Maurizio Baiguini

Categories: AIF,Interviste

  


MAURIZIO BAIGUINI


Nato a Savona nel 1969, mi occupo dal 1999 di formazione, inizialmente di formazione tecnica assicurativa e bancaria, successivamente mi sono specializzato in formazione alla vendita, comunicazione e gestione di reti commerciali. Insieme a 2 colleghi nel 2014 ho fondato MBKM, specializzata in consulenza e formazione aziendale on-site

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Un adagio molto sfruttato da chi fa il nostro mestiere dice “chi si forma non si ferma” indicando con questo “non fermarsi” un continuo sviluppo commerciale ed economico. Secondo me invece il nostro “non fermarsi” dovrebbe indicare l’azione di non smettere mai di accumulare conoscenze, competenze ed attitudini. Così come il sentiero ci racconta non solo dove andiamo ma come ci andiamo, il nostro vivere quotidiano e l’insieme di competenze ed esperienze che decidiamo di accumulare ci indicano cosa diventeremo (o vorremmo diventare) e come lo diventeremo. L’obiettivo di ciascuno di noi dovrebbe essere quello di percorrere ogni giorno sentieri nuovi fatti di nuove esperienze, conoscenze e competenze.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

L’emergenza sanitaria di queste settimane ha reso il tema della consapevolezza centrale nella nostra quotidianità, legandola molto alla parola “sentiero” di cui sopra. Per non smarrirci in questo periodo difficile e mai visto (quindi senza riferimenti e senza esperienze pregresse) dobbiamo sapere molto bene chi siamo, cosa sappiamo fare e su quali alternative possiamo contare. Solo se abbiamo sviluppato una grande consapevolezza delle nostre competenze possiamo cercare di rimetterle in gioco in maniera diversa e comunque funzionale al nostro quotidiano anche in un periodo durissimo come questo. Secondo me più che la tanto abusata “resilienza” sarà la consapevolezza nelle nostre competenze (e nei nostri limiti) che ci porterà fuori da questo periodo.
 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Ritorno su questo periodo “coronavirus”, sul lockdown e sulle inevitabili ripercussioni professionali: mai come in questa situazione chi ha saputo fare squadra ha una vita un pizzico più semplice di chi continua a muoversi come lupo solitario. Proseguendo la metafora del sentiero che ha dato il via a questo nostro scambio di idee, nessuno può pensare di percorrere una via nuova e mai battuta da solo senza mettere in preventivo di correre pericoli enormi anche fatali. L’alleanza ci serve per farci forza e esplorare sentieri mai battuti. Sono sempre stato convinto (anche in tempi pre-virus) che la condivisione e la collaborazione fossero linee guida importanti per il nostro e per ogni mestiere; la quotidianità odierna ci dimostra che tutto quanto possiamo fare diventa più efficace se fatto in sinergia con le persone che ci circondano


 

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