Roberto Baldo

Categories: AIF,Interviste

  

ROBERTO BALDO

Progettista Niuko

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Penso che per utilizzare questo tipo di metodologia molto utileai fini di ingaggiare le persone in un processo di apprendimento, non possiamo prescindere dagli stili di apprendimento a cui sono stati abituati finora e quindi da come fino ad oggi siano portati ad acquisire conoscenze e competenze. E’ anche vero che tutti noi siamo bombardati di informazioni, e che il processo di apprendimento che ci viene richiesto deve essere efficace e sempre più immediato, per cui adottare metodologie come la gamification, che solletica gli aspetti ludici di un percorso di crescita, sicuramente può presentare dei vantaggi che variano anche in funzione del target a cui rivolgiamo questo tipo di attività. Oggi esistono molte piattaforme che stanno prendendo piede e si stanno costruendo anche delle library di contenuti, utilissimi per poter essere applicati nei più diversi ambiti. Credo in definitiva che per determinati target di utenza sia qualcosa su cui ancora bisogna molto investire in termini di sensibilizzazione, per far percepire soprattutto l’utilità di questo approccio e la sua efficacia.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Sicuramente lo smart working sta aprendo, grazie alla contrattazione a livello aziendale, delle finestre di opportunità che stiamo però ancora esplorando.
Infatti lo smart working oggi è ancora un tema che da una parte recupera l’attenzione degli imprenditori ai propri dipendenti e al proprio benessere dall’altro però scopriamo come rappresenti ancora qualcosa di non strutturato, non sistematico e sia diffuso a macchia di leopardo. Per cui per noi lo smart working rientra nel macro ambito della capacità delle aziende e di un territorio di essere attrattivi rispetto ai talenti disponibili. Quindi in breve la capacità di offrire dei luoghi di lavoro che non siano semplicemente il posto dove si passa il tempo del lavoro, ma un luogo di apprendimento, un luogo di crescita, un luogo di arricchimento in cui ciascuno possa dare il meglio di sé.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Questa è una domanda veramente esiziale, nel senso che il mercato del lavoro oggi e soprattutto negli ultimi otto anni si è molto frammentato, assumendo aspetti molto variabili. Quindi non è possibile definire la futura figura professionale ideale ed è anche molto difficile andare a declinare dei percorsi di studio per le persone, soprattutto nei percorsi pluriennali. Allora qui il ragionamento che possiamo fare è legato alle competenze chiave, per esempio quelle che sono state di recente messe in evidenza dal world economic forum. Qui infatti possiamo vedere come le competenze tecnico scientifiche possano sicuramente assumere un ruolo fondamentale, ma allo stesso tempo emergono prepotentemente anche le competenze legate alla capacità di apprendere dei giovani, ed è quello l’elemento chiave su cui lavorare. Quindi in questo senso credo sia necessario valorizzare le forme di apprendimento dei ragazzi creando degli strumenti che possano facilitare questo processo, e comunicarne il valore anche sul posto di lavoro.


 

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