Stefano Giuseppe Conca

Categories: AIF,Interviste

STEFANO GIUSEPPE CONCA

 
 
Presidente Academia Cremonensis
scuola-bottega e luogo di Formazione di liuteria e archetteria

Lo scenario economico e sociale è in continua e rapida evoluzione: la trasformazione digitale ha abbracciato quasi tutti i settori ed è protagonista nei principali mercati. Oggi tuttavia la crescita delle complessità e il timore nei confronti della tecnologia, sempre più pervasiva, sembrano ostacolare il percorso che porta al sviluppo della persona, in un contesto di interazione con le organizzazioni. Il fattore umano è riconosciuto come la soft-skill principale per il moto dell’evoluzione della nostra specie, ma ci sono ancora perplessità sulla direzione che deve prendere per portare a una nuova, vera innovazione. Come può la formazione incrementare l’impatto del fattore umano per infondere alle persone e alle organizzazioni il coraggio di affrontare nuove sfide in un contesto così dinamico?

L’importanza del fattore umano nell’affrontare nuove sfide è alla base di ciò che insegniamo in Academia. L’apporto di sé stessi, dei maestri e di quanto impariamo dal mondo, sono fondamentali nell’insegnamento: sono il vero motore dell’arte e della volontà di realizzarci.

 

Nel contesto globale contemporaneo la diffusione di informazioni avviene a una velocità incalzante sospinta dalla digitalizzazione. Per questo motivo il formatore deve sperimentare sempre più approcci sistemici e strumenti innovativi, anche associando differenti discipline. La formazione è sempre il luogo ideale dove generare apprendimenti in grado di produrre cambiamenti personali e professionali coerenti con le dinamiche di sviluppo dello scenario socio-economico e le esigenze competitive delle organizzazioni. Il formatore oggi è la figura che può educare all’uso consapevole della tecnologia, finalizzata al corretto sviluppo della persona. Quali sono i metodi e gli strumenti tecnologici a disposizione del formatore in grado di migliorare l’interazione tra scenario sociale e competitività economica? Quanto questi strumenti influenzano i processi di formazione?

Siamo nell’era tecnologica: stiamo parlando di rapporti digitali e futuristici che sono assolutamente attuali. Smartphone, tablet, computer… sono tecnologie che usiamo per comunicare, per migliorare ed analizzare il nostro lavoro. Ma sono importante anche i valori ancestrali, il toccare con mano e l’importanza del lavoro manuale.

 

La maggior parte delle scoperte, dalle grandi innovazioni scientifiche agli step esperienziali della crescita di ognuno di noi, avvengono attraverso il continuo imbattersi in errori e ostacoli. La possibilità di sbagliare, se circoscritta a un contesto adeguato, è il motore del miglioramento personale. Ad esempio Cristoforo Colombo, imbarcandosi con le 3 caravelle nel 1492, ha colto l’episodio di serendipità più influente nella storia moderna: mirando a raggiungere le Indie, scoprì l’America. Nella serendipità, ovvero la possibilità di imbattersi in felici scoperte per puro caso, è determinante l’influenza della specifica realtà in cui si opera. Il compito del formatore è operare attraverso la centralità della persona, legando tramite l’apprendimento il contesto dello scenario socio-economico allo sviluppo umano.Attraverso quali pratiche il formatore può trasmettere alla persona i mezzi necessari per la crescita dell’individuo nella realtà locale?

In ambito lavorativo e quotidiano ci sono situazioni che portano a nuove scoperte. Noi ne traiamo vantaggio, facciamo innovazione partendo dalle domande che poste in istituto. Domande che forse non ci siamo mai posti e che possono portare ad una crescita.


 

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