Manuela Spinolo

Categories: AIF,Interviste

  

MANUELA SPINOLO

Senior Consultant & Branch Manager Articolo1 – Soluzioni HR

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Ho una lunga esperienza come Consulente HR maturata prevalentemente in Agenzie per il Lavoro, affiancando gli uffici del personale di aziende di medie dimensioni, dando loro supporto nella gestione del cambiamento, nel talent attraction & retention, nella gestione del personale in & out.

Applicare concetti del gioco (punteggi, livelli, missioni, sfide) per indurre dei comportamenti è da tempo utilizzato nel marketing. Anche la formazione utilizza sempre più la gamification per incrementare la partecipazione dei lavoratori, stimolare la creatività e migliorare le loro prestazioni. E’ anche uno strumento interessante di selezione, complementare a strumenti più classici.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Vedo che il well being in azienda si declina anche nella cura degli ambienti di lavoro, sempre più sovente dotati di poltrone o divani per aree relax, angoli attrezzati per aree snack, gazebo per aree fumatori, a volte anche un con un biliardino per l’antistress.

Le postazioni diventano minimaliste e versatili: quella che lunedì è la mia scrivania, martedì sarà il tavolo riunione di due colleghi mentre io starò svolgendo il mio lavoro da casa, e così via. Addio scrivanie stracariche di pile di documenti, dossier, portaritratti ed oggetti personali vari. Lo smart working impone ordine e leggerezza: l’ufficio è un notebook, uno smartphone e, volendo, un quaderno. I vantaggi sono evidenti per entrambe le parti; tuttavia, mi sembra che siano ancora poche le aziende che hanno adottato questa modalità.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Credo che il futuro del mercato del lavoro sarà composto perlopiù da laureati in ingegneria, matematica, economia, informatica, esperti in sicurezza informatica ed in intelligenza artificiale. Ovviamente tutti con almeno un buon inglese ed un orientamento internazionale. Tuttavia, le competenze tecniche non saranno più sufficienti, mentre avranno sempre più peso le soft skills individuali: capacità di pensiero analitico sistematico, creatività ed innovazione, orientamento al risultato, intelligenza sociale, leadership, pianificazione ed energia realizzativa.

Inserire in organico personale con queste qualità sarà un buon punto di partenza. Bisognerà poi impegnarsi per coltivare, sviluppare e diffondere queste competenze trasversali a tutti i livelli in azienda, creando una cultura aziendale orientata al cambiamento, ad esempio con programmi formativi e piani premianti.


 

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