Roberto Turchetti

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ROBERTO TURCHETTI

TURCHETTI Roberto
Responsabile Unità Amministrativa Complessa presso la Gestione Navigazione Laghi

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
Il mondo di oggi sta attraversando profondi cambiamenti ed il ruolo dell’innovazione tecnologica è indiscutibilmente preminente. Ciò che colpisce è l’impatto che ha avuto nelle relazioni umane e nella percezione del proprio ruolo all’interno della società e nel piccolo, anche all’interno delle organizzazioni. La condivisione sta assumendo sempre di più un ruolo fondamentale nella diffusione di competenze e conoscenze e questa nuova modalità di approccio, non solo organizzativo ma anche mentale, comporta un profondo ripensamento delle strutture organizzative. Il principale cambiamento al quale bisogna ambire è la capacità non solo di apprendere gli sviluppi tecnologici da un punto di vista pratico, ma soprattutto coglierne gli aspetti positivi e saperli calare nella propria realtà, imparando a sfruttare al meglio le opportunità che portano con sé per lo sviluppo della persona e dell’organizzazione. Inoltre la tecnologia può essere un importante elemento per stimolare le persone ad essere promotori di innovazione e cambiamento.

Credo che il cambiamento porti con sé sempre degli elementi positivi che possono essere un volano di sviluppo e di progresso, aiutando le persone ad essere sempre pronte a muoversi, abbandonando le zone comfort che, pur essendo una sicurezza, sono anche un elemento di resistenza che rallenta quello che dovrebbe essere un continuo progredire e che impediscono alle organizzazioni di cogliere opportunità importanti. Il cambiamento è il motore che consente alle organizzazioni di puntare ad uno sviluppo continuo volto a progredire per non soccombere, perché in uno mondo come quello ereditato dalla crisi, fatto di mercati globali e concorrenza, il valore aggiunto è dato dalla capacità di cambiare adattandosi alle nuove situazioni. Inoltre il cambiamento porta con sé aspetti positivi anche per le persone perché le aiuta guardare il mondo da un punto di vista differente, lavorando sui propri punti di forza, in un percorso di miglioramento continuo utile a cogliere nuove opportunità e, utilizzando l’immagine di un ventaglio, allargare gli orizzonti ed aprirsi al mondo.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
La tecnologia corre veloce e non si ferma. La robotica sta facendo passi da gigante e l’intelligenza artificiale è la nuova frontiera sulla quale si sta lavorando. Progressi impensabili solo 20 anni fa. Tuttavia ritengo che nelle organizzazioni la centralità della persona debba rimanere un obbiettivo da ricercare, inserita in un nuovo modello di relazioni ed alla luce dello sviluppo tecnologico. La dimensione etica riguarda appunto il rapporto tra persone e tecnologia che diventa sempre più stretto, genera innovazione, il cui sviluppo non può prescindere da questi due attori fondamentali. Etica e cultura dell’innovazione devono essere parte del progetto di sviluppo delle organizzazioni, dove persone e tecnologia sono legate da uno stretto filo. Il ruolo primario in questo processo è affidato alle persone affinché l’innovazione tecnologica sia un processo virtuoso e ricco di possibilità. La formazione è di per se stessa un elemento di cultura e diffusione di valori etici. Essa deve tornare alla valorizzazione delle persone e del potenziale, del bagaglio di esperienze, competenze e conoscenze che portano con sé in chiave di innovazione, che non deve essere solo tecnologica, ma di innovazione relazionale e organizzativa. Superare gli aspetti tecnici e concentrarsi su elementi troppo spesso trascurati, come il coinvolgimento, passione e sogni per portare le persone a misurarsi con la tecnologia in maniera matura e positiva, mettendola a disposizione per il miglioramento dei processi aziendali ma anche come opportunità di miglioramento personale, umano e professionale. La tecnologia non è soltanto il nuovo strumento avanzato, che agevola nel lavoro, vissuto senza alcun tipo di interesse e di coinvolgimento ma anche stile di vita e di relazione con gli altri e con il mondo.

La centralità delle persone come protagonisti del cambiamento e dell’innovazione è fondamentale in un contesto dove i temi dell’eticità e della cultura interessano da vicino i processi organizzativi delle aziende, che devono tornare a fare dell’elemento formativo un fattore indispensabile di diffusione e di aiuto, affinché l’innovazione tecnologica venga vissuta come un processo ineluttabile, ma ricco di opportunità per le persone, senza le quali questo processo non sarebbe possibile.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
La crisi ha compromesso un sistema consolidato da molto tempo, che era il cardine della società che noi abbiamo conosciuto, fatto di grandi industrie, lavoro fisso e tutele. I giovani sono stati i più colpiti da questa crisi, impedendo loro non solo di entrare nel mondo del lavoro con maggiori difficoltà, ma anche di esprimere il grande potenziale di innovazione che portano con sé.

Sento spesso dire che il mondo è cambiato per sempre e non tornerà più come prima. La contrapposizione tra la dimensione personale della realizzazione del sé, che porta ad un acceso individualismo, a quella della competitività delle imprese, che è la fonte primaria per la garanzia di un futuro, è la pesante eredità che ha portato con sé questo periodo di crisi economica.

Essere un ponte tra le aziende e le persone, in particolare i giovani che si affacciano con fatica al mondo del lavoro, spesso delusi e disillusi, può essere un elemento dirompente per far conciliare questi due estremi. Diventa una necessità porre al centro del progetto delle organizzazioni le persone, il talento che ciascuno porta con sé, facendolo emergere con forza, sviluppandolo con investimenti in formazione e valorizzandolo al meglio, per generare nelle persone un senso di appartenenza e di coinvolgimento necessari per superare i piccoli e grandi ostacoli che si incontrano.

Concetti importanti come valorizzazione del potenziale delle persone, talento, coinvolgimento e senso di appartenenza potranno essere le tematiche con le quali la formazione dovrà a mio parere misurarsi in futuro con strumenti nuovi ed avanzati, utilizzando, come già viene fatto ora, le nuove tecnologie come strumento di coinvolgimento.

L’impresa senza persone motivate e coinvolte difficilmente raggiungerà gli obbiettivi di uno sviluppo di lunga durata. La formazione può e deve essere un elemento importante, se non fondamentale, per creare le condizioni affinché le persone siano spinte a dare il massimo e si sentano parte integrante di un grande progetto. La popolazione aziendale deve sentirsi parte di qualcosa di importante e le aziende devono ascoltare e valorizzare il loro contributo al successo dell’organizzazione. Oggi il mondo del lavoro è diverso dal passato soprattutto per i giovani che tendono ad acquisire una professionalità volta ad assumere il ruolo di consulenti all’interno dell’impresa con competenze trasversali. In questo nuovo paradigma la formazione ha di fronte la grande sfida di cercare di aiutare le persone ad acquisire le competenze e conoscenze necessarie a svolgere questo nuovo ruolo all’interno delle organizzazioni, generando soddisfazione ed entusiasmo ed anche senso di appartenenza.


 

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