Sara Matutino

Categories: AIF,Interviste

  


SARA MATUTINO


HR Generalist e Specialist, Gruppo Anghel Hotels

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Se devo pensare alla parola SENTIERO, la prima immagine che evoca dentro di me sono le passeggiate nel bosco che facevo da piccola, che mi conducevano alla scoperta di radure nascoste ricche di “tesori” agli occhi di una bambina.

Anche oggi la parola sentiero rievoca in me l’idea di ricerca, fatta dall’individuazione dei nostri valori e delle nostre vocazioni che ci aiutano a raggiungere la piena consapevolezza ed essenza di noi stessi.

In una società mutevole come quella in cui stiamo vivendo, infatti, non sono più tanto le conoscenze a fare la differenza, quelle possono essere alla portata di tutti. Quello che fa davvero la differenza è l’attitudine individuale, il singolo potenziale che ognuno di noi ha. In questo ambito, le risorse che si occupano del personale devono aiutare e sostenere il processo costante di ricerca, formazione e azione, integrando percorsi di formazione continua come quelli e-learning con quelli meno tradizionali di coaching, meditazione etc.

Il sentiero deve divenire un percorso di scoperta continua, che si evolve con noi e con l’acquisizione e concretizzazione di esperienze e valori veri, che permettono alla persona di sviluppare e far emergere la sua unicità.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Avere CONSAPEVOLEZZA significa sapere cosa si vuole e dove si vuole andare. Occorre essere consapevoli non soltanto di noi stessi, ma anche dell’ambiente che ci circonda.

Molto spesso, però, i ritmi frenetici ed i “devo” che ci raccontiamo, ci portano fuori dal nostro centro e ci troviamo spaesati.

Credo che tecniche come la Mindfulness o la meditazione possano essere un validissimo aiuto per centrarsi e ricaricarsi. Molto spesso infatti perdiamo il nostro centro e, conseguentemente, finiamo per sentirci come il topo intrappolato nella ruota che gira all’infinito. Fermarsi, cercare l’attenzione sul qui ed ora, e richiamare la nostra natura vera, permette di riconnettersi con i veri noi stessi, riprendere in mano i nostri valori, la nostra identità e la nostra vera vocazione.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Trovo che la parola ALLEANZA sia un termine bellissimo. Molto spesso ci basiamo sull’individualità, convinti che dobbiamo raggiungere i nostri obiettivi da soli, come a voler dimostrare qualcosa a noi stessi, al nostro superiore o ad altri.

Ma, come dice un famoso detto africano, “da soli si va più veloce, insieme più lontano”. Per questo è necessario sviluppare e soprattutto facilitare la realizzazione e l’incrementazione delle alleanze, creando ambienti che favoriscano e premiano tali legami in ottica di sviluppo continuo sia del singolo che del gruppo. Occorre creare alleanza di idee, di progetti, di persone e di paesi, al fine di crescere tutti insieme e di sviluppare competenze necessarie sia alla collettività che all’individuo.


 

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