Laura Bardi

Categories: AIF,Interviste

LAURA BARDI

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Executive Coach e Formatrice.

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
Certamente l’innovazione tecnologica ha ormai coinvolto ogni settore della nostra vita personale e professionale. Molti dei cosiddetti “nativi digitali” iniziano a diventare abbastanza grandi da affacciarsi a breve al mondo del lavoro e in qualità di formatore un po’ più “senior” sento di non poter ignorare questo grande cambiamento. Lo strumento tecnologico in sè offre grandi opportunità di miglioramento e credo che noi formatori possiamo sfruttarlo come una grande opportunità.
Penso, ad esempio, al knowledge management che può trovare nel mondo digitale l’importanza che merita. Le aziende e le società, piccole o grandi che siano, possono trarre vantaggi significativi dalla diffusione e dalla condivisione delle conoscenze. Lo strumento tecnologico si fa così veicolo di valore umano.
Penso anche alla formazione a distanza, quella di qualità ovviamente, magari che affianchi una formazione fatta di persona, dando così quella continuità, quel follow-up che spesso manca alla formazione tradizionale. Si possono implementare non solo lezioni online, ma approfondimenti, giochi, esercizi, condivisioni di esperienze su cosa ha funzionato e cosa invece è da migliorare.
Penso infine a quanto siamo immersi nella diffusione via digitale delle informazioni riguardanti il nostro mondo professionale e quindi a quanto si possa fare ad esempio per diffondere valori e vision aziendali sia all’interno con i propri dipendenti, sia all’esterno coi i propri clienti, formando le persone ad un valido storytelling diffuso grazie a media, blog, siti e social.
Di certo i cambiamenti che si possono realizzare nel nostro approccio alla formazione usando la tecnologia sono molti e anche molto positivi, sempre a patto che lo strumento non soppianti la persona ma la affianchi, le dia uno strumento in più, e che le risorse umane vengano valorizzate nella loro interezza.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
Francamente penso che siamo ancora estremamente lontano da una reale AI ,che si avvicini ad una mente umana vera e propria e quindi abbia coscienza di sé, di esistere e che possa essere pertanto davvero senziente. Inoltre penso che a mano a mano che si sviluppano forme di intelligenza artificiale altrettanto cresca la consapevolezza delle persone del fatto che queste siano appunto “artificiali” e lo scenario asimoviano in cui una AI possa svilupparsi autonomamente e in qualche modo l’uomo possa subirla, mi pare piuttosto remoto. Come si lega alla formazione l’intelligenza artificiale? Beh dal canto mio spero che saremo formatori abbastanza bravi da insegnare agli umani a far crescere la loro consapevolezza, conoscenza e competenza, e trasferire alle macchine le conoscenze e la memoria che talvolta mancano a noi.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Il vero valore di un’azienda sono le persone che la compongono. Non i prodotti. Non i servizi. Le persone.
Il mercato può oscillare, può esserci o no una crisi, si può ridurre o cambiare la produzione, si possono fornire mille servizi differenziati, ma ciò che non cambia è il valore delle persone che compongono un’azienda. Le aziende che in Italia e nel mondo hanno davvero compreso questo sono quelle che affrontano e superano ogni periodo di difficoltà e si rialzano, spesso più forti di prima.
È frequente che un’organizzazione mirando, com’è naturale, al profitto punti a ciò che produce dimenticando però che quel prodotto che la fa vivere è stato fatto da delle persone e che prima di tutto un’azienda è fatta di “tessuto umano”. Una formazione di qualità che valorizzi le persone, è capace di valorizzare l’azienda e la sua capacità competitiva. Per far questo a mio avviso sono necessari due fattori, il primo è che la formazione accresca la sua qualità fornendo nuove competenze e non solo conoscenze, fondandosi sulla partica e calandosi in ogni singola realtà aziendale in cui opera, dando una spinta innovativa nel modo stesso in cui si fa formazione (penso alla formazione pratica, concreta, a quella esperienziale, al seriuos play ad esempio) ed il secondo fattore è che attraverso il coinvolgimento ed il continuo ed effettivo miglioramento si rafforzi la mentalità aziendale secondo cui la formazione è davvero un valore aggiunto.


 

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