Sara Tamburini

Categories: AIF,Interviste

  

SARA TAMBURINI

Business Development & Communication Manager Armundia Group

Che vantaggi può offrire la Gamification a livello esperienziale?

Dunque, sicuramente il vantaggio offerto dalla gamification riguarda l’area dell’apprendimento diretto sul campo, perché è molto più facile apprendere tramite azione, piuttosto che tramite nozioni che talvolta ci sembrano sterili.

La gamification ci mette in contatto con il bambino che dentro di noi ed innesca il processo di creatività che abbiamo, ma che abbiamo dimenticato, e riportandoci al periodo in cui abbiamo più appreso nella nostra vita, che è appunto l’infanzia, ci permette di apprendere meglio e porta anche ad un benessere maggiore all’interno dell’azienda.

 

Quali strategie un’azienda oggi può adottare per il Well-Being della persona?

Certamente in Italia siamo considerati purtroppo fanalino di coda rispetto a tanti altri paesi, ad esempio gli Stati Uniti, dove lo smart working è stato introdotto in molte aziende.

In alcune aziende è stata inserita addirittura la figura del manager della felicità, che deve badare costantemente alla felicità dei dipendenti.

Trovo però che ci stiamo muovendo in un’ottima direzione: lo smart working è sicuramente una soluzione più che valida, a oggi secondo l’Osservatorio dello Smart Working il 36% delle grandi aziende italiane ha strutturato dei progetti virtuosi per l’inserimento di questa nuova modalità di lavoro.

Questo forse ci sta portando a ripensare in toto il mondo del lavoro, migliorando il work life balance del dipendente e conseguentemente anche la sua vita oltre che la sua produttività, che secondo questi studi aumenta del circa 15%.

 

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Parlando di futuro lavorativo, sicuramente mi viene in mente l’industria 4.0, quindi il machine learning piuttosto che l’intelligenza artificiale che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere il lavoro e anche la vita di tutti i giorni.

A mio parere però non bisogna affatto dimenticare le soft skill: l’importanza del saper essere accanto al saper fare è fondamentale, perché se è facile determinare chi ha le migliori abilità tecniche, più complesso è capire chi è il migliore in innovazione e di visione.

Creatività, problem solving, intelligenza emotiva in futuro avranno la stessa rilevanza delle cosiddette hardskill per la crescita della competitività sia delle imprese che del singolo lavoratore, il quale sarà comunque al centro del sistema produttivo.


 

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