Sonia Scarpante

Categories: AIF,Interviste

SONIA SCARPANTE

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Architetto e Counselor Trainer

Micro e macro interagiscono costantemente generando motivazioni, impegno e partecipazione della persona. Per questi motivi il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre più esperienziale, e il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni.
Quali sono i metodi e gli strumenti a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitivo, organizzazione e persona al fine di arrivare alla giusta comprensione delle dinamiche economiche e industriali, all’uso consapevole della tecnologia e al corretto sviluppo personale?

Credo che i metodi e gli strumenti a disposizione del formatore vadano ricercati sempre più in campi prossimi all’arte, alla filosofia intesa come pratica del vivere. Arte, Filosofia, Storia come Memoria possono costituire basi fondamentali per creare opportunità e capacità collaborative vaste.
L’arte, intesa nel senso etimologico completo della parola come il complesso delle opere individuali attraverso cui esprimiamo la nostra creatività, può veramente dischiudere un cammino quando sappiamo dare alle emozioni il loro giusto peso, quando le lasciamo libere di esprimersi nel battito del loro ritmo. Tutto ciò che è creativo, e che all’arte sottende, appaga i nostri sensi, costituisce le fondamenta della nostra psiche.
L’arte può nobilitare le coscienze e arricchire solo se ci poniamo in ascolto e se cerchiamo dei segni per oltrepassare il costituito, l’effimero. Cercando di andare oltre la materia in cui si rivela l’oggetto.
«Per questo l’arte, quella vera, quella che viene dall’anima, è così importante nella nostra vita. L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato». (Tiziano Terzani)
Ogni mestiere, ogni lavoro del singolo può assurgere a quel primato in cui l’arte afferma se stessa attraverso categorie di conoscenza e di approfondimento evolutivo; approfondimento che deriva da una ricerca individuale finalizzata ad esprimere se stessi nella quotidianità per approdare ad un concetto universale quando con la nostra espressività riusciamo a metterci al servizio della collettività.

 

La terza rivoluzione industriale, nel 1970, ha segnato la nascita dell’informatica. La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora definita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile identificarne l’atto fondante. La moltiplicazione della complessità è una delle caratteristiche dell’innovazione, per cui di fronte a una tecnologia sempre più amichevole e familiare, ci si confronta con un’incertezza continua che rende complesso identificare il senso e la direzione del cambiamento. Ci avviamo verso un futuro in cui intelligenza artificiale, robotica e persone interagiranno nelle nostre organizzazioni.
In questo contesto quali metodi e strumenti possono essere utilizzati nella formazione professionale per facilitare un inserimento sensato e un uso consapevole di tecnologie abilitanti fondamentali per l’internazionalizzazione e la realizzazione di Industria 4.0?

I metodi e strumenti che possono essere utilizzati nella formazione professionale devono fare sempre più riferimento a logiche territoriali, ai valori fondanti della storia di cui noi siamo parte imprescindibile e alla tecnica vista come realtà non slegata dal senso di una comunità di destino ( Eugenio Borgna) che ci accomuna, dove la tecnica diviene strumento per ottimizzare le nostre capacità, i nostri talenti, le caratteristiche individuali. Si crea e si agisce nel collettivo quando si è costruito un buon lavoro su di sé attraverso una formazione introspettiva e che faccia sempre riferimento alla Cultura intesa come Storia, Memoria, trasformazione dell’acquisito in progettualità singole.

 

I giovani si trovano di fronte a nuove e importanti sfide che prospettano rischi e opportunità. La trasformazione digitale ha portato un cambiamento della natura stessa del lavoro che causerà un inevitabile riassestamento della società. In settori storici stanno scomparendo numerosi posti di lavoro mentre altri segmenti di mercato vivono un momento fiorente sollecitando la continua ricerca di nuove figure professionali. Cambiano di conseguenza le competenze e le abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la soft skill più ricercata, ma rivestiranno altrettanta importanza il pensiero critico e la creatività da impiegare per attività di co-progettazione e co-sperimentazione di prodotti o servizi innovativi.
Quale formazione ritiene utile per supportare l’evoluzione delle organizzazioni e lo sviluppo di nuova occupazione?

La stessa realtà quotidiana, quella vissuta con i ritmi e le imposizioni passivamente accettati e interiorizzati come “ normali”; quella con tutto il suo sovraccarico di consuetudine e di ipocrisia socialmente utili; quella dagli affetti e dalla salute sempre uguali; quella della corsa contro il tempo e le sofisticazioni- alimentari, sentimentali, concettuali, tecnologiche; quella della mediocrità che rende tutto, ovvio e accettabile, questa nostra stessa “ confortante” quotidianità non ci offre più- quando ci riflettiamo sopra- le soddisfazioni di prima, la conferma alle certezze con le quali siamo cresciuti, la riconferma nei valori ritenuti erroneamente “ eterni”. Il percorso che dalle problematiche ed invasive questioni esistenziali ci porta ad una presa di coscienza favorevole alla nostra serenità d’animo, alla possibilità di intravedere una condizione nuova e proficua per la nostra interiorità, è altresì foriero di nuovi scenari per la nostra vita: l’arte intesa come creatività, facendoci riscoprire potenzialità espressive, conoscitive e migliorative, ci rende più consapevoli del nostro modo di pensare e agire, attiva dentro di noi una sorta di purificazione dalla complessità: il desiderio di tornare all’essenziale, alla semplicità e all’onestà del pensiero e dell’azione.


 

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