Ingrid Checchi

Categories: AIF,Interviste

  


INGRID CHECCHI


ICT, Formazione, Servizi

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Gli eventi che hanno coinvolto tutti noi nell’ultimo periodo definiscono quello attuale come uno dei momenti storici nei quali maggiormente si evidenzia la necessità, se non di essere preparati all’improbabile, di non dare nulla per scontato, a partire da noi stessi. Il ruolo chiave delle Risorse Umane diviene più che mai quello di ottimizzare le risorse mirando allo sviluppo delle conoscenze in possesso di ciascuno. La formazione continua, in azienda e per scelta autonoma, mirata all’ottimizzazione delle attitudini personali ma anche e soprattutto all’applicazione di queste alle nuove necessità della comunità, diventa fondamentale da parte di tutti. Sarà quindi una formazione flessibile e sostanziale, il percorso che guiderà verso obiettivi di volta in volta più coerenti con le nuove realtà e al contempo verso la propria identità. Saper vedere le difficoltà come ostacoli da superare, ma al contempo come semplici parti del percorso, darà il coraggio di cercare di passare oltre senza perdersi in pensieri negativi e scadere in un’inutile demotivazione.
 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

In quest’ottica, la consapevolezza di sé e del movimento continuo degli avvenimenti intorno a noi aiuterà a non essere travolti da questi ultimi. A livello aziendale, chi saprà accompagnare le risorse in questo percorso, con attenzione alla salute, fisica e psicologica dei singoli come cellule di un organismo sano, nella forma e nella sostanza, potrà riscoprirsi e ri-formarsi un’identità più completa, mobile, a quel punto inattaccabile dagli eventi. Chi avrà saputo sfruttare questo momento per raggiungere una completezza personale, chi avrà dato la priorità alla crescita attraverso la formazione e la cura, ottimizzando i momenti di “stasi” senza per questo giudicare chi non ha saputo farlo, o addirittura cercando di farsi esempio di miglioramento, sarà la forza dei tempi a venire.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

In azienda, la coralità di intenti sarà fondamentale per individuare il percorso che potrà portare non solo al superamento di questo momento, ma a nuovi, prima inimmaginati successi. La coscienza dell’importanza della salute, della cura, dell’ambiente che ci circonda, saranno parte dei nuovi stimoli, di una rinascita generale, che coinvolgerà tutti. Le nuove generazioni paradossalmente si sono mostrate più sensibili e attente a questa necessità di cambiamenti rispetto all’ambiente, precorrendo, quest’ultimo periodo che sta portando alla stessa consapevolezza i meno giovani, che negli ultimi decenni avevano iniziato a perdersi. Proprio i giovani restano il motore sano del rinnovamento dunque. E la loro crescita in azienda e fuori resta una delle risorse fondamentali. E insieme a loro, anelli fondamentali di una catena indistruttibile, possiamo ripartire. Tenendoci per mano, prendiamo questo momento, tutti, come un’occasione di miglioramento e di ritrovamento.


 

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