Sara Tommasi

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SARA TOMMASI

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Specialista di formazione manageriale senior presso l’Unità Formazione, Sviluppo Manageriale e Scuola Capi, Intesa Sanpaolo Group Services

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
La formazione ha l’opportunità di accompagnare questo cambiamento culturale e di approccio al lavoro e all’organizzazione “organismo” la cui esistenza e funzionamento si mantiene solo attraverso l’interazione tra le sue parti, in presenza o a distanza, pensando ai team virtuali. Lo smart working ad esempio sfrutta la tecnologia e consente al lavoratore, donna o uomo che sia bilanciare il rapporto a volte faticoso vita-lavoro specie con la nascita di figli o in situazioni logistiche difficili. La formazione ha l’importante obiettivo di sostenere una cultura manageriale che sia in grado di generare e promuovere strumenti di fiducia, delega e autocontrollo.
 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
Può farlo nella misura in cui sarà capace di rinforzare l’individuo in un sistema tecnologicamente avanzato, ma sempre più complesso, affinchè le persone siano poi autonome nella ricerca di strumenti, metodi, risorse utili ad un apprendimento permanente, all’avanzamento professionale e al successo dell’azienda. Può farlo solo se alla formazione sarà riconosciuto il ruolo di partner strategico in organizzazione. L’innovazione resta sempre uno strumento di cui l’uomo potrà sfruttare tutte le potenzialità inserendo la sua azione in una cornice di senso ben più ampia. La tecnica ha bisogno di recuperare e rinnovare ciclicamente il suo senso originario, di progetto consapevole, partecipato e condiviso, spostato verso autentiche esigenze dell’uomo.
 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
La valorizzazione della persona nella sue essenza non può che partire dalla persona stessa, considerando la crisi delle grandi organizzazioni. C’è un paradosso. I millenials o generazione “Y” entrano in contatto con un mondo e una vita organizzativa molto diversa da quella immaginata o sperata e il tasso di abbandono è significativo a fronte di un altrettanto significativo investimento formativo dell’azienda. Qui si tratta di aiutare i giovani a trovare e recuperare significato e valore nella “fatica” di chi li ha preceduti, con cui portare avanti questo cambiamento culturale. La formazione può favorire percorsi, affiancamenti che valorizzino il principio di diversità generazionale. Ci sono poi i meno giovani anagraficamente ma più giovani aziendalmente ai quali torna importante quanto detto finora, ossia che nel sistema “organismo”, complesso, intercorrelato in cui siamo immersi la formazione non può che contribuire a trovare strade e percorsi soddisfacenti anche autonomi che possano compensare la crisi e la scarsità di investimento delle imprese. L’impresa è di per sé un mondo in cui è possibile sempre e continuamente allenare le proprie competenze di cittadinanza organizzativa che aumentano entusiasmo, partecipazione all’interno di una comunità in cui in presenza o a distanza, trascorriamo circa metà della nostra vita. E che assieme è possibile contribuire a cambiare.


 

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