XXVII Convegno Nazionale

  • Hotel Michelangelo - Piazza Luigi di Savoia, 6 - Milano

XXVII CONVEGNO NAZIONALE

LIBERARE LA FORMAZIONE

per generare possibilità

Milano, 13 – 14 novembre

 

Sul sito Liberare la Formazione si sta riflettendo assieme sui temi del Convegno
Partecipa anche tu!

 

RIFLESSIONI INTRODUTTIVE
Siamo pressati da un’esigenza crescente di formazione nuova, libera dai vincoli indotti dalla metodologia di moda e dall’inetto uso delle tecnologiche. Liberata anche dalle spire della fretta di cambiamento e di trasformazione necessaria, che generano l’angoscia della professionalizzazione, a prescindere dal senso e dal contesto in cui si realizza la persona.
Discutere di liberazione, di diritto alla destabilizzazione e di capacità creativa rappresenta forse il primo passo per progettare una formazione in grado di aprire al futuro, di aiutare la persona a porsi di fronte alla storia con la libertà di rifiutare, di re-inventare e ricostruire il mondo in cui vive, sapendo che non è l’unico mondo possibile.

Una formazione liberata può far comprendere meglio che la società è il luogo dove si esercita il diritto di esserci, rappresentarsi ed esprimersi. Che la società è un prodotto della creazione umana. Non è espressione di un fondamentale ordine naturale, ma un concepimento dell’uomo per l’uomo, modificabile a proprio piacimento.

La formazione inefficace, sterile, maltrattata e malvista deve liberarsi dalla paura di mostrare i suoi limiti, le sue responsabilità di fronte al mancato cambiamento delle persone, delle organizzazioni e del mondo. Deve definire il perimetro della sua azione, l’ambito di applicazione in cui può apportare significativi contributi alla creazione del futuro.

Una formazione liberata sarà capace di far comprendere che il contesto formativo non può da solo azzerare le routine formate della quotidianità. Può solo svolgere il fondamentale compito di aiutare la persona a identificare e agire, all’interno delle leggi generali che governano ogni modello, i propri spazi di azione, realizzazione e libertà.

Per liberare la formazione dobbiamo, infine, sviluppare una forte consapevolezza di ruolo. L’autorevolezza di chi dimostra che a volte la risoluzione dei problemi richiede la messa in dubbio dell’ossatura indiscussa dell’equilibrio d’interessi dati. Operando sotto l’influenza dello spirito incantatore dalla falsa necessità si perde di vista il potere rivoluzionario di un apprendimento basato sulle infinite possibilità.

L’aggravarsi, nei nostri tempi, dei motivi d’insoddisfazione, di paralisi e di conflitto può aiutare la formazione di nuovi ambienti di apprendimento in cui l’esigenza di certezza del lavoro possa essere sostituita con l’accrescimento delle potenzialità del cittadino, allargando il senso collettivo del possibile a supporto di una visione del cambiamento e dei modi di associarsi tra persone.

Solo una formazione liberata può trasformare l’indefinito, questo comune denominatore dei nostri tempi, da segno di una confusione paralizzante a potente voce dell’opportunità di trasformazione della vita sociale.

Antonello Calvaruso
Presidente Nazionale AIF

 

IL PROGETTO
Liberare la formazione: non più forme ridotte a formule, non più scaffali contenenti oggetti già stabiliti, ma invece il plastico formarsi -‘prendere forma’- della ‘materia della conoscenza’. Immersi in contesti multiculturali, multietnici; spinti dal procedere della scienza, dalla continua innovazione tecnologica, dal mutamento degli scenari politici, dalle evoluzioni del mercato, dobbiamo reinventare quotidianamente i modi tramite i quali costruiamo e condividiamo conoscenze. Dobbiamo costantemente liberare la formazione dalle forme che essa ha assunto, per cercare forme adatte a nuove esigenze, adeguate a nuovi contesti.
Dobbiamo sceglierci i maestri e apprendere ad apprendere da soli.
La formazione aziendale e la formazione in aula sono nobilissime modalità attraverso le quali si manifesta l’apprendimento. La nostra Associazione è nata quaranta anni fa come luogo di riflessione attorno alle esperienze maturate da formatori d’aula impegnati in interventi in azienda. Ma oggi, ormai ben dentro ormai il nuovo secolo, dobbiamo guardare oltre. Essere l’associazione che raccoglie i formatori non impedisce di essere anche, o sopratutto, l’associazione che si occupa di apprendimento. Guardando all’apprendimento come processo che vede ogni essere umano teso ad acquisire conoscenze. Liberare la formazione: liberarci da forme che condizionano fino talvolta a svilirlo, il nostro apprendere.
Apprendere: (g)hed, radice indeuropea, sta per ‘prendere’, con un’ampia gamma di sfumature che oggi ci sfuggono. Pensiamo a piante rampicanti, ed in particolare ad una: l’edera. L’edera è ‘quella che prende’. Si solleva senza cedimenti; cresce senza posa, si rigenera costantemente. In latino, per limitare e affermare il vasto senso del prendere, si aggiunge il prefisso pre. Un prefisso che ci parla di ‘in avanti’, ‘attraverso’: pensiamo alla prua di una nave. Ecco così prehendere. Possiamo aggiungere quindi una immagine: la preda. Preda è ciò che si cerca di prendere: ci si appropria di una cosa, di un bene, di una risorsa. Ma preda è anche ciò da cui si è presi: siamo preda, vittima di un desiderio, di un sogno.
Ma non basta: in latino si antepone a prehendere un altro prefisso: ad. Ad sta per avvicinamento, tendenza verso un fine, passaggio di stato. Giungiamo così a adprehendere: ‘carpire’, ‘abbracciare una fede’, ‘impadronirsi’, ‘raggiungere’.
L’apprendimento è il complesso stratificarsi di questi sensi: l’edera, la prua, la preda, l’afferrare e il raggiungere. Al mero prendere possesso si aggiungono, a rafforzarlo e a precisarne la direzione e lo scopo, i due prefissi: l’andare in avanti, il tendere verso un fine.
Liberare la formazione significa dunque porre al centro dell’attenzione il nostro e l’altrui apprendere.
Apprendere è ‘afferrare con la mente’, ‘imparare’, ‘venire a conoscere’, Prendere, afferrare, toccare, valutare, giudicare , far proprio, ricevere, accogliere. Ma è anche insegnare, ammaestrare: “E quante cose/ la bella Elvira m’apprese! le lettere/ dell’alfabeto, un po’ d’astronomia/ perfino” scrive il poeta Umberto Saba.
Dante chiede a Virgilio: “‘Quei sono spirti, maestro, ch’i’ odo?’, diss’io. Ed elli a me: ‘Tu vero apprendi’” (Purgatorio, 16, 22-23). Dante sta apprendendo: ha formulato – ha formato, ha dato forma a una ipotesi. Il maestro risponde all’allievo: hai colto, hai afferrato il vero. Il maestro -potremmo dire il formatore- fornisce conferme e sconferme, ma l’allievo è un uomo che percorre la propria strada, il proprio cammino di libertà.
Istante dopo istante, lungo il nostro cammino di libertà, ci afferriamo a qualcuno che possa sostenerci e afferriamo qualcosa, qualche nuova conoscenza.
Perciò questo Convegno si rivolge sì a tutti coloro che si occupano professionalmente di formazione e di apprendimento. Ma si rivolge anche -o forse innanzitutto- a ogni cittadino che, responsabilmente, si occupa della propria formazione. La formazione è un bene comune che può e deve essere condiviso.
Francesco Varanini
Responsabile Scientifico Convegno

 

PROGRAMMA
Venerdì 13 novembre

Ore 9.00 – REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

Ore 9.30 – INTRODUZIONE AL TEMA DEL XXVII CONVEGNO NAZIONALE
Antonello Calvaruso
– Presidente Nazionale AIF
Francesco Varanini – Responsabile Scientifico del Convegno

Ore 10.10 – PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELLA FORMAZIONE
Narrare la storia della formazione in Italia e dell’evoluzione della figura del formatore aziendale è un po’ come narrare la storia dell’AIF: dalle ragioni della sua fondazione al modo con il quale per 40 anni è stata il punto di riferimento della formazione in Italia. La narrazione è l’occasione per interpretare il presente e tracciare un sentiero verso il futuro alla luce della storia vissuta.

IL VISIBILE DELL’INVISIBILE
Giuseppe Varchetta
– Psicosocioanalista, Formatore manageriale
La storia della formazione in Italia ci porta a guardare come la formazione si rivolge a soggetti diversi: soggetti organizzativi, soggetti politici, soggetti umani.

COMPRENDERE I CONTESTI SOCIALI E POLITICI
Mario Unnia
– Politologo, Esperto di relazioni industriali, Formatore
Nella cultura del formatore, e nel suo ruolo di progettista di formazione, è rilevante la conoscenza del contesto, e in particolare della stratificazione sociale. In politologia la stratificazione sociale di un determinato contesto è costruita tenendo conto dello span of control (risorse che una persona gestisce nel suo ruolo).

ARCIPELAGO FORMAZIONE
Domenico Lipari
– Sociologo, Studioso di processi formativi
Ripercorrendo la storia dell’agire pratico, e dell’identità dei formatori italiani, possiamo cogliere le tracce dell’evoluzione del ruolo e l’emergere di una ‘nuova formazione’.

SOGGETTUALITÀ NELL’APPRENDIMENTO
Piero Trupia
– Filosofo, Formatore
Il processo di apprendimento osservato dal punto di vista del soggetto, mosso da un proprio progetto a da una personale assunzione di responsabilità in merito al proprio futuro.

Ore 11.15 – Intervallo

Ore 11.30 – COME LA FORMAZIONE PUO’ CAMBIARE IL MONDO
Tiziana Bernardi
– Manager
Una importante manager, dopo varie esperienze in altri settori, è stata Head of Learning Center HR Management presso un grande Istituto di Credito italiano. Con il 30 ottobre ha lasciato questa posizione.
L’esperienza di manager e di responsabile della formazione è messa ora a disposizione di un progetto sociale di formazione per il cambiamento. Il progetto ha sede in Africa ed ha come centro un monastero benedettino.

Ore 11.50 – INTERAZIONE CON I PARTECIPANTI

Ore 12.30 – NARRARE LA PROPRIA STORIA. COME LA FORMAZIONE CAMBIA LA VITA

Anna Deambrosis – Direttore Welfare di Reale Mutua Assicurazioni, Amministratore Delegato Blue Assistance
Crescere fino a assumere ruoli manageriali. Si passa così dall’essere fruitori di un’offerta formativa al progettare la crescita collettiva dei propri collaboratori.

Bice Dellarciprete – Project Manager
Stefania Venturi – Consulente
Raccontare un percorso formativo. Qualcosa che inizia come liberazione della mente, avvicinamento alla cultura umanistica e conduce poi a ripensare se stessi non più come ‘lettori’ ma come ‘autori’ della propria vita.

Ore 13.15 – IL VINO COME ASSET INTANGIBILE E L’ASSET INTANGIBILE COME VINO
Sandro Sangiorgi
– Scrittore e curatore del progetto editoriale e didattico “Porthos”

Ore 13.30 – Pausa pranzo

Ore 14.30 – NARRARE LA PROPRIA STORIA DI MANAGER DELLA FORMAZIONE
Elvira Goglia
– Responsabile Formazione INAIL
Vincenzo Caridi – Responsabile Formazione INPS
Giusi Miccoli – Amministratore Delegato ASAP
Tre manager si prestano a una discussione finalizzata a provocare il racconto della propria storia di vita come storia di formazione personale e come questo percorso incide sulle scelte che quotidianamente si fanno in qualità di manager della formazione: committenti di formazione e autori di politiche formative e di sviluppo delle persone.

INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA FORMATIVA IN AZIENDA
Maurizio Castagna
– Presidente MIDA
Michela Santi – Talents and Organization Effectivenesss Southern Europe at Mondelez International

Ore 15.20 – FORMAZIONE ALLA LIBERTÀ: ETICA, VOCAZIONE E SCELTE DI VITA
Giacomo Prati
– Formatore
Emanuela Trevisi – Formatrice, Fondazione ASPHI Onlus
Durante l’intervista verrà analizzato il mondo in cui i processi formativi possono supportare i disabili e le aziende ad agire in una logica di inclusione. Si vedrà come le tecnologie e gli strumenti informatici possano favorire processi di democratizzazione ed emancipazione. Quando la formazione è inclusiva, infatti, è progettata per tutti. Si ragionerà in una logica di formazione partecipativa che ci permetta di sviluppare una formazione democratica per una società più democratica.
Emanuele Kettlitz – Formatore

Ore 16.00 – SCENARIO GLOBALE, NUOVI TREND, POLITICHE ISTITUZIONALI: IL CASO ITALIA
Alberto F. De Toni
– Rettore Università di Udine, consulente e formatore
In un contesto globale, siamo chiamati ad agire valorizzando le nostre differenze. Ciò che possono e debbono fare la scuola, l’università, la formazione aziendale. Ciò che può e deve fare ogni cittadino.

Ore 16.20 – Intervallo

Ore 16.35 – LAVORO DI GRUPPO SULLA “LIBERAZIONE DELLA FORMAZIONE”
Ogni gruppo si autorganizza, può ridefinire il tema proposto e scindersi in più gruppi o fondersi con altri gruppi. Ciascun gruppo dovrà riflettere in modo critico sul tema del convegno e sulle opinioni esposte dai relatori, focalizzando l’attenzione su un ambito specifico, proponendo nuove domande o possibili soluzioni. Ogni gruppo può, volendo, continuare i propri lavori dopo cena.
Si propongono questi gruppi:
– Liberare la formazione nelle organizzazioni aziendali
– Liberare la formazione per una cittadinanza attiva
– Liberare la formazione percorsi di crescita personale e autoformazione
– Liberare la formazione tramite tecnologie

Ore 20.30 – Cena sociale presso l’Osteria del Treno

Dopocena
Liberare la formazione: Suggestioni cinematografiche
Sergio Di Giorgi e Dario D’Incerti, del gruppo di lavoro ForFilmFest-Festival del cinema per la formazione

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Sabato 14 novembre

Ore 9.00 – PRESENTAZIONE DEL LAVORO DEI GRUPPI
Suggerimenti, istanze, idee e dubbi sugli argomenti elaborati nel pomeriggio precedente. Il tempo sarà equamente ripartito tra tutti i gruppi. La modalità espositiva è libera.

Ore 10.30 – Intervallo

Ore 10.45 – UNO SGUARDO OLTRE I CONSUETI CONFINI
A partire dal lavoro svolto dai gruppi di lavoro è possibile immaginare una formazione che, oltre a quella orientata alla specializzazione e alla professionalizzazione, possa accompagnare la persona per tutta la vita?
La scuola e l’università, così come la formazione aziendale, spesso orientata alla sola riqualificazione professionale, sono articolazioni di una formazione intesa come diritto di cittadinanza. Il diritto all’istruzione è un punto di partenza, non più di arrivo. Ci sono esempi di politiche formative sviluppate in vari paesi e contesti culturali che conducono verso una formazione ‘senza confini’. Un ripensamento della figura del formatore va di pari passo all’assunzione di responsabilità da parte di ognuno in merito alla propria ‘formazione permanente’.

Gianluca Bocchi – Filosofo della scienza, Università di Bergamo
Davide Della Bella – Direttore di ECOLE, Enti COnfindustriali Lombardi per l’Education
Giovanna Garuti – Formatrice, ISMO
Fernando Giancotti – Generale, Aeronautica
Enrico Parsi – Direttore Scuola Coop
Arduino Salatin – Preside dell’Istituto Universitario IUSVE, Venezia

Ore 12.30 – INTERAZIONE CON I PARTECIPANTI

Ore 13.00 – ELEMENTI PER IL MANIFESTO DELLA FORMAZIONE LIBERATA
Antonello Calvaruso
– Presidente Nazionale AIF

Ore 13.30 – Saluti

 

La partecipazione al Convegno Nazionale rilascia n. 4 crediti validi per l’aggiornamento professionale,
richiesto per il mantenimento dell’iscrizione nel Registro dei Formatori Professionisti AIF.

 
 

SOCIO NON SOCIO*
ORDINARIO
220€
ORDINARIO
310€
JUNIOR (meno di 30 anni)
70€
JUNIOR (meno di 30 anni)
130€
STUDENTE (meno di 25 anni)
50€
STUDENTE (meno di 25 anni)
80€

 
* La quota riservata al “non Socio” include l’adesione ad AIF per il 2016. Per non Socio si intende chi non è mai stato iscritto ad AIF o chi non si iscrive dal 2013

 

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