Pamela Fermani

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PAMELA FERMANI


Docente universitaria a vantaggio di qualificate istituzioni governative e organismi del terzo settore. Autrice di monografie soggiunte a collocazioni editoriali nazionali, al contempo è giornalista direttore di testata editoriale. Coordina con imparzialità e deontologia nel perimetro globale sia progetti sia gruppi di ricerca a elevato rendimento sull’investimento. Inoltre presiede conferenze e sessioni plenarie di Congressi Nazionali e Internazionali. Fedelissima di Accademie è corrispondente di Società di riconosciuto prestigio nelle aree di studio filologiche – letterarie, storico – psicologiche ed economico – organizzative: l’Opera Nazionale Montessori, l’Associazione Italiana degli Economisti Neolatini, l’Associazione di Storia Contemporanea, la Società di Linguistica Italiana, Harvard University VE RI TAS.

Nei settori afferenti le Lettere Classiche e Moderne, linguista e filologa, compie a pieni voti gli studi accademici e post accademici nelle principali Università del territorio marchigiano. In pari rilevanza, visto il concorso per titoli ed esami è vincitrice nel Master of Philosophy in area Economico – Organizzativa derubricato Human Resource Management & Law di Eccellenza. È Direttore di Struttura Formativa abilitata con il n. d’albo 1295. Nel novero del Premio Internazionale Mario Luzi Edizione XIV° Vola alta la parola, la sua Prima Opera Letteraria si è fregiata del riconoscimento attribuito dalla omonima Fondazione, Fondazione On. Mario Luzi, Alto Patronato della Repubblica Italiana, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per i tipi Aracne: La Grammatica del Linguaggio nei contesti internazionali .

Formatrice Professionista, Direttore di Ente Formativo AIF

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza. La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze. Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

La conciliazione tra tutela della salute pubblica e il diritto alla formazione nella lotta alla patologia Covid 19

La discrasia reinventarsi e ripartire è emblematica nella omeostasi e nella convivenza pervasiva causata dall’arrivo de il cigno nero, il pandemico SARS-CoV-2. virus associato a recrudescenza di polmonite interstiziale in termini quantitativi tali da allertare vistosi segnali di complicanze nella salute pubblica globale. In quel tempo sospeso che nostro malgrado siamo chiamati ad affrontare nel miglior modo possibile, possiamo svolgere un ruolo significativo in qualità di esseri umani evoluti e come studiosi nel novero della comunità accademica talora a partire dalle competenze e da una consolidata leadership del buon esempio. Colpita dalle proiezioni psicometriche e statistiche aventi per oggetto l’autorevole Report Ambrosetti e i fatti validati dalla scienza, non posso non notare che quanto asserito si colleghi alla semplificazione per ovviare a una possibile crisi burocratica.

All’uopo interviene anche la Fondazione Bill & Melinda Gates, nella comparazione avviata su un campione di 195 Paesi dalla quale emerge con un articolato algoritmo con il neologismo seguente: Indice di Salute Globale. Mi sento allineata nell’affermare che tutti noi possiamo ritenerci una Nazione avanzata, quasi preparata per quanto attiene la capacità di prevenzione, la pro attività a reagire alle emergenze, a valutare e contenere l’impatto di rischi sociali ed economici possibili. Il COVID degli anni Venti del Nuovo Millennio può essere pericoloso, poiché in grado di far precipitare il quadro clinico compromesso nella popolazione che patisce le sindromi degenerative, come se la materia grigia e la neuro plasticità cerebrale avessero gradualmente a generare nell’economia del benessere un risparmio di attività elettrica dunque, è nostro dovere civico invitare a proteggersi per mezzo di opportuni dispositivi di protezione individuale e ove necessario a praticare le indagini su Igm e Igee per capire caso per caso quanta popolazione nei fatti sia vulnerabile. Tuttavia la mia introspezione mi suggerisce che l’attenzione al respiro, bersaglio privilegiato del morbo che si insinua tra gli alveoli, sia il richiamo ai fabbisogni di ordine fisiologico formulati nel modello motivazionale di sviluppo dovuto ad Abraham Maslow(1954) per giungere alla condizione di omeostasi funzionale a risolvere la crisi identitaria ed entropologica nella quale è inclusa l’Europa Occidentale.

La ricerca delle responsabilità avanti allo shock epidemico è demandata ai singoli Stati e alle contese per potenziare il gradiente di cooperazione che sembrano seguire un sentiero nomotetico, istituito presso le Corti Internazionali. Covid, personificato, si risolverà o si aggraverà dopo aver agito con il fine di formare gruppi di ricerca nella immunologia e una giammai poco rilevante contrapposizione medico/paziente, eguali nei rischi quanto nei benefici nell’affrontare codesta incertezza. All’indomani delle celebrazioni nella circostanza del 75° Anniversario della Liberazione dal totalitarismo nazifascista, il Sistema Paese è chiamato a prendere le proprie sorti tra le mani con un piano nazionale onnicomprensivo ove la solidale alleanza preceda il diritto di prelazione. Giammai bastevoli siano le elargizioni a fondo perduto o i tassi di interesse erogati dalla Banca Centrale Europea, sia determinata quale direttiva d’indirizzo la miglior pratica di sostenere nell’accesso al credito con garanzia riveduta, quest’ultima retta da un governo di iniziativa. Il Sommo Pontefice è giunto a noi ricordandoci gli antecedenti storici: l’Umanità sovente nel peccato di tracotanza riesce a impolverarsi; ciò premesso la benevola prudenza ne costituisce il farmaco più efficace.

In termini di due intelligence al fine di ottenere modelli di utilità concernenti i delicati ingranaggi del processo di presa delle decisioni, in un combinato tra ipotesi economiche e devices di intelligence, disponiamo nell’orientare la vocazione alla attività scientifica di strumenti di nuova generazione.

Da una prima meta analisi le Organizzazioni quotate in virtù dei finanziamenti a pioggia disposti dal welfare state, hanno richiesto ai principali stakeholder il blocco nella corresponsione dei dividendi, sul quale è d’uopo tacitarsi di contro alla necessità di liquidità per provvedere ad arginare la pandemia. Al pari del Cambiamento climatico ove la Geo Medicina è disciplina elettiva finalizzata alla cura delle componenti naturali del Paesaggio, per Covid 19 è necessario consentire il processo biologico di guarigione in padiglioni Covid specifici. Sedata tale premura con esempi straordinari di edificazione di nuove strutture sanitarie, l’attenzione dell’homo oeconomicus si riversa a ridurre il calo previsto del prodotto interno lordo tra 9:15 punti percentuali.

Per quanto attiene il dialogo diplomatico con le Istituzioni Europee, quali a titolo esemplificato il Consiglio di Europa, è d’uopo precisare che sia riposta in tutti noi italiani la speranza di una Europa solidale ove sia possibile superare le posizioni intransigenti con la finalità di accogliere una visione comune non egocentrica tra quante Nazioni, Borghi, Imprese sono meno esposte al rischio di diffusione capillare nel territorio. Frattanto i cittadini adattano virtuosamente condotte etiche per accelerare la sospirata riapertura.

Purtuttavia nella dialettica tra utopia e distopia nel mondo che uscirà, migliore, dal Coronavirus un nodo da dipanare avrà a oggetto le relazioni diplomatiche tra le intangibilità della Greater China e la calvinista e industriale America, tra occidente europeo e orientalismo, narrato nella epistemologia hegeliana, in termini geopolitici tra il governo dell’Economia e la disclosure intorno al debito pubblico sovrano.

Si prenda nella dovuta attenzione le oscillazioni aventi per oggetto la calibrazione in peius del prezzo dell’oro nero nelle organizzazioni di cartello dedite all’attività di shale oil insediate nell Africa Subsahariana, ove l’HSI appare essere particolarmente debole innanzi la capacità di contrastare epidemie e pandemie. Ebbene il vincitore di tale beneficio altro non è se non la Cina poiché netto importatore di petrolio in virtù della diminuzione del prezzo del barile. Sia l’Europa sia gli Stati Uniti d’America debbono reagire al vantaggio competitivo che la Cina, potenza di soft power, sta acquisendo, al quale si unisce la possibilità di produrre risparmiando in virtù di asset quali: innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, mondo economico. In un ideale condominio cino – americano la Cina può offrire un contributo sostanziale all’economia mondiale quanto a domanda interna benché non possa candidarsi a detenere una vera leadership del mondo, intenta com’è a modellare il sistema con il fine di divenire una potenza del sistema globale in modo da non essere troppo costretta nell’esercizio delle proprie politiche egemoniche. Infatti l’Organismo Mondiale della Sanità nell’alterco sin qui introdotto, si è mostrato molto indulgente nei confronti della Cina nell’organismo del sistema multilaterale, accusata, dunque, di aver manipolato le comunicazioni obbligatorie relative ai primi focolai epidemici nei riguardi della autorità sanitaria, donde il peso negoziale nelle azioni di regolamentazione del rischio sanitario, diffusosi come è noto a macchia di leopardo.

Il cigno nero assume le sembianze di un rinoceronte grigio, invero prevedibile sebbene posto sotto traccia: la diffusione pandemica in Cina nasce come escalation del conflitto cino – americano.

Infatti sino all’anno 2003 in virtù dei rapporti civili tra i due blocchi la sindrome da distress respiratorio dovuta a SARS con epicentro la provincia cinese di Guangdong, venne controllata e sedata nel tempo di due mesi senza incorrere in alcuna polemica di carattere internazionale.

Tale antefatto permette di affermare il contenuto di prevedibilità probabilistica, il conseguente terremoto economico quale spill over effect apparso nel gennaio scorso.

Un conflitto al contempo antropologico ove culture diverse non possono coesistere e tecnologico ove l’Europa del Vecchio Continente è chiamata più veloce della luce ad attivarsi, preparandosi alla gestione del depauperamento economico del mondo situato oltre l’emergenza Covid, pena il rischio di scivolare in una seconda guerra fredda. Non va neppure negato il fatto che la posizione asiatica di vantaggio sia in parte viziata dal calo delle esportazioni, dalla flessione nei consumi interni e dal fatto che il 60-70% della energia interna venga dal carbone, intorno al quale, è d’uopo precisare si costituirono le diatribe e i trattati dai quale nacque l’Europa negli anni Cinquanta del Novecento. Il decantare del modello di sviluppo cinese con la vendita di servizi di assemblaggio esterno è la causa di consumi interni sì tanto deboli quale effetto di misure di quarantena che perdurano da un trimestre.

Dall’America dei grandi laghi emerge una rabbia crescente contro la Cina ed è stata comminata nei tribunali preposti una richiesta di risarcimento per danni commisurati in 21 migliaia di miliardi in dollari, giammai risarcibile con un prodotto interno lordo pari a 13 migliaia nel caso dell’Asia Orientale. Laddove vi fosse condanna, eventualità tutt’altro che remota in virtù del ruolo strategico ricoperto dalla Suprema Corte Federale Americana, i paesi richiedenti potrebbero arrogarsi il diritto di rinnegare i loro debiti sovrani verso la negligente Cina, bisognosa di beni primari quali grano e carne. Negli Usa i decessi quotidiani causati da complicanze Covid relate sono pari a 50.000, un dato quantitativo elevatissimo se rammentiamo che nel primo quarto del Novecento la mortalità fu pari a 100.000-200.000 persone.

La meta analisi applicata alla contermine Italia può figurare quale metodologia preziosa per collocare i nostri desideri di futuro nella oscillazione di intensità decrescente tra fragilità e resilienza.


 

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