Stefania Ippoliti

Categories: AIF,Interviste

  


STEFANIA IPPOLITI


Business & Career Coach ICF | Trainer AIF | Medical Device Assessor | Licensed NLP | Sales | MINDSET | Autocoaching Book

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. A. EINSTEIN

Con il COVID-19 in molti si sono persi e hanno avuto la percezione che il loro viaggio della vita non fosse più chiaro: la solita strada asfaltata, fatta di esperienze quotidiane è scomparsa improvvisamente e non è più visibile nemmeno un piccolo sentiero da seguire fatto di solchi in terra. Solo giungla così fitta da non riuscire a scorgere la luce. L’evento epocale che stiamo vivendo ha portato disorientamento e confusione e questo è l’effetto sulla nostra mente quando usciamo dalla nostra area di comfort per andare verso l’ignoto.

Eppure un sentiero c’è, basta fermarsi, riflettere fuori dagli schemi per prendere nuove consapevolezze e la soluzione arriva, tra la fitta vegetazione entra un raggio di sole che indica la via.

Einstein parlava della crisi come di una benedizione e forse questo sarà uno dei momenti in cui le persone, perso il sentiero guida, si affideranno di più ai loro insights. E’ il momento di alleggerire le pressioni sulla parte razionale del cervello per fare spazio alla parte intuitiva, tanto più ricca di potenziale.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Questo evento sta portando implicazioni sociali ed economiche per le tutte organizzazioni. Come possiamo noi e le aziende fare per preparare la ripartenza?
Sicuramente non si può tornare con lo stesso atteggiamento mentale di prima del lock down. In un mese la realtà quotidiana, l’economia, i mercati, le esigenze dei clienti sono cambiate completamente e in maniera repentina.

Occorre prendere nuove consapevolezze e reincorniciare l’evento in un’ottica di nuove opportunità, sviluppare una mentalità flessibile che ci possa permettere di trovare nuove soluzioni per i nuovi scenari. La frase «abbiamo sempre fatto così» non aiuterebbe a ripartire nel migliore dei modi.

Dopo lutti familiari, paure, difficoltà economiche familiari, quale carico emozionale negativo le persone si porteranno in azienda? Questo può impattare concretamente sulla ripresa, frenando o impedendo una ripartenza veloce se la si affronta con un atteggiamento mentale perdente (“non ci riesco”, “non ce la faremo mai” o “è impossibile”).

Quindi le soft skills che un’azienda si deve prendere in carico di sviluppare, ora più che mai, sono flessibilità, apertura mentale, mindset dinamico e atteggiamento positivo.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Spesso le strategie aziendali prevedono come prima cosa il rimettere in piedi i processi, focalizzarsi sui ritmi di produzione e non sulle persone. Per alcune aziende fermarsi a formarsi significa perdere tempo.

Per chiedere alle persone di ricominciare a produrre con ritmi ancora più veloci e impegnativi occorre mettere il focus su quelle risorse umane che della ripartenza sono il MOTORE, andando a sviluppare le loro capacità, competenze e tirare fuori potenzialità per rendere l’azienda più forte di prima.

La FORMAZIONE può essere in questo momento un vero e proprio booster, un acceleratore per ripartire e raggiungere prestazioni elevate. Sviluppare un mindset potenziante, affinare le strategie di comunicazione per il cliente interno e esterno, imparare il modello del coaching, per passare da uno stile autoritario a quello autorevole nel gestire le persone, penso sia la formazione fondamentale da cui cominciare la rinascita.
FERMARSI A FORMARSI, PER NON FERMARSI PIU’!


 

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