Massimo Agnoletti

Categories: AIF,Interviste

  

MASSIMO AGNOLETTI

Psicologo, imprenditore, esperto di Stress e di Psicologia Positiva

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

I vantaggi di un engagement proposto attraverso la gamification sono molteplici e hanno ricadute benefiche anche e soprattutto a medio lungo periodo sia per la persona oggetto/soggetto dell’engagement sia in termini benessere psicosociale vissuto all’interno dell’azienda che di produttività e redditività aziendale.

Per comprendere i vantaggi e le difficoltà nel rendere operativo un ambiente che punta ad un alto “coinvolgimento” occorre capire prima cosa si intende per engagement poiché’ nella letteratura scientifica ha un suo significato preciso.

Con il termine engagement si intende un particolare stato psicologico caratterizzato da quella che tecnicamente si chiama motivazione intrinseca cioè un processo psicologico che spinge a svolgere un’attività per il gusto stesso di compierla. Ho personalmente condotto ricerca scientifica sulla motivazione intrinseca anche con il prof. Mihaly Csikszentmihalyi (Claremont University), esperto mondiale sull’argomento, e so che nel panorama aziendale negli Stati Uniti, così come in altre nazioni, questo tema viene molto studiato per essere implementato con successo.

La motivazione intrinseca è l’opposto di quella “estrinseca” caratteristica di quei comportamenti messi in atto per la paura di una punizione o di un premio (riconoscimento sociale, economico, ecc.) fornito da un agente esterno all’individuo stesso. Si tratta del “bastone e la carota” adottati pressoché universalmente da tutti i nostri sistemi educativi e aziendali.

Se da una parte dunque è molto più semplice programmare ed applicare un sistema basato essenzialmente sul concetto di motivazione estrinseca, molto più complesso, anche se molto più produttivo, è un sistema aziendale progettato per incentivare la motivazione intrinseca ed il suo conseguente engagement perché’ richiede di considerare variabili soggettive legate alle personali preferenze dei lavoratori.

La gamification è uno degli strumenti potenzialmente applicabili per alimentare l’engagement ed ottenere miglioramenti in termini di produttività ed innovazione impossibili da ottenere affidandosi alle obsolete e limitate strategie “bastone o carota”.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Attualmente c’è un’enfasi sulle possibilità tecnologiche offerte a supporto dello smart working ma occorrerà comprendere (e prima lo faremo meglio sarà) che il well being aziendale aumenterà solo se all’interno dell’equazione comparirà il fattore umano inteso soprattutto come gestione psicologica della tecnologia a disposizione.

Negli ultimi decenni il progresso tecnologico ha ridisegnato i confini e le possibilità lavorative permettendo situazioni prima impossibili da prevedere. Unicamente dall’armonica gestione psicologica e strategica delle potenzialità tecnologiche sarà possibile incrementare il well being aziendale. La gestione di una situazione così potenzialmente ricca di autonomia e libertà in termini di tempo e spazio non è affatto banale perché richiede una capacità di autodisciplina molto maggiore rispetto i contesti lavorativi caratteristici del passato. I potenziali benefici sia da parte del lavoratore sia per l’azienda esistono a patto che siano studiati molto bene in termini di motivazione e monitoraggio le condizioni dello smart working.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Già attualmente ma ancora di più nel prossimo futuro le competenze richieste dalle aziende saranno l’implementazione, lo sviluppo e l’efficace gestione delle cosiddette soft skills cioè quelle capacità trasversali (comunicazione, creatività, capacità di lavorare in gruppo, motivazione intrinseca, etc.) indipendenti dallo specifico contesto contenutistico nel quale vengono espresse.

Proprio per il loro contributo fortemente dipendente dalla persona ma indipendente dallo specifico contesto lavorativo, le soft skills rappresentano e rappresenteranno sempre più il fattore chiave per affrontare i sempre più rapidi cambiamenti che un mercato così “liquido” presenta.

Solo un radicale cambiamento culturale della mentalità del management che comprenderà l’importanza strategica di concentrarsi su queste dimensioni quasi squisitamente psicologiche (soft skills), potrà assecondare questa rivoluzione culturale e sociale permettendo all’azienda di prosperare in un mercato sempre più competitivo.


 

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