Patrizia Splendiani

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PATRIZIA SPLENDIANI

splendiani PATRIZIA AIF
Presidente Risorse Sovrumane Ricerche – Teo Antroposofiche e Benessere ASD” di Pescara

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
I cambiamenti da realizzare sono alla base del modello educativo che è alla base di qualunque disciplina, ovvero l’indipendenza e la “criticità” di pensiero. Per essere creatori di noi stessi ed innovatori è necessario esercitare il pensiero laterale, la trasversalità. Essere liberi pensatori ha a che fare con l’autorientamento nella scelta, l’essere privi di paletti. Gli strumenti si acquisiscono, la capacità di pensiero va costruita e rafforzata nel tempo. Per essere di pari passo all’innovazione tecnologica dobbiamo essere in grado di stare al passo con i tempi, ripartendo da noi stessi, fin dalla più tenera età. Il rischio è di avere macchine ed intelligenze prive di governo.
I cambiamenti positivi sono indubbiamente legati alle infinite possibilità di scelta e di operatività, in tutti i campi, a partire dalla comunicazione resa fruibile per chiunque e dovunque. Spaziamo in ogni campo del sapere e del fare. Dalla medicina all’arte, passando per la ricerca. Di contro, il paradosso, per utilizzare una frase che mi colpisce ogni volta nella pubblicità di un famoso brand di telefonia italiana, è che non si debba più scegliere. Ecco, farei il punto proprio su questo. Enfatizzare la possibilità di scelta e non di passività, che in questo caso viene resa “buona” da un potente messaggio di marketing communication.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
La formazione è dinamica, è crescita, è valorizzazione, sottende ad un sistema meritocratico, ti permette di spiccare un salto, di tendere verso la tua piena realizzazione del potenziale. In azienda è volano di sviluppo collettivo, di risonanza positiva. La “settima sensibile”. Costituisce il patrimonio dell’umanità. Grazie ai neuroni specchio e alle nuove scoperte quantiche, potremmo guardare ai processi di sviluppo tecnologico, in rapporto al mondo formativo, come ad un motore vivo, in eterna evoluzione, che ci guidi verso il futuro con uno sguardo aperto e propositivo. Sta a noi renderla eticamente sostenibile, strumento di valorizzazione comunitario.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Alla scarsità di investimenti si può rispondere con una forte e strutturata organizzazione del settore formativo che può intersecarsi, al meglio, con il settore lavorativo, oltre ad utilizzare tutte le forme (fondi professionali in primis) possibili di sviluppo ed implementazione di formazione aziendale. Anche la condivisone interna del know how è alla base di espansione della conoscenza. La creazione di reti di incontri formativi può essere una modalità operativa allargata, nella dimensione territoriale, grazie proprio agli strumenti web di condivisione. Condividere è sapere.


 

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