Valentina Murgia

Categories: AIF,Interviste

  


VALENTINA MURGIA


Consulente del Lavoro iscritta presso l’Ordine della Provincia di Cagliari dal 2015. Già dai tempi del praticantato ho iniziato ad appassionarmi anche al tema della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, coniugando le due materie ed approfondendo le mie conoscenze. Questo mi ha portato oggi a seguire le aziende sia dal lato consulenza del lavoro (paghe, adempimenti vari etc) sia dal lato sicurezza sul lavoro avendo anche la qualifica di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e di Formatrice Sicurezza.

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Il sentiero è la strada che ognuno di noi percorre durante la propria vita lavorativa. Il sentiero è spesso difficoltoso con una strada da percorrere tortuosa e piena di insidie dovute all’età, alla poca esperienza, agli eventi che si verificano ogni giorno. Ad oggi il “sentiero lavorativo” di molte persone è bloccato per via dell’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo; occorre quindi sfruttare questo momento per accrescere le proprie conoscenze e sviluppare le proprie competenze in modo da poter riprendere presto un “sentiero” migliore.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Consapevolezza è un concetto mutevole con l’età e con le competenze del settore che ogni persona acquisisce. Più siamo consapevoli e più sappiamo superare i nostri limiti ed arricchire le conoscenze dei nostri interlocutori, oltre che le nostre. E’ necessario essere umili ed empatici.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Il lavoro di gruppo, il confronto continuo, la condivisione delle conoscenze e delle proprie idee sono elementi essenziali di qualsiasi attività. L’essere umano non è fatto per vivere da solo ma per far parte di un gruppo. Condividere non significa essere deboli ma accrescere il proprio sapere e il proprio essere per il bene di tutti.


 

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