Marcella Campi

Categories: AIF,Interviste

  

MARCELLA CAMPI

Partner Creattività

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

La formazione esperienziale credo abbia un forte impatto nel coinvolgimento del partecipante, proprio perché come dice la parola stessa è esperienziale, quindi fa immediatamente immergere i partecipanti all’interno di un’esperienza, e solo successivamente si riflette sull’individuo cognitivamente sulle emozioni che sono state sviluppate rispetto all’attività svolta.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Credo che il benessere della persona debba essere considerato un punto primario per ogni azienda. Infatti in questo momento possiamo pensare a come il burnout, che un tempo si associava solo ad alcune categorie professionali, risulti ormai un fenomeno esteso anche in altre organizzazioni. Quindi abbiamo il dovere di prevenire soprattutto questo tipo di situazione attuando una serie di iniziative legate al benessere che ci permetteranno di creare piani di sviluppo di welfare aziendale molto interessanti.

Naturalmente nella formazione su tematiche legate al benessere possiamo trovare anche altre modalità per allenare le persone a riconoscere i propri livelli di stress e trovare strategie efficaci per risolverli.

Lo smart working è una delle possibili soluzioni, efficace soprattutto per integrare vita professionale e vita personale, quindi consentirci di lavorare con formule diverse, poi ogni azienda trova la sua modalità. La tecnologia ci aiuta in questo e può rappresentare una soluzione che può essere per alcuni un avvicinamento al benessere personale desiderato.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Attualmente sono molte le aziende che si stanno interrogando su quali siano le competenze più importanti su cui mettersi a lavorare.

Personalmente credo che le più ricercate saranno soprattutto quelle comportamentali, quindi l’obbiettivo potrebbe essere sviluppare delle meta competenze in tutti i giovani in modo che, anche utilizzando la propria intelligenza emotiva, riescano a sapersi organizzare nella creatività, nel problem solving, nella capacità di negoziazione e comunicazione. Quindi credo verranno privilegiate quelle che sono chiamate le soft skill che permetteranno veramente alle persone di fare la differenza.

L’altra parte fondamentale è quella legata alle competenze digitali applicate, strada che stiamo già percorrendo per il change management generazionale, creando importanti percorsi di integrazione dove le figure possono scambiarsi il ruolo creando momenti fondamentali di knowledge transfer, conservando quindi i benefici dell’una e dell’altra parte, valorizzando la grande esperienza acquisita per le situazioni risolte nel passato tanto quanto la carica di innovazione e di creatività portata dalle nuove generazioni


 

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