I Convegni Nazionali dell’Associazione Italiana Formatori rappresentano l’evento di punta per i professionisti della formazione, un’occasione imperdibile per condividere conoscenze, esperienze e visioni sul futuro del nostro settore.
Ogni anno, i Convegni Nazionali AIF si distinguono come un momento di confronto e ispirazione, riunendo esperti, aziende, enti pubblici e privati, per tracciare insieme le linee guida di una formazione innovativa e orientata al cambiamento.
Con il supporto di keynote speaker di rilievo nazionale e internazionale, tavole rotonde, workshop pratici e case history di successo, i partecipanti sono guidati in un viaggio attraverso i trend emergenti, le nuove tecnologie e le metodologie più efficaci per potenziare il capitale umano e promuovere una cultura della formazione continua.
Perché partecipare?:
Unisciti alla comunità di AIF e partecipa al prossimo Convegno Nazionale: insieme, possiamo definire il futuro della formazione in Italia.
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La partecipazione al Convegno Nazionale rilascia n. 24 crediti validi per l’aggiornamento annuale professionale,
richiesto per il mantenimento dell’iscrizione nel Registro dei Formatori Professionisti AIF e nel Registro Comunità Education.
In questo momento di forte mutamento sociale, tecnologico e produttivo la questione centrale è la debolezza di molti strumenti e metodi utilizzati per la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi. Questo impedisce, il più delle volte, di affrontare in maniera adeguata la complessità di una realtà che mette insieme scenari epidemiologici e di guerra che, uniti al cambio di paradigma socio-economico in atto, generano grande incertezza. Siamo di fronte all’emergere di nuove forme di relazioni sociali, riconversioni e riorganizzazioni aziendali, sofferenza psicologica di persone ultracinquantenni estromesse dal mercato del lavoro, scarsa scolarizzazione di nutriti segmenti della popolazione, gravi disagi sociali emergenti dalla mancata integrazione delle popolazioni immigrate, digitalizzazione selvaggia e via discorrendo.
Chi si occupa, a tutti i livelli, di formazione non può non impegnarsi affinché la discussione politica, le strategie a supporto dell’occupazione e la progettazione di interventi di accompagnamento della persona siano capaci di conciliare le necessità della comunità con quelli di competitività delle aziende e di salute psicologica del singolo individuo.
Il più delle volte l’inefficacia di un intervento formativo è conseguenza della miopia di chi ritiene che basti “militarizzare” la formazione, rendendola obbligatoria, per ottemperare a qualche norma di legge o per curvare un teorico profilo di competenza, ovvero costringere la persona a partecipare a percorsi formativi di scarso valore psicologico e professionale. Troppo frequentemente si utilizza lo strumento formativo come mera area di parcheggio se non di anticamera al pensionamento mentale.
La maggior parte dei percorsi formativi trascura l’importanza che rivestono la scoperta e l’invenzione nei processi di apprendimento. Mentre la scoperta è qualcosa che esiste anche senza di noi, che comunemente consideriamo oggettività, l’invenzione è ciò che senza di noi non esiste, frutto della nostra soggettività. La relazione di base che lega l’apprendimento al mistero è proprio al passaggio dall’ignoto al noto. Mentre in passato questa relazione era indiretta, per poter resistere alla tensione del mistero occorreva effettuare questo passaggio dall’ignoto al noto, oggi questa è diretta perché apprendiamo sempre più rapidamente come fronteggiare immediatamente il mistero in ambienti virtuali caratterizzati da non luoghi (utopia) e non tempo (ucronia).
Utopia può anche consistere nel considerare le organizzazioni future non più come luoghi di produzione ma come stati d’animo, la sicurezza non come prescrizione ma come appartenenza, il clima non come obiettivo da perseguire ma come origine della struttura. Anche concetti come salute, apprendimento e comunicazioni potrebbero essere sostituiti, in un futuro non tanto lontano, con onnipotenza, onniscienza e onnipresenza. L’ucronia sta nel possibile aumento e sviluppo dell’orizzonte temporale, nel passaggio al gruppo inteso come futuro perché generatore di bellezza, ovvero speranza di un benessere futuro (bellessere), e nella sua capacità di trasformare il destino in progetto.
Per poter meglio affrontare queste sfide che il futuro prossimo ci pone innanzi riteniamo che sia necessario focalizzare l’attenzione su almeno cinque temi di approfondimento:
– Persone
– Generazioni
– Tecnologie
– Apprendimento
– Società
Capire qual è la nuova geografia del sapere, riflettere su come l’apprendimento sta cambiando, analizzare l’ibridazione tra formazione in presenza e quella virtuale, confrontarsi sui nuovi linguaggi e i nuovi bisogni, approfondire il ruolo della formazione all’interno del contesto sociale attuale così mutevole, sono alcuni dei temi su cui ci confronteremo durante le giornate del nostro convegno, attraverso momenti di riflessione collettiva anticipati da autorevoli lectio.
Per società mature, la chiave dello sviluppo – da intendersi come processo dinamico che tiene insieme crescita economica e avanzamento sociale – più che con la “produzione” ha a che fare con quella che è utile chiamare “generazione”. Cioè, con la centralità strategica dell’investimento su persone, relazioni, comunità.
In ciascuno dei tre pomeriggi del 4, 5, 6 novembre saranno proposti tre contributi di studiosi ed esperti sui temi focali della giornata, prevedendo anche modalità di interazione e dialogo con i partecipanti.
Verranno costituiti dei gruppi di lavoro che, sulla base degli stimoli proposti nei primi tre giorni dei lavori, avranno l’obiettivo di elaborare prospettive evolutive e progettuali nell’area della formazione nelle organizzazioni.
La mattina di sabato 14 novembre è prevista una sessione in cui i gruppi presenteranno il lavoro svolto e dialogheranno con un panel di relatori che, al termine, proporrà le proprie riflessioni conclusive.
15.15 LA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Mauro Magatti – Università Cattolica di Milano
Enrico Giovannini – Economista
16.45 DIALOGO CON I PARTECIPANTI
17.30 COFFEE BREAK
18.00 WORKSHOP
16.00 DIALOGO CON I PARTECIPANTI
17.30 COFFEE BREAK
18.00 WORKSHOP
16.00 DIALOGO CON I PARTECIPANTI
17.30 COFFEE BREAK
18.00 WORKSHOP
10.45 COMMENTI AI LAVORI DI GRUPPO E CONCLUSIONI
Maurizio Milan – Presidente AIF
Mauro Magatti – Università Cattolica di Milano
Fabio Cecchinato – Università Cattolica di Milano
Giuseppe Scaratti – Università Cattolica di Milano
Ermete Realacci – Presidente Fondazione Symbola
TEMA DEL CONVEGNO
Non siamo gli stessi di 10.000 anni fa! Nel corso della nostra evoluzione siamo stati assoggettati a una serie di “barbarie”, tra le quali la scrittura e il linguaggio, che hanno notevolmente contribuito alla modificazione profonda del nostro cervello e della nostra coscienza. La stessa digitalizzazione può esser vista come una super-scrittura che sta ulteriormente modificando i nostri processi mentali. Praticata con misura potrebbe rappresentare un avanzamento, utilizzata impropriamente può essere fonte di danni.
Per questo le nuove modalità di azione indotte dall’innovazione tecnologica devono essere indagate anche in termini di spessore e retroterra culturale e semantico.
Fino a pochi anni fa tutto ciò che riguardava l’apprendimento rientrava nell’ambito della filosofia, specificatamente della pedagogia. Oggi il progredire delle scoperte scientifiche nell’ambito delle neuroscienze consente di leggere l’apprendimento attraverso la conoscenza dei processi cerebrali che di volta in volta attivano o disattivano particolari aree del nostro cervello.
Il formatore quindi, in qualsiasi contesto di apprendimento agisca, sollecita nuovi collegamenti neurali e, conseguentemente, genera un mutamento fisico della struttura cerebrale dei partecipanti.
Ecco perché è giunto il momento di rileggere i processi di apprendimento uscendo dal perimetro proprio della pedagogia per approfondire gli studi sulla coscienza e sul come e perché noi siamo la nostra coscienza. Nella ridda di processi mentali che albergano nel nostro cervello alcuni, per ragioni che non sappiamo, accedono alla nostra coscienza cambiando natura.
È nostra intenzione pertanto avviare una riflessione seria sulla differenza tra noi esseri umani, dotati di coscienza, e gli altri viventi, per i quali più che ipotizzare la presenza o l’assenza della coscienza si può approfondire quelli che Darwin definiva differenze di grado, non di genere. Questo ci consentirebbe di comprendere meglio i molteplici legami che connettono, all’interno del concetto di formazione, le tecniche di addestramento a quelle dell’insegnamento fino allo sviluppo e al divenire.
Lo scopo è quello di rafforzare la nostra competenza di generatori di benessere individuale e diffuso comprendendo meglio, con l’ausilio delle neuroscienze, la relazione tra mente e cervello.
Abbiamo ipotizzato un percorso che parte dalla relazione tra persona e bellezza, ovvero dall’attivazione dei circuiti dopaminici del piacere, per poi proseguire con l’analisi della soddisfazione dei bisogni del piccolo gruppo all’interno dei costrutti socio-tecnici delle organizzazioni fino allo studio di come la consapevolezza dei pensieri lenti e pensieri veloci che caratterizzano la nostra interazione sociale possono convivere tra razionalità delle scelte economiche e possibilità di esprimersi e realizzarsi come persona. Il cervello è un organo che prende tante cantonate, per questo è indispensabile che la razionalità chieda aiuto dell’emotività.
Le neuroscienze, rendendo noti i meccanismi profondi della nostra mente e del nostro cervello, possono aiutare i formatori a migliorare i processi di apprendimento a supporto della costruzione del futuro?
POMERIGGIO
15.30 – 18.30
PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO
MARIROSA GIOIA – Presidente AIF Delegazione Basilicata
GIUSEPPE ROMANIELLO – Consigliere Nazionale AIF | Direttore Generale Unibas
SALUTI ISTITUZIONALI E MONDO DATORIALE
RAFFAELLO GIULIO DE RUGGIERI – Sindaco di Matera
FRANCESCO CUPPARO – Assessore alle Attività produttive – Lavoro – Formazione – Sport
PIERO MARRESE – Presidente Provincia di Matera
MICHELE SOMMA – Presidente CCIAA Basilicata
PASQUALE LORUSSO – Presidente Confindustria Basilicata
NICOLA FONTANAROSA – Presidente Confimi Industria Basilicata
INTRODUZIONE AI LAVORI
MAURIZIO MILAN – Presidente Nazionale AIF
DOMENICO MILITO – Professore di Didattica e Pedagogia Speciale
Processi di neuro-apprendimento e didattica esperienziale
LECTIO INTRODUTTIVE
EDOARDO BONCINELLI – Genetista e divulgatore scientifico
Sapere e conoscere
ANTONELLO CALVARUSO – Economista
I punti salienti della Neuroformazione
Interazione con i partecipanti
FERRUCCIO FIORDISPINI – Country Manager Emergenetics
La “memoria geniale”: dalle neuroscienze a valore per gli individui e le organizzazioni
9.00 – 11.00
LA PERSONA: LA COSCIENZA E L’EMPATIA
ANDREA MORO – Linguista
I confini di Babele: il cervello e l’enigma delle lingue impossibili
Le lingue umane sembrano variare indefinitamente ma un’indagine formale e sperimentale mostra che invece sono il prodotto della nostra struttura neurobiologica
CINZIA DI DIO – Scienze psicologiche e neuroscienze
Le basi neuro-anatomiche della percezione del bello
Mentre la mente conscia è influenzata da fattori esogeni come la moda, la conoscenza, il valore, la mente emozionale irrazionale ci fa vivere l’esperienza estetica consentendoci di sospirare in ammirazione
MARCELLO MASSIMINI – Neurofisiologo
Intelligenza artificiale e coscienza
L’essenza del problema del vero significato del nostro cervello è molto complessa. Come si spiegano gli stati del coma, dello stato vegetativo, dello stato di coscienza minima fino alle nostre capacità di comunicazione e interazione se non nel complesso rapporto tra flussi interni ed esterni?
11.30 – 12.30
DOMANDE DAL PUBBLICO
12.30 – 13.30
RESTITUZIONE DA PARTE DEI RELATORI
Coordina PINO VARCHETTA – Psicosocioanalista e Consulente
POMERIGGIO
14.30 – 15.30
L’ORGANIZZAZIONE E IL PICCOLO GRUPPO: L’EMPOWERMENT E I COSTRUTTI SOCIALI
RAFFAELLA RUMIATI – Neuroscienza cognitiva
Il contributo della cognizione e del carattere al successo scolastico e lavorativo: un approccio neuroscientifico
Come gli stereotipi e i pregiudizi nell’ambito delle organizzazioni contribuiscono alla realizzazione dei costrutti socio-tecnici e sociali
GIORGIO VALLORTIGARA – Neuroscienziato
Gradi di coscienza animale
Partendo dalla considerazione che le menti sono il prodotto di milioni di anni di evoluzione biologica, si intende analizzare i meccanismi della percezione, della memoria e del pensiero negli animali e nell’uomo in una prospettiva comparativa
GIANVITO MARTINO – Neuroimmunologo
Educazione, socializzazione e cultura
Come il DNA viene modificato dall’interazione del corpo con l’ambiente. Quanto ci compenetra e ci entra dentro. Cultura dominante ed educazione sono trainanti per costruire figure che garantiscano solidarietà ed equità
16.00 – 17.00
DOMANDE DAL PUBBLICO
17.00 – 18.30
RESTITUZIONE DA PARTE DEI RELATORI
Coordina DARIO FORTI – Formatore e Consulente
9.00 – 11.00
LA SOCIETÀ E IL GRANDE GRUPPO: DALL’ESTENSIONE DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO NELLO SPAZIO ALLA NEUROECONOMIA
CORRADO SINIGAGLIA – Filosofo della Scienza
Il ruolo del corpo nella costruzione dell’esperienza
Il cervello rappresenta il nostro corpo e le sue estensioni nello spazio. Così le nostre azioni si plasmano in funzione delle nostre percezioni dell’estensione del nostro corpo nello spazio. Rilevanza sociale dei temi di identità e della conoscenza. Implicazioni della teoria dei neuroni specchio sulle pratiche dell’intersoggettività
MATTEO MOTTERLINI – Filosofo Economista – Intervento videoregistrato
Economia cognitiva e neuroscienze
Le basi neuro-biologiche della razionalità umana attraverso lo studio dei correlati neurali dei processi decisionali in contesti economico-finanziari con particolare attenzione al ruolo delle emozioni, del rimpianto e dell’apprendimento sociale. È possibile generare il substrato su cui fondare politiche pubbliche più efficaci?
GIULIO GIORELLO – Filosofo della Scienza
L’uomo nella società
Come la filosofia della scienza può fornire informazioni utili alla formazione per migliorare il benessere della collettività
11.30 – 12.30
DOMANDE DAL PUBBLICO
12.30 – 13.30
RESTITUZIONE DA PARTE DEI RELATORI
Coordina GIUSEPPE ROMANIELLO – Consigliere Nazionale AIF | Direttore Generale Unibas
13.30 – 14.30
CONCLUSIONI: TAVOLA ROTONDA
EDOARDO BONCINELLI – Genetista | Presidente del Comitato Scientifico
ANTONELLO CALVARUSO – Economista | Ideatore della Neuroformazione
MAURIZIO MILAN – Manager | Presidente Nazionale AIF
SILVANO TAGLIAGAMBE – Filosofo della scienza
Le competenze trasversali sembrano essere insufficienti per affrontare la complessità della nostra epoca a meno che non si evolvano con caratteristiche staminali, analoghe a quelle delle cellule embrionali.
Le competenze staminali non sono specializzate, ma sono pluripotenti, perché contengono in sé la capacità di:
– generare velocemente idee, modelli, teorie e competenze specialistiche, manipolando grandi quantità di informazione;
– creare alleanze e reti
– leggere il mondo, per individuare quali modelli, teorie e competenze sono utili in un determinato momento e contesto.
Oggi la vera sfida per noi è rispondere alla domanda chiave:
Come queste competenze generative, relazionali ed anche di lettura possono essere apprese?
PROGRAMMA
15 NOVEMBRE
PROLOGO – QUALI COMPETENZE PER IL FUTURO?
ISTITUTO LUIGI STURZO – SALA ROSSA
15.30
SALUTI E APERTURA LAVORI
MAURIZIO MILAN – Presidente Nazionale AIF
PIERO DOMINICI – Università degli Studi di Perugia
STEFANO CERA – Presidente AIF Lazio
ANTONIA COPPOLA – Consigliera delegata alle pari opportunità Ordine dei Commercialisti di Roma
PROGETTO SCUOLE
BEATRICE LOMAGLIO – Consigliere Nazionale AIF
GRAN PRIX AIF – L’ECCELLENZA DELLA FORMAZIONE – PREMIO ADRIANO OLIVETTI
FULVIO SPERDUTO – Presidente AIF Lombardia
CINTHIA BIANCONI – Presidente Fondazione Adriano Olivetti
CONFERENZA STAMPA – PRESENTAZIONE CONVEGNO
Riservata alla stampa
CAMERA DEI DEPUTATI – SALA STAMPA
17.00
Introduce i lavori
SALVATORE SANTANGELO – Giornalista
MAURIZIO MILAN – Presidente Nazionale AIF
PIERO DOMINICI – Università degli Studi di Perugia
CLAUDIO DURIGON – Sottosegretario al Ministero del Lavoro
ANTONIO MARTINO – Camera dei Deputati
DONATO IACOVONE – Ceo EY Italia
ROBERTO SANTORI – Presidente Attività professionali e Formazione, Unindustria Lazio
SLOW TALK AIF
16 NOVEMBRE
UNIVERSITA’ EUROPEA DI ROMA
9.00
REGISTRAZIONE
10.00
INTRODUZIONE
10.15
SALUTI E APERTURA LAVORI
STEFANO CERA – Presidente AIF Lazio
MAURIZIO MILAN – Presidente Nazionale AIF
ANTONELLO CALVARUSO – Responsabile scientifico AIF Academy
P. PEDRO BARRAJON – Università Europea di Roma
10.30
COLLEGAMENTO CON
EDGAR MORIN – filosofo e sociologo
11.30
PIERO DOMINICI – Università degli Studi di Perugia
12.00
COFFEE BREAK
12.15
ERICA RIZZIATO – Ircres Cnr, IMO Italia
12.45
DERRICK DE KERCKHOVE – Politecnico di Milano
13.15
LIGHT LUNCH
14.30
ANTONINO RAFFONE – Università La Sapienza
15.30
MARCO BENTIVOGLI – Segretario generale FIM CISL
16.00
GIOVANNI PASCUZZI – Università di Trento
16.30
COFFEE BREAK
17.00
SALVATORE MARRAS – Formez PA
17.30
PUNTI DI VISTA
Moderatrice
ANNA MASERA – La Stampa
Partecipano
ANDREA VALCALDA – Enel
SERGIO SCALPELLI – Fastweb
FERRUCCIO FIORDISPINI – Emergenetics
LUCILLA TANNO – Spiea
FRANCO VACCARI – Rondine
19.30
MAURO MAGATTI – Università Cattolica del Sacro Cuore
20.00
PERFORMANCE CONCERTO
M° CLAUDIO CAPPONI – LIUTALY
E APERITIVO
WORKSHOP DI CO-DESIGN FORMATIVO
17 NOVEMBRE
UNIVERSITA’ EUROPEA DI ROMA
9.30
SALUTI E APERTURA LAVORI
STEFANO CERA – Presidente AIF Lazio
JAVIER FIZ PEREZ – Università Europea di Roma
CLAUDIA MASSA – Consigliere Nazionale AIF
VINDICE DEPLANO – Consigliere AIF Lazio
10.20
SPEECH – LE COMPETENZE DEL FUTURO
studenti di scuola superiore partecipanti all’iniziativa
“Public speaking. Una competenza chiave per l’Università e il mondo del lavoro”
10.30
TAVOLI DI LAVORO
Progettati e facilitati da MARCO SERRA e CLAUDIA MASSA con
ROSARIA APREDA | VINDICE DEPLANO | EMILIA FILOSA
BEATRICE LOMAGLIO | GIUSEPPE MARSONER | STEFANIA PICCHIONI
Istituzioni • Scuola • Imprese • Terzo settore
Sanità • Cultura • Tecnologie
11.45
COFFEE BREAK
12.00
CONCLUSIONE
PIERO DOMINICI – Università degli Studi di Perugia
ANTONELLO CALVARUSO – Responsabile scientifico AIF Academy
MAURIZIO MILAN – Presidente Nazionale AIF
*in attesa di conferma
12 – 14 ottobre 2017, Genova
Questo momento storico di profonda crisi e di grandi innovazioni offre, a noi formatori, una irripetibile occasione per mobilitare i nostri stakeholder ad armare le tre Caravelle e tentare una nuova rotta che ci conduca alla scoperta di nuovi territori in cui social network, big data, intelligenze artificiali, sensori e robot conviveranno con gli umani interagendo sia negli ambienti domestici che in quelli lavorativi e sociali.
Il ruolo fondamentale del formatore, soprattutto in questo momento di grande confusione, è proprio quello di facilitare la possibilità di attivare nelle persone quei momenti di apprendimento capaci di generare progetti di futuro “spiando i propri desideri dal buco della serratura”. La metafora del viaggio alla Scoperta dell’America rappresenta l’opportunità per fermarsi a riflettere su come rappresentarsi e agire all’interno del contesto familiare, professionale e sociale per produrre benessere personale e diffuso.
Si pensi solo all’infinità di ragionamenti che possono scaturire dalla grande evoluzione tecnologica in cui siamo immersi. Questo ci offre, come comunità professionale, l’opportunità di comprendere che la robotica, l’intelligenza artificiale, le nanotecnologie non rappresentano più quel futuro probabile descritto nei romanzi della collana Urania o nei film di fantascienza, esse si trovano già nel presente. Quindi non siamo più nella condizione di spiegare ai partecipanti dei nostri corsi ciò che avverrà, ma siamo chiamati a costruire contesti di apprendimento in grado di generare senso a ciò che quotidianamente viviamo già. Perché l’intelligenza artificiale, la convivenza con i robot, la perdita del processo di narrazione sociale è già presente, si è già incuneata nelle nostre esistenze. Si trova già qui ed è alla ricerca di qualcuno che si assuma l’onere e l’onore di riempirla di contenuti di senso.
Il problema risiede nella capacità di riuscire nella caccia al tesoro dell’identificazione e della descrizione del nuovo paradigma che spiega la nostra realtà, perché tutti noi affrontiamo le problematiche quotidiane di questo sfrenato progresso tecnologico riferendoci a un paradigma passato. Forse il progresso tecnologico ha messo in crisi il modello liberista, o forse noi, di fronte a questa crescente complessità, stiamo delegando alle tecnologie il compito di spiegarci cosa stia accadendo.
Nel far questo, pur cercando di non cadere nel tranello dell’ottimismo di facciata, occorre abbandonare la tendenza a cogliere e a sottolineare solo gli aspetti negativi e sfavorevoli della vita e della realtà per recuperare la speranza di un futuro migliore tipico del navigante che scruta l’orizzonte perché conserva in sé la certezza di vedere, prima o poi, delinearsi il profilo della sua ricerca e con emozione poter esultare: “Terra, terra!”.
Il XXIX Convegno Nazionale AIF è caratterizzato da un viaggio di tre giorni alla scoperta dell’America. Dopo 525 anni l’America da scoprire non è più un territorio tangibile, fatto di terre da conquistare, materie prime da importare e manufatti da esportare. È un territorio molto più indefinito, che non può essere scoperto solo alla fine di un itinerario, perché è presente nella definizione stessa della rotta che occorre tracciare per non raggiungerlo mai.
La scoperta dell’America dei nostri giorni non impatta sulla nostra vita nel momento in cui il progetto di viaggio diventa realtà, essa incide quotidianamente il nostro modo di comprendere una realtà imponendo la riconcettualizzazione continua della realtà, perché un turbinio continuo di cambiamenti trasforma le modalità di relazionarci, di scambiare informazioni e beni, di concepire l’interazione con gli oggetti e tra gli oggetti generando sempre nuovi bisogni di apprendimento.
A distanza di 525 anni l’America è diventata un ambiente dove realtà e virtualità si confondono, dove il presente è già futuro, dove forme innovative di produzione e nuovi servizi convivono con prodotti, relazioni e situazioni che lentamente hanno accompagnato il cammino dell’umanità.
Il Convegno offre ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con attori del mondo nuovo, di quello in trasformazione e con i decision maker lavorando su contenuti di estrema profondità e con interlocutori di altissimo livello. Keynote speech, tavole rotonde, spettacoli, interazioni tra il grande gruppo e il piccolo gruppo degli interlocutori sono finalizzati a indagare, attraverso diversi linguaggi, i meccanismi dei processi di apprendimento a supporto dello sviluppo della società, delle organizzazioni e della persona in un mondo che è già cambiato.
Le varie sessioni sono concepite come eventi caratterizzati da format aperti e inclusivi, dove le nuove tecnologie fungono da mezzo facilitatore e non da fine.
Lectio e dibattiti con attori del cambiamento consentiranno ai partecipanti di trovare dei compagni di viaggio che attraverseranno con noi la notte illune della crisi infondendo speranza di un mondo nuovo, capace di attribuire un nuovo senso alle tecnologie, alle relazioni plurali, alle forme di connessione e alle innovazioni di processo e di prodotto.
Il convegno è suddiviso in cinque sessioni. La prima aprirà al mondo delle start up e dei servizi innovativi che stanno riconfigurando sia i modelli organizzativi sia di competitività e concorrenza. La seconda, introdotta da una keynote speech di un incontrastato protagonista del cambiamento, offrirà l’opportunità di confrontarsi con i rappresentanti delle principali organizzazioni che stanno ridisegnando il nostro modo di vivere, produrre e scambiare. La terza sessione, preceduta da una keynote speech destinata a inquadrare lo scenario competitivo, riguarderà le innovazioni tecnologiche introdotte dalle principali organizzazioni nazionali e dalle politiche formative intraprese con le loro Academy. La penultima sessione, introdotta da una keynote speech istituzionale, sarà caratterizzata da interviste a vari decisori delle politiche di apprendimento dei giovani e degli adulti. L’ultima sessione è destinata alla chiusura dei lavori in funzione della politica Industria 4.0 e di un apprendimento necessario ad alimentare i meccanismi di crescita dell’umanità.
Fruire di un’esperienza formativa originale che svela aspetti nuovi del ruolo e della carriera dei formatori.
Comprendere gli aspetti nuovi del ruolo e della carriera del formatore.
Vivere tre giornate di intenso confronto con professionisti del mondo della trasformazione digitale e con prestigiosi esperti di altri settori disciplinari.
Partecipare come protagonista a un convegno nazionale sulla evoluzione della propria professione.
Fruire di un’ottima occasione per arricchire e rafforzare il proprio network professionale.
Disporre in tempo reale di contenuti scientifici utilizzabili per conferenze e lezioni.
Ore 17.15 – 18.00
NUOVI SAPERI E NUOVE COMPETENZE
Roberto Amen – Giornalista RAI
Intervista
Maurizio Milan – Presidente Nazionale AIF
Danilo Iervolino – Presidente Università Telematica Pegaso
Marco Gay – Vicepresidente Esecutivo Digital Magics
Ore 18.00 – 19.00
ALLA SCOPERTA DI MATERA 2019, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA: SFIDE, VALORI, COMUNITÀ
Giuseppe Romaniello – MAF Fondazione Matera Basilicata 2019
VENERDÌ 13 OTTOBRE
Ore 9.30 – 10.30
Saluti di Benvenuto a cura delle Autorità e di
Daniela Genesio – Presidente AIF Delegazione Liguria
Relazione inaugurale del convegno
Maurizio Milan – Presidente Nazionale AIF
Introduzione ai Lavori
Antonello Calvaruso – Direttore Scientifico del Convegno
Ore 10.30 – 11.30
LA FORMAZIONE ALLA FRONTIERA DELLA DIGITALIZZAZIONE
Francesco Sacco – Docente SDA Bocconi School of Management
Ore 11.30 – 13.00
TURN AROUND: CONVIVERE CON L’INTRUSO
Diego Ciulli – Public policy manager Google
Massimiliano Ventimiglia – Ceo H-Farm Education
Matteo Sarzana – General Manager Deliveroo Italia
Coordina Luca De Biase – Responsabile di Nòva (il Sole 24Ore)
Ore 13.00 – 13.30
AGORÀ DI DEFINIZIONE DEL SENSO
Interazione con i relatori
Ore 14.30 – 15.30
KEYNOTE SPEECH
Alberto Diaspro – Direttore Dip. Nanofisica Istituto Italiano di Tecnologia
Ore 15.30 – 17.30
CICLO ECONOMICO E SENSO DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Manuela Gallo – Responsabile Formazione Poste Italiane
Paolo Galletti – Direttore RAI Academy
Marco Coccagna – AD Eni Corporate University
Laura Grasso – Responsabile Formazione Vodafone Italia
Coordina Luca De Biase – Responsabile di Nòva (il Sole 24Ore)
Ore 17.30 – 18.00
AGORÀ DI DEFINIZIONE DEL SENSO
Interazione con i relatori
Ore 18.00 – 18.45
LA PEOPLE STRATEGY COME LEVA PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Introduce Maurizio Milan – Presidente Nazionale AIF
Antonio Andreotti – Direttore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi Iren SpA
Ore 20.30 – 23.00
Cocktail Dinner
Museo Diocesano – Via T. Reggio, 20 – Genova
SABATO 14 OTTOBRE
Ore 9.30 – 10.30
KEYNOTE SPEECH
Sergio Bellucci – Giornalista
Ore 10.30 – 11.30
NUOVE OPPORTUNITÀ DI APPRENDIMENTO E LAVORO
Elvio Mauri – Vicedirettore Generale Fondimpresa
Gianluigi Petteni – Segretario Confederale CISL
Ore 11.30 – 12.00
SPAZIO DI RIFLESSIONE E PROPOSTA
Interazione con i relatori
Ore 12.00 – 13.00
LAVORO 4.0: QUALE FORMAZIONE PER IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE?
Maurizio Milan – Presidente Nazionale AIF
Antonello Calvaruso – Direttore Scientifico del Convegno
![]() | ROBERTO AMENGiornalista RAI |
![]() | ANTONIO ANDREOTTIDirettore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi Iren SpA |
![]() | ANTONELLO CALVARUSODirettore Scientifico del Convegno |
![]() | DIEGO CIULLIPublic policy manager Google |
![]() | MARCO COCCAGNAAD Eni Corporate University |
![]() | LUCA DE BIASEResponsabile di Nòva (il Sole 24Ore) |
![]() | ALBERTO DIASPRODirettore Dipartimento Nanofisica Istituto Italiano di Tecnologia |
![]() | MAURIZIO FERRARISDocente Università degli Studi di Torino |
![]() | PAOLO GALLETTIDirettore RAI Academy |
![]() | MANUELA GALLOResponsabile Formazione Poste Italiane |
![]() | MARCO GAYVicepresidente Esecutivo Digital Magics |
![]() | DANIELA GENESIOPresidente AIF Delegazione Liguria |
![]() | LAURA GRASSOResponsabile Formazione Vodafone Italia |
![]() | DANILO IERVOLINOPresidente Università Telematica Pegaso |
![]() | ELVIO MAURIVicedirettore Generale Fondimpresa |
![]() | MAURIZIO MILANPresidente Nazionale AIF |
![]() | GIANLUIGI PETTENISegretario confederale Responsabile delle Politiche del Mercato del Lavoro, Contrattuali, della Contrattazione decentrata e per le Politiche dell’Istruzione |
![]() | GIUSEPPE ROMANIELLOMAF Fondazione Matera Basilicata 2019 – Consigliere Nazionale AIF |
![]() | FRANCESCO SACCODocente SDA Bocconi School of Management |
![]() | MATTEO SARZANAGeneral Manager Deliveroo Italia |
![]() | MASSIMILIANO VENTIMIGLIACeo H-Farm Education |
Il presente è come fosse caratterizzato dall’evanescenza.
C’è chi sostiene che esistano già organizzazioni che nel presente hanno organizzato la formazione del futuro.
Esse promuovono nuovi modelli formativi, caratterizzati da mix di aula, tecnologie, metodologie, relazioni e virtualizzazioni che cercano di soddisfare nuovi modelli di apprendimento emergenti, generarti da questa infinità di nuovi stimoli.
Investire in cultura è lo slogan del momento tuttavia, nella maggioranza dei casi, invece di creare contenitori di senso, si propongono gadget formativi.
Si snatura il valore della formazione proponendo convention dove si enfatizza il predominare della tecnologia a discapito del piacere della relazione e dell’appartenenza.
Se non ci impegniamo seriamente nel ridefinire il ruolo della formazione a supporto dell’evoluzione dell’umanità rischiamo di delegare all’intelligenza artificiale anche la nostra più preziosa dote:
la capacità di trasformare la potenza in atto di creazione.
Questo continuo raccontare l’importanza della formazione, mortificandola e snaturandola in tutti i modi possibili ci impone di assumere un ruolo guida per innalzare la qualità dell’apprendimento dei nostri territori, delle nostre organizzazioni e dei nostri concittadini per garantire al nostro Paese la possibilità di progettare un futuro che sia all’altezza di quanto è riuscito a esprimere nella storia dell’umanità.
Prendiamo atto della nostra forza per proiettare nel futuro del nostro Paese a 10 anni creando a Bologna, per tre giorni, un contesto di apprendimento che ci faccia vedere il progresso e ci renda capaci, senza eroismi, di leggere le dinamiche che ci conducono nel futuro.
Forse in questi giorni non assisteremo alla rinascita della formazione ma, essendoci, potremmo almeno dire di aver partecipato, nell’ottobre del 2016, alla prima lezione dal futuro della formazione.
Lezioni dal futuro della formazione
Nella giornata centrale del Convegno sarà usata una metodologia simbolica rappresentata da un RING, luogo di confronto scontro tra teorici di 11 discipline e professionisti che quotidianamente devono affrontare le problematiche connesse all’efficienza, efficacia e competitività, chiedendo concretezza alla formazione.
In una “tribuna d’onore” siederanno 24 imprenditori e dirigenti d’azienda che hanno il diritto di intervenire nella discussione interrompendola per indirizzarla su binari che ritengono più utili al raggiungimento degli obiettivi dei partecipanti al Convegno.
La discussione sarà guidata e chiusa, a turno, da un Giudice di Gara che sintetizzerà i risultati di ogni round in termini di Strutture organizzative, metodologie e progetti.
Al termine di ogni round i partecipanti, organizzati in sottogruppi coordinati da un facilitatore, approfondiranno con i discussant le tematiche emerse durante il confronto al fine di predisporre le linee guida della formazione futura.
Futuro Presente
Il convegno si chiuderà con il futuro-presente realizzato da organizzazioni che si sono poste lungo la frontiera dell’innovazione organizzando nuovi modi di fare formazione.
Ai partecipanti verrà rilasciato un volume con una ricerca sulle prospettive della formazione secondo gli esperti del settore.
Comprendere gli aspetti nuovi del ruolo e della carriera del formatore
Vivere tre giornate di intenso confronto con professionisti del proprio settore e con prestigiosi Esperti di 11 settori disciplinari
Partecipare come protagonista a un convegno nazionale sulla evoluzione della propria professione
Arricchire e rafforzare il proprio network professionale
Disporre in tempo reale di contenuti scientifici utilizzabili per conferenze e lezioni.
Ore 16.30
Introduzione alla storia dell’Alma Mater Studiorum e alla visita dei luoghi e simboli dell’Ateneo e della città
Barbara Neri – Responsabile Settore Formazione Università di Bologna
Riccardo Guidetti – Direttore University College Camplus Alma Mater
Ore 17.00 – 19.00
Visite guidate nei luoghi storici dell’Università di Bologna
Percorso guidato nei luoghi storici e più rappresentativi della Città e dell’Università.
Due “voci recitanti” accompagneranno il percorso per raggiungere i luoghi storici e più rappresentativi dell’Ateneo, il Palazzo dell’Archiginnasio ed il Museo di Palazzo Poggi dove, le insegnanti del Sistema Museale d’Ateneo, cureranno l’introduzione storica e la visita delle sede dell’Istituto delle Scienze di Bologna.
Micol Mazzeo – Guida turistica
Donatella Allegro – Voce recitante
Simone Francia – Voce recitante
vedi programma allegato
Cena Libera
Suggerimenti di locali tipici
vedi programma allegato
VENERDÌ 7 OTTOBRE
Ore 8.30
Inizio registrazione partecipanti
Ore 9.00 – 10.15
Saluti istituzionali
Patrizio Bianchi – Assessore Scuola, Formazione Professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna
Introduzione ai lavori
Giacomo Prati – Presidente AIF Delegazione Emilia Romagna
Relazione inaugurale del convegno
Antonello Calvaruso – Presidente Nazionale AIF
Ore 10.30 – 12.30
LEZIONI DAL FUTURO DELLA FORMAZIONE – I ROUND
Scenari: Società, nuovi soggetti sociali, vita e lavoro e trend innovativi
Coordinamento e Sintesi: Maurizio Milan
Ore 10.30 – 10.40 – Introduzione
Domenico De Masi
Ore 10.40 – 11.50 – Canto: Economia, Ingegneri di sistema, Epistemologia
Aldo Bonomi, Domenico Siniscalco, Severino Salvemini
Ore 11.50 – 12.30 – Controcanto: Imprenditori, manager e formatori
Vincenzo Caridi, Giovanna Garuti, Sergio Donato
Ore 12.30 – 13.00
LABORATORI DI PROGETTAZIONE DEL FUTURO
Coordinamento
Daniela Cevenini
Andrea Salvo e Maria Bonfiglioli
Ore 14.00 – 16.00
LEZIONI DAL FUTURO DELLA FORMAZIONE – II ROUND
Organizzazioni: Management industriale, paradossi aziendali, diversity
Coordinamento e Sintesi: Maurizio Castagna
Ore 14.00 – 14.10 – Introduzione
Domenico De Masi
Ore 14.10 – 15.20 – Canto: Sociologia, Scienziati dell’organizzazione, Gestione RU
Raoul Nacamulli, Giorgio De Michelis, Pierluigi Celli
Ore 15.20 – 16.00 – Controcanto: Imprenditori, manager e formatori
Paolo Ferrario, Elvio Mauri, Emanuela Pezzi
Ore 16.15 – 18.15
LEZIONI DAL FUTURO DELLA FORMAZIONE – III ROUND
Persone: Creatività, linguaggi, disorientamento, etica ed estetica
Coordinamento e Sintesi: Giusi Miccoli
Ore 16.15 – 16.25 – Introduzione
Domenico De Masi
Ore 16.25 – 17.35 – Canto: Formatori, Psicologi, Manager
Giuseppe Varchetta, Anna Oliviero Ferraris, Roberto Vacca
Ore 17.35 – 18.15 – Controcanto: Imprenditori, manager e formatori
Elvira Goglia, Paolo Cesana, Davide Falteri
Ore 18.15 – 19.00
LABORATORI DI PROGETTAZIONE DEL FUTURO
Coordinamento
Daniela Cevenini
Andrea Salvo e Maria Bonfiglioli
Ore 21.00 – 23.00
Percorsi enogastronomici di Bologna la creativa
Cena e Serata conviviale
Ristorante Masini – Viale Masini, 4/3 – Bologna
A seguire: Assaggi formativi
Teatro d’Impresa, con Paolo Vergnani, Antonio Righetti e Claudia Righetti
Sound Genius, con Giorgio Fabbri
Blob cinematografico, di Dario D’Incerti, Sergio Di Giorgi e Vittorio Canavese
SABATO 8 OTTOBRE
Ore 9.00 – 10.30
IL FUTURO DELLA FORMAZIONE
Coordina: Antonello Calvaruso
Interventi sugli scenari settoriali ed evoluzione della formazione
Franco Amicucci – Servizi formativi
Amarildo Arzuffi – Prodotti Industriali
Sergio Bellucci – Servizi Innovativi
Stefano Bianchi – Agricoltura e filiera alimentare
Domenico De Masi – Lavoro e società
Ore 10.30 – 12.30
ASSEMBLEA CREATIVA FORVISION2026
Ore 12.30 – 13.00
IL PRESENTE E’ L’AVVENIRE
Antonello Calvaruso
Domenico De Masi
Liberare la Formazione per generare possibilità
Milano, 13-14 Novembre 2015
Siamo pressati da un’esigenza crescente di formazione nuova, libera dai vincoli indotti dalla metodologia di moda e dall’inetto uso delle tecnologiche. Liberata anche dalle spire della fretta di cambiamento e di trasformazione necessaria, che generano l’angoscia della professionalizzazione, a prescindere dal senso e dal contesto in cui si realizza la persona.
Discutere di liberazione, di diritto alla destabilizzazione e di capacità creativa rappresenta forse il primo passo per progettare una formazione in grado di aprire al futuro, di aiutare la persona a porsi di fronte alla storia con la libertà di rifiutare, di re-inventare e ricostruire il mondo in cui vive, sapendo che non è l’unico mondo possibile.
Una formazione liberata può far comprendere meglio che la società è il luogo dove si esercita il diritto di esserci, rappresentarsi ed esprimersi. Che la società è un prodotto della creazione umana. Non è espressione di un fondamentale ordine naturale, ma un concepimento dell’uomo per l’uomo, modificabile a proprio piacimento.
La formazione inefficace, sterile, maltrattata e malvista deve liberarsi dalla paura di mostrare i suoi limiti, le sue responsabilità di fronte al mancato cambiamento delle persone, delle organizzazioni e del mondo. Deve definire il perimetro della sua azione, l’ambito di applicazione in cui può apportare significativi contributi alla creazione del futuro.
Una formazione liberata sarà capace di far comprendere che il contesto formativo non può da solo azzerare le routine formate della quotidianità. Può solo svolgere il fondamentale compito di aiutare la persona a identificare e agire, all’interno delle leggi generali che governano ogni modello, i propri spazi di azione, realizzazione e libertà.
Per liberare la formazione dobbiamo, infine, sviluppare una forte consapevolezza di ruolo. L’autorevolezza di chi dimostra che a volte la risoluzione dei problemi richiede la messa in dubbio dell’ossatura indiscussa dell’equilibrio d’interessi dati. Operando sotto l’influenza dello spirito incantatore dalla falsa necessità si perde di vista il potere rivoluzionario di un apprendimento basato sulle infinite possibilità.
L’aggravarsi, nei nostri tempi, dei motivi d’insoddisfazione, di paralisi e di conflitto può aiutare la formazione di nuovi ambienti di apprendimento in cui l’esigenza di certezza del lavoro possa essere sostituita con l’accrescimento delle potenzialità del cittadino, allargando il senso collettivo del possibile a supporto di una visione del cambiamento e dei modi di associarsi tra persone.
Solo una formazione liberata può trasformare l’indefinito, questo comune denominatore dei nostri tempi, da segno di una confusione paralizzante a potente voce dell’opportunità di trasformazione della vita sociale.
Antonello Calvaruso
Presidente Nazionale AIF
IL PROGETTO
Liberare la formazione: non più forme ridotte a formule, non più scaffali contenenti oggetti già stabiliti, ma invece il plastico formarsi -‘prendere forma’- della ‘materia della conoscenza’. Immersi in contesti multiculturali, multietnici; spinti dal procedere della scienza, dalla continua innovazione tecnologica, dal mutamento degli scenari politici, dalle evoluzioni del mercato, dobbiamo reinventare quotidianamente i modi tramite i quali costruiamo e condividiamo conoscenze. Dobbiamo costantemente liberare la formazione dalle forme che essa ha assunto, per cercare forme adatte a nuove esigenze, adeguate a nuovi contesti.
Dobbiamo sceglierci i maestri e apprendere ad apprendere da soli.
La formazione aziendale e la formazione in aula sono nobilissime modalità attraverso le quali si manifesta l’apprendimento. La nostra Associazione è nata quaranta anni fa come luogo di riflessione attorno alle esperienze maturate da formatori d’aula impegnati in interventi in azienda. Ma oggi, ormai ben dentro ormai il nuovo secolo, dobbiamo guardare oltre. Essere l’associazione che raccoglie i formatori non impedisce di essere anche, o sopratutto, l’associazione che si occupa di apprendimento. Guardando all’apprendimento come processo che vede ogni essere umano teso ad acquisire conoscenze. Liberare la formazione: liberarci da forme che condizionano fino talvolta a svilirlo, il nostro apprendere.
Apprendere: (g)hed, radice indeuropea, sta per ‘prendere’, con un’ampia gamma di sfumature che oggi ci sfuggono. Pensiamo a piante rampicanti, ed in particolare ad una: l’edera. L’edera è ‘quella che prende’. Si solleva senza cedimenti; cresce senza posa, si rigenera costantemente. In latino, per limitare e affermare il vasto senso del prendere, si aggiunge il prefisso pre. Un prefisso che ci parla di ‘in avanti’, ‘attraverso’: pensiamo alla prua di una nave. Ecco così prehendere. Possiamo aggiungere quindi una immagine: la preda. Preda è ciò che si cerca di prendere: ci si appropria di una cosa, di un bene, di una risorsa. Ma preda è anche ciò da cui si è presi: siamo preda, vittima di un desiderio, di un sogno.
Ma non basta: in latino si antepone a prehendere un altro prefisso: ad. Ad sta per avvicinamento, tendenza verso un fine, passaggio di stato. Giungiamo così a adprehendere: ‘carpire’, ‘abbracciare una fede’, ‘impadronirsi’, ‘raggiungere’.
L’apprendimento è il complesso stratificarsi di questi sensi: l’edera, la prua, la preda, l’afferrare e il raggiungere. Al mero prendere possesso si aggiungono, a rafforzarlo e a precisarne la direzione e lo scopo, i due prefissi: l’andare in avanti, il tendere verso un fine.
Liberare la formazione significa dunque porre al centro dell’attenzione il nostro e l’altrui apprendere.
Apprendere è ‘afferrare con la mente’, ‘imparare’, ‘venire a conoscere’, Prendere, afferrare, toccare, valutare, giudicare , far proprio, ricevere, accogliere. Ma è anche insegnare, ammaestrare: “E quante cose/ la bella Elvira m’apprese! le lettere/ dell’alfabeto, un po’ d’astronomia/ perfino” scrive il poeta Umberto Saba.
Dante chiede a Virgilio: “‘Quei sono spirti, maestro, ch’i’ odo?’, diss’io. Ed elli a me: ‘Tu vero apprendi’” (Purgatorio, 16, 22-23). Dante sta apprendendo: ha formulato – ha formato, ha dato forma a una ipotesi. Il maestro risponde all’allievo: hai colto, hai afferrato il vero. Il maestro -potremmo dire il formatore- fornisce conferme e sconferme, ma l’allievo è un uomo che percorre la propria strada, il proprio cammino di libertà.
Istante dopo istante, lungo il nostro cammino di libertà, ci afferriamo a qualcuno che possa sostenerci e afferriamo qualcosa, qualche nuova conoscenza.
Perciò questo Convegno si rivolge sì a tutti coloro che si occupano professionalmente di formazione e di apprendimento. Ma si rivolge anche -o forse innanzitutto- a ogni cittadino che, responsabilmente, si occupa della propria formazione. La formazione è un bene comune che può e deve essere condiviso.
Francesco Varanini
Responsabile Scientifico Convegno
PROGRAMMA
Venerdì 13 novembre
Ore 9.00 – REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Ore 9.30 – INTRODUZIONE AL TEMA DEL XXVII CONVEGNO NAZIONALE
Antonello Calvaruso – Presidente Nazionale AIF
Francesco Varanini – Responsabile Scientifico del Convegno
Ore 10.10 – PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELLA FORMAZIONE
Narrare la storia della formazione in Italia e dell’evoluzione della figura del formatore aziendale è un po’ come narrare la storia dell’AIF: dalle ragioni della sua fondazione al modo con il quale per 40 anni è stata il punto di riferimento della formazione in Italia. La narrazione è l’occasione per interpretare il presente e tracciare un sentiero verso il futuro alla luce della storia vissuta.
IL VISIBILE DELL’INVISIBILE
Giuseppe Varchetta – Psicosocioanalista, Formatore manageriale
La storia della formazione in Italia ci porta a guardare come la formazione si rivolge a soggetti diversi: soggetti organizzativi, soggetti politici, soggetti umani.
COMPRENDERE I CONTESTI SOCIALI E POLITICI
Mario Unnia – Politologo, Esperto di relazioni industriali, Formatore
Nella cultura del formatore, e nel suo ruolo di progettista di formazione, è rilevante la conoscenza del contesto, e in particolare della stratificazione sociale. In politologia la stratificazione sociale di un determinato contesto è costruita tenendo conto dello span of control (risorse che una persona gestisce nel suo ruolo).
ARCIPELAGO FORMAZIONE
Domenico Lipari – Sociologo, Studioso di processi formativi
Ripercorrendo la storia dell’agire pratico, e dell’identità dei formatori italiani, possiamo cogliere le tracce dell’evoluzione del ruolo e l’emergere di una ‘nuova formazione’.
SOGGETTUALITÀ NELL’APPRENDIMENTO
Piero Trupia – Filosofo, Formatore
Il processo di apprendimento osservato dal punto di vista del soggetto, mosso da un proprio progetto a da una personale assunzione di responsabilità in merito al proprio futuro.
Ore 11.15 – Intervallo
Ore 11.30 – COME LA FORMAZIONE PUO’ CAMBIARE IL MONDO
Tiziana Bernardi – Manager
Una importante manager, dopo varie esperienze in altri settori, è stata Head of Learning Center HR Management presso un grande Istituto di Credito italiano. Con il 30 ottobre ha lasciato questa posizione.
L’esperienza di manager e di responsabile della formazione è messa ora a disposizione di un progetto sociale di formazione per il cambiamento. Il progetto ha sede in Africa ed ha come centro un monastero benedettino.
Ore 11.50 – INTERAZIONE CON I PARTECIPANTI
Ore 12.30 – NARRARE LA PROPRIA STORIA. COME LA FORMAZIONE CAMBIA LA VITA
Anna Deambrosis – Direttore Welfare di Reale Mutua Assicurazioni, Amministratore Delegato Blue Assistance
Crescere fino a assumere ruoli manageriali. Si passa così dall’essere fruitori di un’offerta formativa al progettare la crescita collettiva dei propri collaboratori.
Bice Dellarciprete – Project Manager
Stefania Venturi – Consulente
Raccontare un percorso formativo. Qualcosa che inizia come liberazione della mente, avvicinamento alla cultura umanistica e conduce poi a ripensare se stessi non più come ‘lettori’ ma come ‘autori’ della propria vita.
Ore 13.15 – IL VINO COME ASSET INTANGIBILE E L’ASSET INTANGIBILE COME VINO
Sandro Sangiorgi – Scrittore e curatore del progetto editoriale e didattico “Porthos”
Ore 13.30 – Pausa pranzo
Ore 14.30 – NARRARE LA PROPRIA STORIA DI MANAGER DELLA FORMAZIONE
Elvira Goglia – Responsabile Formazione INAIL
Vincenzo Caridi – Responsabile Formazione INPS
Giusi Miccoli – Amministratore Delegato ASAP
Tre manager si prestano a una discussione finalizzata a provocare il racconto della propria storia di vita come storia di formazione personale e come questo percorso incide sulle scelte che quotidianamente si fanno in qualità di manager della formazione: committenti di formazione e autori di politiche formative e di sviluppo delle persone.
INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA FORMATIVA IN AZIENDA
Maurizio Castagna – Presidente MIDA
Michela Santi – Talents and Organization Effectivenesss Southern Europe at Mondelez International
Ore 15.20 – FORMAZIONE ALLA LIBERTÀ: ETICA, VOCAZIONE E SCELTE DI VITA
Giacomo Prati – Formatore
Emanuela Trevisi – Formatrice, Fondazione ASPHI Onlus
Durante l’intervista verrà analizzato il mondo in cui i processi formativi possono supportare i disabili e le aziende ad agire in una logica di inclusione. Si vedrà come le tecnologie e gli strumenti informatici possano favorire processi di democratizzazione ed emancipazione. Quando la formazione è inclusiva, infatti, è progettata per tutti. Si ragionerà in una logica di formazione partecipativa che ci permetta di sviluppare una formazione democratica per una società più democratica.
Emanuele Kettlitz – Formatore
Ore 16.00 – SCENARIO GLOBALE, NUOVI TREND, POLITICHE ISTITUZIONALI: IL CASO ITALIA
Alberto F. De Toni – Rettore Università di Udine, consulente e formatore
In un contesto globale, siamo chiamati ad agire valorizzando le nostre differenze. Ciò che possono e debbono fare la scuola, l’università, la formazione aziendale. Ciò che può e deve fare ogni cittadino.
Ore 16.20 – Intervallo
Ore 16.35 – LAVORO DI GRUPPO SULLA “LIBERAZIONE DELLA FORMAZIONE”
Ogni gruppo si autorganizza, può ridefinire il tema proposto e scindersi in più gruppi o fondersi con altri gruppi. Ciascun gruppo dovrà riflettere in modo critico sul tema del convegno e sulle opinioni esposte dai relatori, focalizzando l’attenzione su un ambito specifico, proponendo nuove domande o possibili soluzioni. Ogni gruppo può, volendo, continuare i propri lavori dopo cena.
Si propongono questi gruppi:
– Liberare la formazione nelle organizzazioni aziendali
– Liberare la formazione per una cittadinanza attiva
– Liberare la formazione percorsi di crescita personale e autoformazione
– Liberare la formazione tramite tecnologie
Ore 20.30 – Cena sociale presso l’Osteria del Treno
Dopocena
Liberare la formazione: Suggestioni cinematografiche
Sergio Di Giorgi e Dario D’Incerti, del gruppo di lavoro ForFilmFest-Festival del cinema per la formazione
****
Sabato 14 novembre
Ore 9.00 – PRESENTAZIONE DEL LAVORO DEI GRUPPI
Suggerimenti, istanze, idee e dubbi sugli argomenti elaborati nel pomeriggio precedente. Il tempo sarà equamente ripartito tra tutti i gruppi. La modalità espositiva è libera.
Ore 10.30 – Intervallo
Ore 10.45 – UNO SGUARDO OLTRE I CONSUETI CONFINI
A partire dal lavoro svolto dai gruppi di lavoro è possibile immaginare una formazione che, oltre a quella orientata alla specializzazione e alla professionalizzazione, possa accompagnare la persona per tutta la vita?
La scuola e l’università, così come la formazione aziendale, spesso orientata alla sola riqualificazione professionale, sono articolazioni di una formazione intesa come diritto di cittadinanza. Il diritto all’istruzione è un punto di partenza, non più di arrivo. Ci sono esempi di politiche formative sviluppate in vari paesi e contesti culturali che conducono verso una formazione ‘senza confini’. Un ripensamento della figura del formatore va di pari passo all’assunzione di responsabilità da parte di ognuno in merito alla propria ‘formazione permanente’.
Gianluca Bocchi – Filosofo della scienza, Università di Bergamo
Davide Della Bella – Direttore di ECOLE, Enti COnfindustriali Lombardi per l’Education
Giovanna Garuti – Formatrice, ISMO
Fernando Giancotti – Generale, Aeronautica
Enrico Parsi – Direttore Scuola Coop
Arduino Salatin – Preside dell’Istituto Universitario IUSVE, Venezia
Ore 12.30 – INTERAZIONE CON I PARTECIPANTI
Ore 13.00 – ELEMENTI PER IL MANIFESTO DELLA FORMAZIONE LIBERATA
Antonello Calvaruso – Presidente Nazionale AIF
Ore 13.30 – Saluti
Il XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori è concepito come il tentativo di raffigurare un’esperienza di apprendimento fondata sull’avventura, sul raggiungimento di una meta la cui “rotta” per raggiungerla non può essere predefinita in partenza, perché assoggettata alle peripezie generate dai venti e dalle correnti.
Non ci sono presupposti per dimostrare a priori la plausibilità e l’utilità delle scelte fatte e delle attività che si svolgeranno in esso. I possibili risultati da produrre si concretizzeranno attraverso una navigazione lunga tre giorni, e che simulerà le asperità del reale. Così la sua struttura si realizzerà in corso d’opera, nel divenire. Si costruirà e si demolirà in relazione al grado di partecipazione e alla qualità dei contributi di tutti i soggetti coinvolti. Per questo si differenzierà dai tradizionali convegni.
Senza alcun dubbio non si correrà il rischio di avere relatori frettolosi, che partecipano con una relazione predefinita, arrivando al momento dello svolgimento della tavola rotonda di competenza e chiedendo, il più della volte, al moderatore di poter relazionare per primi perché c’è un aereo o un treno in partenza che li aspetta.
Il Congresso Nazionale reitera un esperimento che tenterà di configurare ciò che spesso si intravede appena, ciò che è difficilmente esprimibile e che può essere inquadrato solo all’interno di una mappa concettuale, uno spazio di navigazione. Sarà proprio all’interno di tre differenti spazi di navigazione che si cercherà di tracciare possibili rotte di apprendimento che tengano conto delle asperità del viaggio e delle peripezie generate dagli imprevisti dell’ambiente, venti, correnti e turbolenze. Elementi esogeni che spesso impongono un ripensamento delle strategie di navigazione, e che usualmente non vengono rappresentante all’interno dell’ostinata tracotanza delle soluzioni predefinite nelle relazioni esposte nei convegni.
Il XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Formatori si basa sull’interazione tra imprenditori-dirigenti aziendali e formatori-esperti che svolgeranno differenti ruoli in piccoli gruppi (due Equipaggi, un Comitato di Regata, delle Raffiche di Vento, i testimoni) e in un grande gruppo (i Partecipanti).
La progettazione di questo Congresso è volutamente a maglie larghe, vuole solo definire le condizioni per cui qualcosa possa accadere: un qualcosa nel qui e ora dello svolgimento dei lavori. È un congresso senza pubblico, perché tutti sono pubblico e attori, con un’imbarazzante simultaneità e contemporaneità.
Il piccolo gruppo dei testimoni è chiamato ad approfondire alcune specifiche tematiche di base utili all’avvio dello svolgimento dei lavori. I testimoni apporteranno i propri contributi con interventi di 20-30 minuti ciascuno che precedono l’avvio di ciascuna singola regata.
Le regate, che rappresentano la parte cospicua del Congresso, sono svolte da due equipaggi composti ciascuno da massimo 8 relatori/giocatori (imprenditori, manager e formatori) coordinati da due skipper di eccezione. I due equipaggi si confronteranno su 3 tematiche generali, o regate, che rappresentano il fil rouge del Congresso. Si contrapporranno sulle modalità di navigazione: un equipaggio sarà maggiormente caratterizzato da un taglio di tipo aziendalistico, manageriale e di gestione organizzativa, mentre l’altro maggiormente propenso alla lettura dei processi di apprendimento e della progettazione e erogazione di formazione. Ambedue i tagli saranno comunque decisi dai rispettivi equipaggi coordinati dai due skipper.
Ciascuna “regata” è caratterizzata da una boa che definisce uno specifico spazio di navigazione all’interno del quale ciascun equipaggio dovrà “navigare” attenendosi al significato semantico della boa e alle delimitazioni imposte da una serie di antinomie che la caratterizzano. In particolare si vuole esplorare la capacità del formatore di creare ambienti dove sia possibile facilitare processi di apprendimento su tre livelli:
1. Relazione territorio – produzione: il genius loci
Si ritiene che esista uno stretto rapporto tra territorio e produzione, dove il primo possa essere rappresentato come la sintesi della tradizione, della cultura della cultura materiale e della capacità di apprezzamento del bello. In quest’ambito risulta fondamentale sviluppare nella persona la capacità di apprezzamento, consentendogli il passaggio da amatore a conoscitore consapevole della bellezza del made in Italy.
È importante in questa sessione di lavoro presentare casi di studio e sperimentazioni fatte per migliorare il riconoscimento della bellezza dei luoghi, del suo utilizzo come fattore unico di competitività, della partecipazione sociale alla salvaguardia e valorizzazione dell’unicità del genius loci.
2. Relazione produzione – persona: l’organizzazione
Il made in Italy, sotto l’aspetto produttivo, può essere visto come il risultato delle attività di un laboratorio creativo nel quale il lavoratore è coprotagonista della creazione del bello. Si tratta in particolare di rivalutare il modello organizzativo dell’impresa conviviale dove il processo produttivo si realizza alternando momenti di meditazione, sperimentazione, condivisione e cooperazione.
È importante in questa sessione di lavoro presentare casi di studio e sperimentazioni fatte sui processi di apprendimento organizzativo finalizzati a far convivere tradizione e innovazione in una logica di generazione di bellezza che si contrappone a quella di produzione di gadget generati da un improprio uso dell’innovazione tecnologica e colonizzati dal mercato.
3. Relazione persona – prodotto: il made in Italy
Significa rispondere a domande quali: come salvare il prodotto italiano? Come salvare le nostre professioni? Le nostre imprese?
In questa terza sessione si intende indagare su come l’apprendimento possa rivalutare la persona come singolarità irripetibile che si contrappone alla generalizzazione e alla astrazione del prodotto gadget. Realizzazione della persona quindi come artigiano produttore di un prodotto che racchiude in se avvenimenti locali e unici.
Si tratta quindi di far confluire in questa sessione sperimentazioni e casi di studio utili ad approfondire la creazione della conoscenza come processo puntiforme, discontinuo e instabile. Una formazione in grado di supportare il dramma della nostra coscienza che oscilla tra prosaicità e aspirazioni. Casi che possano dimostrare come la produzione della bellezza del made in Italy è anche il risultato di un certo ritmo di vita in cui si rifaccia posto a molte cose. Soprattutto alla gestione dei nostri tempi di lavoro, meditazione, cooperazione e recupero della dimensione del sogno.
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