Marcella Mazzoli

Categories: AIF,Interviste

YOUNG - 2017   

MARCELLA MAZZOLI

Direttore Gestione Sviluppo Territoriale AISM

Lo scenario economico e sociale è in continua e rapida evoluzione: la trasformazione digitale ha abbracciato quasi tutti i settori ed è protagonista nei principali mercati. Oggi tuttavia la crescita delle complessità e il timore nei confronti della tecnologia, sempre più pervasiva, sembrano ostacolare il percorso che porta al sviluppo della persona, in un contesto di interazione con le organizzazioni. Il fattore umano è riconosciuto come la soft-skill principale per il moto dell’evoluzione della nostra specie, ma ci sono ancora perplessità sulla direzione che deve prendere per portare a una nuova, vera innovazione. Come può la formazione incrementare l’impatto del fattore umano per infondere alle persone e alle organizzazioni il coraggio di affrontare nuove sfide in un contesto così dinamico?

La trasformazione digitale può essere un fattore determinante nella crescita delle risorse umane e nella capacità di affrontare nuove sfide e contesti variabili.
Per AISM, che lavora prevalentemente con risorse volontarie, la sfida dell’innovazione è due volte significativa. Da una parte l’acquisizione di competenze può significare rapidità dell’apprendimento e capillarità dell’accesso, dall’altra il digitale può essere un concreto aiuto per il superamento delle complessità derivanti dalla condizione di persona con SM.
Naturalmente l’approccio alla tecnologia ha bisogno di concretezza e facilitazione nell’apprendimento. AISM associa sempre l’attuazione quotidiana degli obiettivi all’uso di tecnologie, anche nell’esperienza del turismo che coniuga l’esperienza diretta con tecniche e strumentazioni che agevolano, rendono possibile, si adeguano ai bisogni e alle necessità delle persone con SM, sempre.
L’impegno concreto di AISM, anche attraverso la sua Accademia, va verso questa direzione: la tecnologia deve diventare un elemento centrale del funzionamento del fattore umano che è l’unico vero “differenziale strategico” per una organizzazione impegnata nel sociale.

 

Nel contesto globale contemporaneo la diffusione di informazioni avviene a una velocità incalzante sospinta dalla digitalizzazione. Per questo motivo il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni. Il formatore oggi è la figura che può educare all’uso consapevole della tecnologia, finalizzata al corretto sviluppo della persona. Quali sono i metodi e gli strumenti tecnologici a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitività economica? Quanto questi strumenti influenzano i processi di formazione?

E’ indubbio che il fatto che nella vita di tutti i giorni le persone vivano perennemente collegati alla rete rende la formazione “classica” desueta e noiosa.
AISM ritiene però che non sia completamente efficace scegliere un solo canale. La formazione ha bisogno di un equilibrio ragionato tra “esperienza”, tecnologia e confronto. L’esperienza formativa resta un “percorso”, un momento di consapevolezza personale che deve essere avvicinata al linguaggio digitale ma non svuotata dell’esperienza emozionale della scoperta.

 

La maggior parte delle scoperte, dalle grandi innovazioni scientifiche agli step esperienziali della crescita di ognuno di noi, avvengono attraverso il continuo imbattersi in errori e ostacoli. La possibilità di sbagliare, se circoscritta a un contesto adeguato, è il motore del miglioramento personale. Ad esempio Cristoforo Colombo, imbarcandosi con le 3 caravelle nel 1492, ha colto l’episodio di serendipità più influente nella storia moderna: mirando a raggiungere le Indie, scoprì l’America. Nella serendipità, ovvero la possibilità di imbattersi in felici scoperte per puro caso, è determinante l’influenza della specifica realtà in cui si opera. Il compito del formatore è operare attraverso la centralità della persona, legando tramite l’apprendimento il contesto dello scenario socio-economico allo sviluppo umano. Attraverso quali pratiche il formatore può trasmettere alla persona i mezzi necessari per la crescita dell’individuo nella realtà locale?

Come dicevo prima l’intelligente equilibrio tra esperienza, confronto e tecnologia permette alla persona in formazione di “sperimentare” direttamente la nuova competenza o il nuovo apprendimento.
La logica dell’imparare facendo e la consapevolezza che ogni apprendimento è cambiamento, indirizza la sessione formativa verso metodologie attive, verso modalità che ingaggiano direttamente la persona. Certamente l’innovazione tecnologica aiuta il coinvolgimento e il divertimento, ma l’elemento fondamentale resta la capacità di privilegiare l’esperienza attiva e la concretezza dei contenuti.
L’aspettativa verso la formazione si è evoluta, più rapida, più coinvolgente, più partecipata. Chi saprà cogliere nella progettazione formativa questi elementi potrà garantire efficacia e immediatezza nel cambiamento.


 

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