggiando la discussione e la riflessione nel dopogioco e rafforzando al contempo motivazione e senso di appartenenza.

In ambiente virtuale l’assenza del dopogioco e della concettualizzazione è nella maggior parte di casi compensata dalle chat e dai forum. Il vantaggio che se ne ricava è al contempo una difficoltà d’uso in funzione dell’obiettivo primario dell’aggiornamento del lavoratore poiché si tratta di un rapporto alla pari in cui la figura del formatore / trainer, che in ambiente reale crea gli spazi di riflessione e facilita la partecipazione di tutti, è molto sfumata.

Uno degli effetti indiretti dei percorsi formativi basati sul game è il rafforzamento dell’engagement e di un comportamento organizzativo teso al raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione. Ciò accade in quanto si incide attraverso una forma creativa dell’apprendimento esperienziale, non solo sul sapere e sul saper fare ma anche sul saper essere dei partecipanti. I valori condivisi, inoltre, procurano una sensazione di coerenza, coesione, e determinazione in tutta l’organizzazione.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Ho di recente svolto un’indagine sull’introduzione dello smartworking – definito Lavoro Agile nella legge 124 /2015 – in enti pubblici che lavorano informazioni e conoscenza a vari livelli (attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, informazione e valutazione) e forniscono servizi (supporto tecnico-scientifico e assistenza tecnica). Per loro la delocalizzazione del personale consente di accrescere la sensibilità organizzativa favorendo una maggiore e migliore continuità dei servizi e una più alta qualità delle prestazioni.

I benefici attesi sono inquadrabili in quelli normalmente riconosciuti per le pubbliche amministrazioni (Osservatorio smart working – Politecnico di Milano) e ascrivibili a tre fattori principali: aumento della produttività dei lavoratori di circa il 20%, riduzione dei costi di gestione dello spazio fisico del 20-30% e miglioramento dell’engagement del personale che ritorna all’organizzazione in termini di motivazione, impegno e, in misura rilevante, di benessere organizzativo (45%).

I benefici per le persone, considerato l’impiego di un lavoratore in Lavoro Agile, di 2 giorni a settimana, sono inquadrabili in un sostanziale miglioramento del rapporto vita-lavoro: circa 176 ore all’anno di spostamenti risparmiate e 1200 euro di spese non sostenute. Ritengo che a questi si possano accompagnare benefici legati al benessere sul luogo di lavoro in considerazione della maggiore responsabilizzazione rispetto agli obiettivi e della più corretta definizione degli incarichi.
Nel corso degli incontri di formazione da me effettuati è risultata infatti particolarmente incidente sul benessere personale e organizzativo la scarsa qualità dei messaggi diffusi oralmente, sia per ciò che concerne le comunicazioni tra colleghi che con superiori di grado. L’esigenza di programmare il lavoro per obiettivi e risultati comporta il maggior uso di verifiche sul livello di efficacia delle azioni compiute ma anche maggior chiarezza degli stessi.

Lo stesso Osservatorio rileva che nella PA sono state riscontrate criticità di applicazione legate alla dotazione tecnologica, in particolare la dematerializzazione dei sistemi e, in misura maggiore, all’adeguamento della cultura del personale alla nuova realtà, inclusa la disponibilità da parte di alcuni dirigenti a modificare il proprio ‘stile’ di gestione del personale.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Credo che il sapere essere e il saper fare, possano incidere sicuramente sulla conoscenza, questi sono degli aspetti che sicuramente potranno rientrare nell’ambito della formazione interna di un’azienda, anche se noi ci stiamo avvicinando sempre di più a quello che viene definito la disruption, un momento in cui l’intelligenza artificiale trasformerà completamente la società, un pò come è stato con l’invenzione del motore a scoppio.

Questo elemento avrà delle conseguenze rilevanti su tutto ciò che ha a che vedere con la conoscenza, mentre invece le abilità personali e emozionali saranno sicuramente riconosciute come forme di intelligenza e saranno molto più rilevanti.

Quindi credo che il bene per un ragazzo di oggi sia quello di lavorare molto su sè stesso e crescere a livello della capacità di relazionarsi e socializzare con gli altri.


 

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