Ivan Ferrero

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IVAN FERRERO

Psicologo delle Nuove Tecnologie

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

La gamification è l’incentivo del futuro.

Un’azienda che è in grado di implementare la gamification non solo all’interno delle sue strategie di rewarding, ma anche all’interno dei suoi processi aziendali stessi, nel suo DNA o core, acquisirà un notevole vantaggio competitivo.

Gli elementi di engagement e rewarding contribuiscono non solo ad una maggiore produttività, ma spinge i “giocatori” a sentirsi parte di una visione e una missione comune più ampia.

Come nei videogiochi a squadre, anche nelle aziende i team si sentiranno spronati alla collaborazione e al raggiungimento di un risultato comune.

L’effetto laterale sarà anche un maggiore senso di appartenenza al progetto, prima ancora che all’azienda, la quale dovrà avere l’umiltà di rimanere in background.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Adottare il Well-Being della persona non significa solamente applicare una serie di step, linee guida, oppure di prevedere incentivi economici.

Nell’Era del Digitale, dello smart working, con la sempre maggiore attenzione da parte del lavoratore al proprio benessere, un’Organizzazione non può più permettersi di essere semplicemente fruitrice di stipendio e di benefits materiali i quali, sebbene siano elemento di gratificazione per il collaboratore, da soli non bastano più a garantire l’afflusso dei talenti.

Un’Organizzazione che desidera attirare a sè gli elementi migliori, oggi deve comprendere tutta la sfera del benessere.

E se consideriamo che vita privata e vita lavorativa sono sempre più interconnesse, allora possiamo comprendere come questo benessere non debba essere garantito esclusivamente all’interno dell’ambiente lavorativo, al contrario è necessario aiutare i propri collaboratori a stare meglio anche al di fuori del contesto organizzativo.

Numerose ricerche ci hanno mostrato che ciò che accade nella vita privata influenza, in alcuni casi anche in modo considerevole, la produttività sul luogo di lavoro.

Allora è necessario per l’azienda allargare la propria visione, ed iniziare a prendersi cura dei propri collaboratori, anche per ciò che riguarda le abitudini di vita.

Dotare i propri collaboratori di strumenti che li aiutino nella gestione del loro work life balance sarà non solamente una questione di immagine per l’azienda, ma sarà anche e soprattutto una questione di sopravvivenza.
In un Mondo sempre più frenetico e veloce, che tende a non lasciare spazi per la propria vita personale, l’azienda che sarà in grado di aiutare il proprio collaboratore a produrre pur garantendo quei vuoti necessari per riconcentrarsi.

Abbiamo la tecnologia, smart watches che misurano la fisiologia della persona in ogni istante e le sue abitudini di vita, abbiamo algoritmi che sono sempre più in grado di organizzare i task di un progetto assegnandoli alla persona più adatta per massimizzare il rendimento, sistemi in grado di allocare tutto questo all’interno dell’agenda del singolo e del team.

A questo manca solamente un ultimo ma più importante fattore: il cambiamento di prospettiva dell’azienda, che deve necessariamente passare a ciò che potremmo definire OaaS, ossia Organization as a Service.

Ma le aziende sono pronte?

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Il futuro del mercato del lavoro si mostra sempre più complesso e caratterizzato da mutamenti sempre più repentini e veloci.

Nei miei studi noto che panorama prossimo venturo del mondo del lavoro abbiamo start up, intelligenza artificiale, Exponential Organization, e un tipo di smart working che diventerà sempre più modulare e granulare.

In questa visione il singolo collaboratore interagirà con numerose realtà organizzative indipendenti le une dalle altre.

La vera competenza dell’azienda del futuro sarà la sua capacità di gestire questo flusso.

Non aggiungendo, ma imparando a sottrarre, a lasciare che alcuni fattori non siano dipendenti e gestibili da lei, ma inserendosi in questo flusso in cui siamo tutti aziende, start up e collaboratori nello stesso momento.


 

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