Orazio Stangherlin

Categories: AIF,Interviste

ORAZIO STANGHERLIN

Stangherlin Orazio
AD Arcadia Consulting e AD Formamec

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? E quali?
I trend internazionali legati alla formazione dimostrano come l’approccio si stia dirigendo verso un apprendimento immersivo (Immersive Education), che combina mondi virtuali, simulatori, giochi d’apprendimento e sofisticati media digitali con ambienti di apprendimento on-line collaborativi, gruppi di studio e classi. L’Immersive Education dà agli studenti e ai discenti la sensazione di “esser-Ci” anche quando seguire una lezione di persona non è possibile o praticabile. Questo, in sintesi, fornisce agli educatori e ai partecipanti da remoto la possibilità di connettersi, di comunicare e collaborare in modo che le persone abbiano la sensazione di aver vissuto un’esperienza di apprendimento migliorativa (ImmersiveEducation.org).
Pertanto la formazione diventerà, anzi lo è già, immersiva, adattiva, divertente, porta le persone a vivere esperienze uniche formative (non solo ad apprendere in modo passivo), e questo le aiuterà a ricordare più nozioni e risparmiando tempo che potranno investire in qualità di vita. Alcuni topic di sviluppo su cui stiamo già riflettendo in Arcadia sono:
1. il Social Learning nell’Immersive Education
2. l’impatto delle Neuroscienze nell’Immersive Education
3. l’uso dei simulatori e della gamification nell’Immersive Education
4. l’impatto della realtà aumentata e della realtà virtuale nell’Immersive Education.
Se pensiamo ad esempio alle esperienze già svolte in ambito di Flipped Classroom (classe rovesciata), dove gli studenti apprendono a casa e poi utilizzano il momento dell’aula per un confronto aperto, possiamo già comprendere quale possa essere l’impatto di una formazione immersiva, fortemente legata all’esperienza delle persone.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva, si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
Si svilupperanno nuove figure professionali, che dovranno costruire e programmare l’intelligenza artificiale, collaborare con essa e anche contribuire al suo miglioramento. Questo da una parte porterà all’automazione di alcune mansioni, dall’altra libererà risorse e menti pensanti da poter coinvolgere in altre attività e reinvestire per altri progetti. I confini saranno maggiormente sfumati e questo porterà ad una vera e propria integrazione tra smart machine e individuo. Il cambiamento si avrà, a mio parere, sia da un punto di vista tecnologico, sia metodologico: ad esempio al formatore verranno richieste competenze per formare le persone a gestire le smart machine e a lavorare con esse, agli HR manager competenze di gestione di integrazione delle smart machine con le persone in azienda: i responsabili da HR manager diventeranno VHR manager, dove V sta per Virtual…

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
La formazione sta già contribuendo ad integrare la dimensione personale alla competitività del mercato: i MOOC sono espressione di alta democrazia della formazione. Tutti possiamo accedere a percorsi di Alta Formazione attraverso uno smartphone e con piccoli investimenti: possiamo gratuitamente seguire un percorso di Leadership di Harvard, ed eventualmente pagare una quota minima per avere la certificazione (se pensiamo ai costi che avremmo dovuto sostenere per seguire il corso di persona, andando fisicamente negli USA e investendo anche in vitto ed alloggio, comprendiamo quanto questo fosse accessibile a pochi, e diventiamo consapevoli della reale e concreta rivoluzione in corso).
Questo porta le persone ad aumentare le loro competenze e a reinvestirle nel mondo del lavoro, che a sua volta valorizza coloro che hanno sia capacità, sia desiderio di fare. Inoltre la formazione sta diventando sempre di più personalizzata ed adattiva: posso scegliere i percorsi formativi che voglio fare e fruirne in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, adattandoli alle mie competenze e conoscenze già possedute. E dal momento che credo fortemente che siano le persone a fare l’organizzazione, in questo ho una visione olivettiana del fare impresa, penso che questi nuovi strumenti, supportati dalle metodologie innovative formative e dalle tecnologie, rappresentino il punto di unione tra la dimensione personale e la competitività aziendale.

 

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