Haidi Segrada

Categories: AIF,Interviste

HAIDI SEGRADA

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Coordinatrice didattica
Esperta in glottodidattica infantile – Formatrice – Scrittrice

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
Il cambiamento è crescita, evoluzione, trasformazione. Non dobbiamo dimenticare, però, che nella vita la principale fonte di interazione ed evoluzione viene rappresentata dalla relazione. La relazione umana è fondamentale. Premesso questo, l’elemento che aiuta e sostiene il cambiamento e che porta con sé una nota importante e positiva è il mutamento del ruolo della conoscenza e dell’apprendimento nel contesto competitivo è stato analizzato da diversi studiosi, che distinguono tra economia dell’apprendimento (learning economy) e società dell’informazione (information society). L’apprendimento, infatti, non è un semplice trasferimento delle informazioni e non può essere ridotto ad un mero processo di scambio. La formazione deve essere un processo attivo e in continua evoluzione, un vero e proprio processo di crescita personale e professionale. Il formatore deve tenere sempre tenere presente che l’importante non è solo sapere e saper fare ma anche saper essere…

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
La formazione in quanto processo dinamico deve potersi adeguare ai cambiamenti e alla società. Supportare la persona significa adeguare i processi e le innovazioni sono fondamentali:i nuovi servizi possono essere una risposta adeguata. Supportare la formazione attraverso nuove dotazioni strumentali. Nuove metodologie per ottimizzare il lavoro in team, corsi a distanza e/o misti e la diversificazione dei settori economici relativi ai corsi erogati possono essere un valido aiuto.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Desidero rispondere a questa domanda citando uno scritto della Dott.ssa Miccoli (citata nei consigli di lettura): “La formazione si innova quanto più riesce a promuovere percorsi di sviluppo del capitale umano: è necessario puntare sul trasferimento di conoscenze, così come sullo sviluppo di competenze professionali e relazionali, ma soprattutto sulla capacità dei lavoratori di saperle e volerle utilizzare. Le esperienze di formazione realizzate attraverso le metodologie partecipative possono essere analizzate per comprendere quali aspetti utilizzare per avviare azioni di innovazione. L’obiettivo deve essere, infatti, di condividere le esperienze e sviluppare ipotesi di miglioramento, soprattutto se sono esempi di buone pratiche.
In particolare progetti simili possono avere, innanzi tutto, la caratteristica della riproducibilità: è possibile cioè replicare l’intervento formativo come risposta a problemi analoghi che si presentano nello stesso contesto di lavoro. Questi progetti possono essere, inoltre, trasferibili: è possibile cioè riprodurre l’intervento formativo in quanto risposta a problemi di diverso tipo ed in contesti differenti. Infine, è possibile che abbiano la caratteristica della sostenibilità: alla fine dell’intervento formativo i benefici dovrebbero permanere e sopravvivere nel tempo.
La formazione si innova tramite l’utilizzo di metodologie attive e partecipative. Allo stesso tempo capitalizza i risultati delle esperienze migliori, se queste sono caratterizzate da riproducibilità, trasferibilità, sostenibilità. Questa è una sfida per le organizzazioni: il futuro dipenderà molto dalla capacità di migliorare i processi lavorativi, di individuare le soluzioni che supportano i cambiamenti di approccio al mercato e dei modelli formativi, di essere flessibili e motivati in contesti sempre diversi. Una sfida che può essere affrontata se si punta sulla costruzione di percorsi comuni di crescita che valorizzano esperienze fondate sul contributo delle persone e sulla partecipazione e co-progettazione…”.
Credo che queste righe siano la sintesi perfetta per rispondere a questa interessante domanda.

Consigli di lettura per approfondire:
“Valorizzare le risorse umane attraverso percorsi innovativi di formazione” di Giusi Miccoli
Aif (a cura di), Professione formazione, Milano, Franco Angeli, 1989
G. Alessandrini, Comunicare organizzando. La competenza comunicativa nell’organizzazione condivisa, Roma, Seam, 1996
G. Alessandrini, Manuale per l’esperto dei processi formativi, Roma, Carocci, 2005a
G. Alessandrini, Formazione e sviluppo organizzativo, Roma, Carocci, 2005b

 

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