Mariella Cortes

Categories: AIF,Interviste

  


MARIELLA CORTES


Giornalista e agente di sviluppo territoriale, formatrice specializzata negli ambiti della comunicazione, del marketing e del management, Direttore responsabile di FocuSardegna

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

La parola sentiero è impegnativa e pensando al territorio mi vengono subito alla mente le vie che attraversano l’Italia e che possono diventare dei veicoli di confronto, di turismo e di promozione. Ma è anche una parola che riguarda intimamente ognuno di noi: il nostro sentiero di vita, la nostra esperienza la consapevolezza di quello che sappiamo fare di come lo sappiamo fare ma principalmente quale è il nostro percorso e la capacità guardarsi alle spalle e vedere cosa abbiamo fatto e di imparare dai nostri errori: una attività fondamentale per chi si occupa di formazione sia in fase di progettazione che di erogazione. Permette così di guardare con più attenzione ai progetti futuri e di imparare da quelli passati e da quelli che stiamo vivendo ora.
 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Consapevolezza: una parola un po’ abusata e recuperata dalla mindfulness un concetto che ha a che fare con una filosofia importante e complessa. Ragionare sul qui e ora soprattutto nel nostro tempo è difficile. Un tempo liquido, complesso dove la tecnologia e lavoro ci portano a sviare ci impediscono di fermarci e capire che cosa e successo. Se si pensa ad una aula di formazione non si ha bene l’immagine della consapevolezza di cosa stia accadendo ma si ha un unico fluire di situazioni. In realtà quello che il formatore ha in sé e quello che il formatore dovrebbe trasmettere e che ogni tanto fare il “pit stop” per capire cosa sta succedendo in quel momento, assaporare quell’attimo consapevole della sua breve durata è una ricchezza e un arricchimento per chi ascolta fondamentale. Consapevolezza come un momento in cui ci si ferma e si riflette su quello che si sta facendo anche se ad esempio si sta perdendo tempo in lezioni che in quel momento non sono necessarie per un corretto svolgimento del lavoro o per guardare con più attenzione all’obiettivo professionale e personale.
 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Il tema dell’alleanza generazionale è un tema importante. Si pensava che questa nuova generazione Z non fosse nel qui e ora ma nel “tutto quello che accade” nella velocità e nel fluire della tecnologia. In realtà proprio questa generazione ha ribaltato l’idea che le precedenti generazioni avevano di alleanza. Era prima un termine associato più al mondo bellico che a quello sociale. In verità è un termine molto sociale e che può stravolgere completamente quella che è la nostra attualità. L’esempio di Greta è eccezionale, al di la del tema trattato che è un tema forte ed importante pensiamo a quello che è stato il risultato. La generazione Z è quella che ha a disposizione delle tecnologie che permettono di arrivare dappertutto nel mondo e di raggruppare un grandissimo numero di persone ma questo non basta. Alleanza significa avere il giusto messaggio per le giuste persone che sia in grado di creare dei legami anche dove adesso non sussistono. Abbiamo visto nelle piazze ragazzi di 16 anni ma non solo: l’alleanza si è creata in questo caso anche tra generazioni completamente distanti che sono scese in piazza alleate da un unico motivo conduttore forte, quindi alleanza sì ma alleanza scegliendo bene e con cura non solo il tema ma anche il modo in cui questo tema può oltrepassare le diverse barriere.


 

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