Paola Sabbatini

Categories: AIF,Interviste

PAOLA SABBATINI

sabbatini paola
Owner, Newcom Consulting Srl

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
È diventato faticoso, oggi, convincere le persone a entrare in un’aula di formazione; e quando avviene, spesso si sentono poco coinvolte o lontane dalla teoria formativa. Hanno sete di sapere e di aggiornarsi, ma il nostro linguaggio formativo è lento e vecchio, fatto di cose già viste, già sperimentate. Pare stia diventando velocemente obsoleto, superato dalla velocità tecnologica con cui tutti noi, oggi, comunichiamo al di fuori dell’aula. Se vogliamo coinvolgere, ingaggiare e facilitare il cambiamento, dobbiamo noi per primi cambiare il nostro modo di erogare formazione.
“Innovare” significa prima di tutto progettare interventi formativi in modo diverso. Per esempio, possiamo sviluppare contenuti brevi, multicanale, fruibili in qualsiasi momento e in ogni luogo. Far sì che la sperimentazione e l’esperienza sia sempre più specifica e legata all’operatività reale dei partecipanti. Possiamo iniziare a pianificare l’apprendimento in modo da non concentrarlo in due giorni d’aula, ma far si che sia frazionato nel tempo, con tante attività veloci, frequenti e ingaggianti sulla competenza da sviluppare. Possiamo creare relazioni in grado di supportare l’individuo in tutto il suo percorso di apprendimento, in aula e fuori, insieme agli altri partecipanti e da solo.
La formazione deve oggi essere in grado di creare uno spazio nuovo e dinamico, all’interno del quale i partecipanti possano sentirsi responsabili del proprio percorso di apprendimento.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
Oggi abbiamo apparati tecnologici avanzati in grado di abbattere qualsiasi distanza fisica tra le persone. Sono entrati nelle vite di ciascuno e stanno letteralmente cambiando la nostra visione del mondo, i legami e le relazioni sociali, il modo con cui comunichiamo e, purtroppo, non sempre in meglio! Credo sia un compito molto importante per la formazione insegnare a utilizzare la tecnologia in modo responsabile, contribuire a sviluppare forme comunicative etiche, rispettose delle diversità e della multiculturalità. Introdurre la tecnologia nel proprio modo di fare formazione è una grande opportunità ma anche un “must”: chi non lo farà, rimarrà inevitabilmente troppo indietro.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Le aziende sono fatte da singoli individui che, insieme, scelgono la direzione verso cui andare, i valori in cui credere e le priorità su cui puntare. Credo che ogni individuo, all’interno dell’azienda a qualsiasi livello, debba chiedersi quanto sia disposto a investire nei giovani, perché è un lavoro impegnativo, richiede molta fiducia reciproca e la capacità di venirsi incontro. Anche perché loro, i giovani, di tecnologia se ne intendono davvero!
La formazione può facilitare l’incontro tra due mondi che solo in apparenza sembrano opposti, facendo si che le attese reciproche si trasformino in richieste, che i linguaggi si uniformino e le persone si aprano le une alle altre! Quando la formazione riesce in questo scopo, accade il vero miracolo: conoscenza, esperienza e saggezza si fondono con energia, creatività e audacia, dando vita alla vera innovazione!


 

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