Marco Bentivogli

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MARCO BENTIVOGLI

Segretario Generale Nazionale FIM CISL

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Ritengo molto importante che ci sia un investimento molto forte sulla formazione, penso sia necessario lavorare sulle competenze. Il nostro paese è un po’ una cenerentola in quest’ambito, spendiamo in formazione l’un per cento in media in meno del resto d’Europa e la metà della Germania.

Vorrei citare l’esempio del contratto nazionale dei metalmeccanici che nel novembre 2016 ha introdotto il diritto soggettivo alla formazione. E’ la prima volta che un contratto collettivo di lavoro nazionale recepisce un diritto così importante. Siamo in una fase assolutamente straordinaria della nostra storia economico industriale, siamo alla vigilia di grandi cambiamenti connessi alla trasformazione digitale, per cui abbiamo voluto introdurre questo diritto anche per poter ancorare il percorso del lavoratore ad una crescita professionale e umana dentro i luoghi di lavoro.

Trovo che ci possa essere spesso un problema di qualità della formazione. Infatti i nuovi modelli produttivi industriali diventeranno sempre più sartoriali. In quest’ottica dobbiamo avere il coraggio e la capacità di ripensare i sistemi educativi e informativi sulla base dell’utilizzo da un lato delle nuove tecnologie e dall’altro della formazione d’aula.

La formazione dovrebbe tenere conto di avere a che fare con persone con specificità diverse, per avere la possibilità di ottenere un’efficacia sempre maggiore, pensiamo che sia importantissimo che la formazione sia operata lungo tutto il periodo della vita lavorativa, per non lasciare centinaia di migliaia di esclusi da questa grande trasformazione e far percepire la formazione come un elemento, un diritto assolutamente utile al pari degli altri.

Sicuramente è anche necessaria una revisione delle competenze su cui lavorare, gli skill richiesti dal mondo del lavoro cambiano ogni anno, e questa grande revisione deve essere programmata con grande capacità e con grande lungimiranza. Infine per dare il giusto valore alle soft skill , penso che sia importante la capacità del formatore, di chi in pratica accompagna le persone in questa fase assolutamente straordinaria, di poter garantire la possibilità di accedere alle competenze che sono utili oggi.

In questo periodo abbiamo riscontrato un disallineamento sempre più ampio tra la formazione, le competenze richieste dal mondo del lavoro e le competenze sfornate dal sistema educativo di istruzione e formativo. Per risolvere questa situazione credo sia necessario fare in modo che si ragioni un po’ di più facendo rete, rimettendo insieme troppi mondi che per troppo tempo non hanno comunicato.

Le nuove generazioni saranno quelle che si cimenteranno e si misureranno di più in questa fase di grande trasformazione digitale, per cui sarà molto importante che comprendano quanto la formazione possa essere sempre di più un ingrediente di rigenerazione della persona, dell’impresa, della comunità tutta.

Da questo punto di vista l’esempio che si è fatto al XXX convegno AIF delle cellule staminali, le cellule che hanno la capacità di rivitalizzare un tessuto, un corpo, un organo e così via, è assolutamente azzeccato, lo condivido, credo sia necessario però puntare ad una qualità della formazione che sia in grado di essere generativa.

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