Paola Fiore

Categories: AIF,Interviste

  

PAOLA FIORE

Sustainability Specialist & CSR Coach fondatrice e titolare ETICAMBIENTE

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Mi occupo di sviluppo sostenibile dalla seconda metà degli anni ’90 e vedo che, in particolare per le strategie di sostenibilità e di responsabilità sociale, sta diventando sempre più importante utilizzare una formazione di tipo esperienziale, che sia al tempo stesso anche differenziata, nel senso di non utilizzarla con modalità già attuate e sperimentate in aula o in anni addietro, ma al contrario una formazione creata ad hoc attraverso dei progetti formativi innovativi, tagliati su quella determinata realtà aziendale quasi come fossero un abito di alta sartoria.

Sono convinta che impostare l’approccio formativo utilizzando anche alcune delle principali metodologie e tecniche di coaching aziendale possa supportare molto bene le nuove modalità di apprendimento degli individui e dei gruppi di lavoro, perché in tale modo si può aiutare ad aumentare la consapevolezza delle singole persone e dei team aziendali; e qui ritorno a sottolineare l’importanza del benessere dei singoli individui e l’importanza dei valori delle singole persone.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Sono la fondatrice e la direttrice di ETICAMBIENTE®, uno studio di consulenza per l’alta direzione aziendale specializzato in Gestione, Comunicazione, Coaching e Formazione per la Sostenibilità di Impresa e in Strategie di Responsabilità Sociale per Imprese Innovative dell’Industria e del Terziario Avanzato.

Credo che gli aspetti su cui ci si debba, e si possa fare maggiore leva, siano quelli che vanno a toccare i valori fondanti dell’azienda e i valori profondi delle persone che costituiscono l’impresa.

Oggi, qualsiasi progetto formativo che desideri avere un impatto sulle persone – e quindi anche sulla crescita personale e professionale delle stesse – sia a livello individuale sia a livello di gruppo di lavoro, deve necessariamente toccare i valori profondi delle persone e dell’intera organizzazione.

Un gruppo di lavoro, che non riesce ad avere quella visione comune verso la quale muovere costantemente, non riesce neanche ad assicurare il benessere della persona e il benessere della collettività nella quale quella persona opera e di cui si sente parte.

Oggi le grandi imprese, ma sempre di più anche le piccole e medie imprese, stanno creando dei progetti ad hoc di partecipazione ad attività di volontariato aziendale (o volontariato di impresa o corporate volunteering per dirla alla anglosassone), sia per quel che riguarda attività prettamente sociali sia per progetti di volontariato ambientale. Tra le mie tante importanti attività c’è proprio quella di essere Coordinatore Nazionale per l’Italia del The Climate Reality Project, l’organizzazione internazionale del Vice Presidente americano e Premio Nobel per la pace Al Gore.

Credo che questa nuova forma di partecipazione ambientale e sociale delle aziende possa aiutare le imprese stesse, e le persone che ne fanno parte o che a quella organizzazione sono legate ad altro titolo, a dare un senso al proprio valore personale e professionale, così come al proprio impegno per quella stessa organizzazione; e ricordiamoci che anche questo fa parte del benessere di un individuo e di quella stessa persona che lavora in un’azienda, perché le organizzazioni sono fatte sempre e comunque prima di tutto da persone.

Inoltre, anche come Educatrice e Ambasciatrice per i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sono sempre più convinta della necessità di creare Sostenibilità vera e a 360° anche nel campo della formazione e delle nuove modalità di apprendimento e di sviluppo delle capacità umane.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Nel prossimo futuro ritengo che saranno richieste maggiormente competenze sempre di più multi-disciplinari e tra loro integrate; quindi, possiamo dire che tutto ciò che è meramente settoriale e verticale è ormai parte del passato, anche per quel che riguarda la formazione e l’apprendimento. Oggi anche in Italia, si parla sempre più di trasversalità tra le materie e di apprendimento continuo, anche attraverso differenti modalità e mediante la conoscenza ed esperienza di diverse aree del sapere.

Dalla seconda metà degli anni ’90 credo profondamente nella integrazione dei saperi e delle competenze e da sempre applico nella mia vita e nel lavoro i principi della multi-disciplinarietà e dell’integrazione quali valori fondamentali per la creazione del Bene Comune. Finalmente, vedo affermarsi tali modalità di pensiero e lavoro anche nel campo della formazione e anche nel nostro Paese.


 

Torna all’elenco delle interviste

0
0