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Monica Pedrinelli

Categories: AIF,Interviste

  


MONICA PEDRINELLI


Master Pratictioner in PNL e Agente Immobiliare

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Sentiero, nel dizionario della lingua italiana la parola sentiero viene definita come un viottolo a fondo naturale prodotto dal ripetuto passaggio, in senso figurato è definito Via Cammino.

Tenendo presente queste definizioni quello che mi viene alla mente pensando a questo periodo è il nostro sentiero interno, quali sono le strade del cuore e della nostra mente che percorriamo più assiduamente? Qual è la Via il Cammino che abbiamo deciso di intraprendere attraverso le nostre azioni, i nostri sentimenti i nostri pensieri?

Certamente per chi ha voluto farlo questo periodo di stop ha dato l’opportunità di entrare in un contatto più profondo con quello che si muove dentro di noi. Andando alla scoperta di quei percorsi che presi dagli affanni della vita, non ci diamo il lusso di conoscere meglio. È solo sapendo dove siamo o meglio da dove partiamo che possiamo capire di quanto tempo abbiamo bisogno per raggiungere ciò che desideriamo e solo conoscendo il percorso che abitualmente facciamo, osservandone il panorama ed i suoi infiniti colori che siamo in grado di capire se quella è davvero la strada più utile, più efficace, più veloce, per raggiungere i nostri obiettivi.

Quante volte nella nostra vita veniamo colpiti da qualcosa nel bene e nel male e partiamo, senza sapere con molta esattezza da dove e soprattutto senza essere consapevoli del traguardo al quale quel sentiero ci porterà. Allora cosa dobbiamo fare?

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Consapevolezza intesa come conoscenza dei nostri movimenti interni è la risposta. Stare un tempo più lungo con le nostre domande e soprattutto curarne la qualità, perché se è vero che ogni domanda è gravida della sua risposta è altrettanto vero, che domande superficiali generano risposte scadenti. Quindi consapevolezza di noi stessi, intesa come conoscenza profonda dei nostri moti interni.

Come ci parliamo, che parole utilizziamo per raccontarci la nostra vita? Quanta consapevolezza abbiamo di quali siano le parole che funzionano con noi? Questo periodo storico, ci ha messo di fronte ad un’immensa consapevolezza collettiva, siamo fragili, abbiamo bisogno di protezione, e allora perché non imparare a proteggere noi stessi proprio da quei movimenti meccanici di cui non ci rendiamo conto, che a volte ci distruggono invece di rafforzarci?

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Alleanza è una parola evocativa che ci porta in un mondo mitico, fatto di eroi e buoni propositi. Ma da dove deve partire la prima vera alleanza? Da noi stessi con noi stessi, noi siamo i primi nemici di noi stessi.

Perché? Perché non ci conosciamo abbastanza. In questi giorni si son viste gare di solidarietà, aiuti e sostegni partiti dalle nazioni e dalle persone più diverse, e tutto questo ci han commosso, ci ha reso più sereni, più fiduciosi, ci ha riempito il cuore di speranza. Ci ha fatto sentire meno soli e più capaci. Perché uniti siamo più forti. Ed è proprio cosi che avviene dentro di noi, se la nostra mente si allea con il nostro cuore il nostro corpo sarà quello di un guerriero senza paura.


 

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