Antarctic Mindset ® per la Dirigenza Pubblica (soprattutto Locale)

Introduzione

Si è da poco conclusa la nuova edizione della Masterclass Formez su “Leadership e Performance: il Valore della PA tra sapere e fare”[1]. Un percorso formativo rivolto a dirigenti e funzionari della Pubblica Amministrazione con lo scopo di consolidare contenuti, finalità e obiettivi strategici della Direttiva del ministro Zangrillo 28/11/2023 “Nuove indicazioni in materia di misurazione e di valutazione della performance individuale”, al quale hanno aderito oltre mille partecipanti provenienti da tutta Italia e da diverse Pubbliche Amministrazioni (locali, regionali, statali).

La Masterclass è stata strutturata in quattro moduli interattivi della durata di tre ore ciascuno, fruibili in diretta online. Ogni sessione è stata guidata da docenti/formatori di alto profilo e arricchita da testimonianze di esperti e protagonisti del mondo della PA e non solo, per offrire strumenti, casi pratici ed esperienze reali. Particolarmente interessante la struttura di ciascun modulo, scandita da una scaletta vivace, coinvolgente e innovativa, con la possibilità per i partecipanti di interagire con i conduttori, in chat (un buon esempio per i nostri webinar):

  • Introduzione del docente/formatore[2];
  • Clip sul tema del modulo. leggera e divertente ma estremamente centrata, di Antonio Ornano[3];
  • Testimonianza esperienziale[4];
  • Approfondimento del tema del modulo da parte del docente/formatore;
  • Gamification: test di verifica dell’apprendimento con 3 domande a risposta chiusa. Gratificazione per i primi 3 classificati (risposte esatte/velocità), con proclamazione pubblica (nome e PA di appartenenza);
  • Word Cloud: test di verifica del gradimento con la scelta di uno tra gli aggettivi proposti e la composizione della “nuvola di parole” di diversa dimensione, a seconda del grado di apprezzamento;
  • Feed back: uno spazio vuoto da riempire con un breve commento, sul risultato dell’esperienza formativa.

Al termine dell’intero percorso è stato somministrato un test di apprendimento strutturato.

Tra le diverse esperienze, ci ha particolarmente colpiti la testimonianza di Chiara Martinelli[5] che presenteremo brevemente in queste pagine.

Antartic Mindset®: un metodo “polare” per prosperare nell’incertezza del mondo contemporaneo

Come ci ha raccontato in diretta Chiara Martinelli, “l’Antartic Mindset è un meta-strumento, utile in un’infinità di situazioni per risvegliarsi sulle proprie competenze, capirle e comprenderle meglio. Una logica non cumulativa ma integrativa sui saperi, che insegna a non restare inermi e passivi, ma allo stesso tempo a convivere con l’incertezza. È un’applicazione pratica che fonde gli studi delle scienze della complessità, così come sistematizzate da Edgar Morin, e le esperienze polari, e mira ad aiutare gli individui e le organizzazioni a creare team più resilienti e più efficaci. È un percorso di accompagnamento che ci aiuta ad affrontare l’incertezza, percependo l’urgenza del cambiamento come alleata.  È un altro modo di pensare i cambiamenti: non cerca di controllare l’ignoto, lo esplora. L’Antarctic Mindset® ci insegna a non sprecare energia nel conflitto, ma a trasformare ogni sfida in un’occasione di crescita individuale e collettiva. Ci aiuta a rimanere lucidi anche durante le tempeste e a co-creare insieme alla situazione che stiamo vivendo, non contro di essa.”.

Radicato nelle scienze della complessità e forgiato dalle esperienze in contesti estremi, l’Antarctic Mindset®, sviluppato insieme a Gianluca Bocchi, filosofo della scienza, non è solo teoria: è una proposta pratica per affrontare il presente e prepararsi al futuro. Un nuovo strumento da aggiungere alla cassetta degli attrezzi di tutti coloro che si occupano di persone, servizi, obiettivi, risorse; che aiuta a sviluppare self-leadership per diventare capaci di accogliere l’incerto e tutto quello che scatena dentro di noi, prima di metterci alla guida di altri; che sostiene lo sviluppo di una mentalità strategica per essere capaci di decision-making nell’incertezza, così da scegliere la direzione anche senza avere tutte le informazioni a disposizione; che supporta lo sviluppo di relazioni vive, gravide di fiducia, per  integrare i diversi punti di vista e creare innovazione.

Questi i cinque pilastri sui quali si fonda questo interessante approccio manageriale-filosofico “per prosperare nell’incertezza”.

  • KNOW YOUR MIND (Conosci la tua mente):

Impariamo a prendere più coscienza delle dinamiche che ci abitano. Guidare in ambienti incerti richiede flessibilità, adattabilità e visione sistemica. Occorre sviluppare la capacità di prendere decisioni efficaci e guidare il gruppo anche in condizioni di rischio, incompletezza delle informazioni e ambiguità, proprio come accade nelle spedizioni polari.

  • CONNECT TO THE MIND OF THE PEOPLE INVOLVED (Connettiti alla mente delle persone coinvolte):

Impariamo a vedere gli altri come mistero, a connetterci agli altri per integrare i punti di vista, ad essere insieme agli altri per trovare una visione inedita del futuro e compiere un’azione, insieme, in quella direzione. Nel cuore dell’Antartide, la collaborazione è la chiave per la sopravvivenza. Questo approccio aiuta team e organizzazioni a lavorare con efficacia anche in gruppi ad elevata diversità e in condizioni di forte pressione, sviluppando fiducia, responsabilità condivisa e dinamiche di squadra resilienti.

  • LEARN FROM THE ECOSYSTEM WE ARE PART OF (Impara dall’ecosistema di cui facciamo parte)

Impariamo dall’ambiente di cui facciamo parte, ad essere esploratori, invece che eroi o vittime delle circostanze: entrambi questi atteggiamenti (l’eroe e la vittima), sono perdenti in un ambiente complesso, perché sono statici. Assumiamo l’atteggiamento dell’esploratore, per cui l’ambiente che ci circonda non è né da superare né da subire, ma un luogo con cui entrare in una relazione di dialogo, con l’obiettivo di co-creare il nostro futuro. Gestire una missione in un ambiente estremo implica la capacità di incarnare il paradosso dell’essere preparati per poter improvvisare con efficacia. Antarctic Mindset® sviluppa le capacità strategiche e il pensare complesso per poter agire con efficacia nelle situazioni in continua evoluzione.

  • BET ON (Scommetti)

Scommettiamo su noi stessi e sulla nostra capacità di far fronte alle situazioni, sui talenti che abbiamo dentro ma che ancora non si sono manifestati: questo pilastro ci parla della fiducia e della capacità di attesa. La fiducia sulle nostre risorse interne e la fiducia di lasciare loro il tempo di manifestarsi. “Il mondo contemporaneo sta diventando sempre più simile all’Antartide: un ambiente vasto, rischioso e imprevedibile che ci sottopone continuamente all’incontro con l’imprevisto”. Nel mondo di oggi, l’incertezza è la regola, non l’eccezione. Affrontarla non significa eliminarla, ma prendere consapevolezza e dotarsi di strumenti per navigare la complessità.

  • TRUST AND TRANSFORM UNEXPECTED INTO YOUR BEST MOVE (Fidati e trasforma l’inatteso nella tua migliore mossa)

Impariamo a sviluppare una mentalità strategica, non fondata sul piano di azione ma sulla visione di futuro. Questo pilastro ci invita ad aver consapevolezza nel fatto che tutte le situazioni cambiano. Questo ci darà la forza di mantenere la lucidità nelle situazioni critiche. Su questa base si può imparare a trasformare l’imprevisto nel nostro miglior alleato, l’opportunità che aspettavamo per realizzare la nostra impresa. Il mondo di oggi è un territorio estremo: interconnesso, instabile, sorprendente. L’Antartide ne è la metafora perfetta. Un luogo dove imparare a muoversi nell’incertezza, a prendere decisioni coraggiose e ad agire con lucidità e rapidità, anche quando tutto è imprevedibile, anche quando tutto intorno a noi continua a cambiare. Come in Antartide, anche oggi i talenti indispensabili sono il saper accogliere l’incertezza come opportunità di espansione e il saper creare connessioni efficaci per affrontare, insieme agli altri, la sfida della complessità.

La mentalità Antartica per la leadership (anche pubblica) del futuro

Ora ci chiederemo: cosa c’entra tutto questo con la Pubblica amministrazione e con la sua dirigenza? Chiara, mentre raccontava la sua straordinaria esperienza ed il metodo messo a punto per affrontare emergenze e complessità, ci sfidava a rapportarla al nostro ambiente di lavoro e al nostro ruolo di dirigenti della Pubblica amministrazione, in uno scenario sempre più complesso nel quale siamo chiamati ad affrontare emergenze e situazioni non sempre risolvibili con i comuni strumenti, spesso costretti a trovare le migliori e legittime soluzioni con risorse (economiche, umane, strutturali, normative) non sempre adeguate.

Pensiamo, in particolare, alle pubbliche amministrazioni locali, quelle più prossime alla cittadinanza, e ai loro sindaci-leader, eletti direttamente dal popolo, con ampi poteri di nomina dei collaboratori politici e burocratici (dagli assessori al segretario comunale, dagli esperti ai consulenti), spesso identificati come una sorta di taumaturghi, dai quali si pretende la risoluzione di qualsiasi problema.

Pensiamo alle amplissime competenze amministrative che la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha affidato ai comuni, alle province, alle città metropolitane. Luoghi di lavoro nei quali arriviamo tutte le mattine indossando metaforicamente il giubbotto antiproiettile e l’elmetto, armati di penne che a volte non scrivono e di strumenti informatici che non sempre sappiamo utilizzare, mentre il cittadino arrabbiato bussa alla porta, il sindaco ci chiede di risolvere quell’annoso problema “con la massima urgenza”, il collega della ragioneria continua a dirci che non ci sono soldi, il maresciallo dei carabinieri ci chiede di ricoverare con urgenza un minore straniero non accompagnato “anche solo per una notte, in attesa del provvedimento”, il consigliere comunale arriva con la lista di buche da riparare e lampadine fulminate da sostituire, IMMEDIATAMENTE! lo psicopatico (o il tossicodipendente o il disoccupato disperato) minaccia di buttare all’aria la nostra scrivania, se non addirittura di darsi fuoco, o di aggredirci con tanto di coltello, se qualcuno non lo aiuta subito SUBITO SUBITOOOOO!!! Nel frattempo, una frana fa crollare un pezzo di paese, un ciclone investe il Lungomare, una allerta meteo ci costringere a chiudere d’urgenza le scuole.

La nostra è una società con esigenze sempre più variegate ed impellenti, risorse sempre più scarse, cittadini sempre più – giustamente – pretenziosi, pubblici dipendenti sempre meno qualificati: la formazione pubblica è rimasta la Cenerentola del sistema per oltre vent’anni.

È vero, non siamo in Antartide, a meno cinquanta gradi, dove si vede solo bianco, se non c’è vento non si sente alcun rumore, non si avvertono gli odori e dobbiamo raggiungere obiettivi sfidanti con team di alti professionisti stranieri che vanno governati con mano ferma ma anche con estremo rispetto. Eppure, il mondo contemporaneo assomiglia sempre più all’Antartide: complesso, imprevedibile, pieno di sfide inattese. Le vecchie mappe non funzionano più. I manuali di istruzioni sono obsoleti prima di essere stampati, le norme e la giurisprudenza cambiano sotto i nostri piedi.

Come ci insegna Chiara Martinelli “in Antartide si comprende velocemente che non c’è una formula magica, una competenza, un metodo che ci permetterà di affrontare l’imprevedibile. Eppure, c’è qualcosa che possiamo fare: possiamo trasformare noi stessi, possiamo cambiare il nostro mindset. Evidentemente non ci sono formule magiche per prepararsi ad affrontare l’inaspettato, ma sviluppando la consapevolezza individuale, l’azione collettiva può diventare effettivamente più efficace e generare valore sul lungo periodo. Come in Antartide, non possiamo sapere quali sfide ci attendono. Ma possiamo prepararci ad affrontarle. Insieme.”

E continuare ad apprendere. La colonna sonora della Masterclass è stata la nuova direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione Zangrillo 16/01/2025 “Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione. Principi, obiettivi e strumenti”, un documento strategico che si collega agli atti di indirizzo precedenti, dedicati al rafforzamento delle competenze e alla misurazione della performance, e ribadisce l’importanza della formazione come “leva essenziale per la crescita dei dipendenti pubblici e il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini”, con la reintroduzione di percorsi formativi per tutti i dipendenti di almeno 40h annue.

Sono trascorsi ben 24 anni dalla direttiva del ministro Frattini su “La Formazione e la valorizzazione   del personale delle pubbliche amministrazioni” del 13/12/2001 che introduceva nella PA gli uffici formazione e ne impostava le attività non già attraverso singole esperienze formative, ma veri e propri piani formativi con tanto di analisi dei fabbisogni, individuazione dei percorsi, verifica dell’apprendimento e dell’impatto sulla qualità dei servizi.

In tutti questi anni AIF ha continuato a fare la sua parte, con il gruppo di lavoro dedicato alla PA, il Premio “Filippo Basile”[6], giunto alla sua XXIV edizione, il Convegno annuale, le “Vetrine delle eccellenze”, il rafforzamento delle conoscenze e delle competenze di una rete di professionisti accomunati dall’orgoglio di servire la Pubblica amministrazione italiana.

 

Bibliografia e sitografia di interesse

https://www.chiaramontanari.net/antarctic-mindset/

https://www.chiaramontanari.com/

Chiara Montanari, Antartic Mindset: di cosa si tratta? Intervista su:

https://www.scuoladirobotica.it/cose-la-mentalita-antartica-intervista-alling-chiara-montanari-esploratrice-scientifica/

Chiara Montanari, Cronache dai ghiacci. 90 giorni in Antartide, Milano, Mondadori, 2015

Chiara Montanari, Che cosa significa fare ricerca in Antartide #Maestri RAI Scuola video su:

https://www.raiscuola.rai.it/scienze/articoli/2021/04/Chiara-Montanari-a-Maestri-d9f41256-7707-403a-ac5c-f1959c4c59d2.html

Chiara Montanari, In Antartide, a meno 50°, ho imparato a farmi amica l’incertezza su:

https://www.vita.it/in-antartide-a-meno-50-ho-imparato-a-farmi-amica-lincertezza/

Chiara Montanari, Come affrontare la complessità con la “mentalità antartica”, video su:

https://www.youtube.com/watch?v=6zgvCI9YVF4

Gianluca Bocchi, La sfida della complessità (con Mauro Ceruti), Milano, Feltrinelli, 1985, (nuova edizione con nuova introduzione, Milano, Bruno Mondadori, 2007)

Gianluca Bocchi, La formazione come costruzione di nuovi mondi, Roma, Formez-Censis, 1993.

Gianluca Bocchi, Le vie della formazione. Creatività, innovazione, complessità (con Francesco Varanini), Milano, Guerini, 2013

Enrico Cerni, Atlante della complessità. Leggere le parole per navigare il presente, Il Sole 24 Ore, 2025

[1] https://www.formez.it/notizie/d/2026/02/17/al-via-le-nuove-edizioni-delle-masterclass-live-formez-su-leadership-e-valutazione-della-performance

 

[2] Questi i docenti/formatori dei vari moduli: 1. Nicola Donti (docente di Filosofia del Linguaggio e della Scienza presso l’Università degli Studi di Perugia), 2. Fabio Forzini (Psicologo del Lavoro), 3. Livia Cocconcelli (professionista HR senior), 4. Stefano Santori (Senior trainer, pioniere nel Mindset Coaching® e Mindset BioHacking®).

 

[3] Info tratte da Google: nato a La Spezia, si trasferisce a Genova dove frequenta il liceo classico e si laurea in Giurisprudenza, coltivando la passione per il teatro. Muove i primi passi nel teatro di ricerca e successivamente nel laboratorio Zelig di Genova.

 

[4] Le testimonianze esperienziali sono state rese da: 1. Chiara Montanari (ingegnera italiana), 2. Giuseppe Conte (Direttore centrale Risorse Umane INPS), 3. Diego Giachetti (Dirigente RFI SpA), 4. Ferdinando De Giorgi (head coach della Nazionale di Volley).

[5] Prima donna italiana ad aver guidato una spedizione internazionale in Antartide.

[6] https://associazioneitalianaformatori.it/attivita/premio-filippo-basile/

 

Antonella Marascia

Segretario comunale in pensione, educatrice, formatrice, scrittrice, viaggiatrice, componente del direttivo della Delegazione AIF SiciliaCalabriaSardegna.

E-mail: antonellamarascia@gmail.com

 

 

 

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