Luciano Boccucci

Categories: AIF,Interviste

LUCIANO BOCCUCCI

Boccucci Luciano
Executive Coach e Facilitatore di Cambiamento

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
Sembra essere davvero interessante la prospettiva con la quale guardare all’innovazione tecnologica nell’ambito della formazione soprattutto quando questa è dedicata allo sviluppo delle competenze di leadership chiave. E già perché se parliamo di leadership efficace dobbiamo considerare il carattere mutevole ed evolutivo della leadership stessa. L’innovazione tecnologica deve considerare che il ciclo di prodotti cosi come quello delle aziende è sempre più veloce e tutto ciò ha anche un impatto, a livello individuale, sul percorso di carriera delle persone. Le ricerche ci dicono che il 65% dei lavori del futuro non sono stati ancora inventati e che quasi il 50% dei lavori di oggi saranno probabilmente automatizzati nel prossimo futuro. Allora va da sé che il cambiamento è inevitabile e che porterà con sé nuove opportunità. Semmai il tema è come equipaggiarsi per gestire in modo proattivo questo cambiamento, per accoglierlo e indirizzarlo a nostro favore. Da questa prospettiva l’unica risposta possibile che intravvedo è quella di rendere le persone “equipaggiate” per sopravvivere in un mondo che diventa sempre più complesso. E per farlo c’è bisogno di un set di competenze chiave altrettanto complesse. La madre di queste competenze è la Leadership Creativa competenza che ciascuno di noi può sviluppare.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
In linea con quanto detto prima affinché la persona possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente è necessario prima di tutto renderla partecipe del processo di trasformazione in atto. Dopo questa condivisione è però cruciale dotare le persone di quelle skill utili a sviluppare un mindset di creatività e innovazione. La creatività che molti confondono ancora solo con quella degli artisti e scienziati, in realtà racchiude capacità personali e abilità di problem solving che accomunano noi tutti e possono essere allenate sempre e non solo nel fine settimana. Per questo, nei nostri percorsi formativi, alleniamo diverse tipologie di pensiero creativo proprio potenziare, ad esempio, l’immaginazione delle persone per generare nuove soluzioni a problemi che non hanno risposte facili. Quello che noi facciamo, attraverso questi percorsi strutturati è volto a migliorare le capacità creative di ciascuno, allenando un mindset creativo, ritenendo che questo guidi ognuno di noi a livello superiore della propria leadeship a servizio della cultura nella quale si opera.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
La risposta, dal mio punto di vista, sta nel far convergere sempre più il fare le cose con l’essere qualcuno che fa qualcosa. In sostanza la focalizzazione su percorsi di sviluppo individuale e di team (es coaching) può contribuire certamente ad elevare la capacità delle persone di impattare sui contesti organizzativi nei quali operano dando cosi significato profondo a ciò che si fa. I giovani hanno dalla loro parte il desiderio di essere concreti e di voler lasciare il segno. A noi la responsabilità di avvicinare sempre più i due mondi.


 

Torna all’elenco delle interviste

0
0