Leonardo Alberti

Categories: AIF,Interviste

  

LEONARDO ALBERTI

Formatore emozionale con competenze nella vendita, negoziazione, comunicazione. L’ambito professionale in cui agisco maggiormente è la BancaAssicurazione dove formo sia i dipendenti delle aziende che gli intermediari ed i loro collaboratori.Ho una WebTv assicurativa e collaboro con alcune testate di settore.

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

La gamification consiste nell’applicazione di regole, meccanismi e principi tipici degli ambienti di gioco all’interno di esperienze che di gioco, invece, non sono.

L’apprendimento, quello più duraturo ed incisivo, trova quindi la sua naturale efficacia nell’imitazione e nel gioco. Il gioco è l’ambiente ideale per sperimentare e rafforzare elementi formativi nella logica del laboratorio.
È indubbio quindi che attraverso il gioco si raggiunge un livello di engagement che con una formazione basata semplicemente sull’erogazione di contenuti formativi è impensabile raggiungere.

Personalmente sono un fautore di giochi d’aula e di sessioni di doppiaggio o recitazione finalizzati da una parte a mettersi in discussione, dall’altra a trovare le proprie convinzioni e rafforzare la propria autostima.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Fortunatamente lo Smart Working non è rimasto relegato ai paesi anglosassoni bensì da circa cinque anni sta pesantemente prendendo posto anche nelle aziende italiane.

Il lavoro da casa risolve problemi logistici, rende molto più piacevole la parte lavorativa delle giornate degli individui e responsabilizza maggiormente i dipendenti e manager delle aziende stesse.

Il benessere della persona sul posto di lavoro arricchisce il lavoratore stesso migliorando le sue performance in ottica aziendale. Il lavoratore riesce a coniugare la vita extralavorativa con gli impegni e gli obiettivi lavorativi raggiungendo senza fatica obiettivi impensabili in passato.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro? Cosa serve per facilitare il change management generazionale?

Ritenere l’alternanza scuola-lavoro un elemento di facilitazione del processo di “change management generazionale” a mio avviso è un azzardo. L’alternanza scuola-lavoro sicuramente prepara i futuri lavoratori ad un ingresso nel mondo del lavoro più soft e aiuta gli stessi ad una scelta molto più in linea con le proprie aspettative. Cionostante per facilitare il cambio generazionale nelle aziende è necessario un forte impegno formativo, chiari percorsi di carriera e soprattutto un sistema di valutazione delle prestazioni ben strutturato e gratificante per i giovani lavoratori.
Non sono quindi richieste speciali competenze, bensì una corretta pianificazione del percorso di carriera e un sistema di deleghe più performante di quanto oggi viene fatto in azienda. Di contro la politica dei prepensionamenti non aiuta al cambio generazionale. Il lavoratore esperto può essere il corretto traghettatore del cambiamento trasmettendo ai più giovani la propria esperienza. Tutto funziona in realtà se l’azienda è “votata” al cambiamento istituendo magari un ufficio “innovazione” e sperimentando ambiti di “cambiamento agito”.


 

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