E se diventi farfalla – Un progetto “a regola d’arte” per contrastare le povertà educative

Il millepiedi era felice, tranquillo;

Finché un rospo non disse per scherzo:

“In che ordine procedono le tue zampe?”.
Questo arrovellò a tal punto la sua mente,

che il millepiedi giacque perplesso in un fossato,
riflettendo su come muoversi.
(La maledizione del rospo, Gustav Meyrink)

Se applicato al mondo educativo, la favola suggerisce che l’apprendimento più profondo si compie nell’esperienza fluida e confidente che, a sua volta, nasce da una connessione genuina con ciò che si sta vivendo. Un apprendimento che, incarnandosi, diventa danza e crea bellezza.

Proprio nell’incontro con l’arte e la bellezza il progetto “E se diventi farfalla”1 ha individuato le pratiche pedagogiche più congeniali per creare ambienti educativi che incoraggiano la spontaneità̀, la libertà di esplorazione e l’immaginazione creativa, per avviare processi di apprendimento profondo che si radicano nel corpo e nelle percezioni, dove la bellezza emerge come sintesi di un’espressione piena e armoniosa dell’individuo, che sia un bambino, un ragazzo o un adulto in formazione. Mettendo in pratica, attraverso il fare, toccare, vedere, sentire e immaginare, l’abilità spontanea e naturale della funzione creativa (che s’inceppa quando si è troppo concentrati sul controllo e sull’analisi di ogni movimento o decisione) per sperimentare senza paura, la “destrezza del millepiedi nell’usare mille zampe in una volta”. Per giungere alla metafora del titolo del progetto, questo significa liberare le potenzialità latenti del bruco nel volo agile e leggero di una farfalla.

“E se diventi farfalla” è un progetto nazionale di contrasto alle povertà educative, finanziato dall’impresa Sociale Con i Bambini e ideato da Alessandra Falconi, responsabile del Centro Manzi di Bologna e del Centro Zaffiria, autrice e creatrice di innumerevoli progetti educativi, in Italia e all’estero. Ha coinvolto nove regioni italiane con un partenariato diffuso da nord a sud, tra cui la Sicilia con la Cooperativa Sociale Solidarietà e Azione come partner significativo di un territorio di frontiera come Mazara del Vallo, dove maggiori sono le emergenze e la scarsità di risorse in campo educativo. Un’esperienza progettuale complessa, per il numero dei partner coinvolti e per la loro distanza geografica, per la quantità e la varietà degli interventi realizzati in tutta Italia, nelle scuole dell’infanzia e nei nidi, nelle ludoteche e nelle biblioteche, nei luoghi istituzionali pubblici e anche all’aperto nei vari territori, con attività laboratoriali, installazioni, azioni teatrali e musicali, coinvolgendo centinaia di bambini e bambine della fascia 0/6, ma anche famiglie e comunità di cittadini e svolgendo un importante lavoro di formazione con insegnanti, educatori e operatori del sociale.

Nei quaderni di lavoro pubblicati con il titolo “Arte e bellezza contro le povertà educative” è raccolta l’esperienza formativa di tutti i partner coinvolti nei quattro anni del progetto (diventati cinque con l’avvento della pandemia – 2018/2013). Sin dalle premesse il volume  chiarisce l’obiettivo del progetto: stabilire ponti tra mondi apparentemente diversi, ossia tra il campo dell’educazione e quello dell’arte, tra il mondo dei bambini e quello degli insegnanti, tra gli insegnanti e le famiglie, tra le famiglie e le comunità, tra il mondo della periferia e quello del centro, per progettare “a regola d’arte” luoghi, strategie, azioni, in dialogo e in confronto con le pratiche di ricerca esplorativa e immaginativa proprie degli artisti.

Un’ambizione ardita, non scontata, quella di pensare di trovare in queste intersezioni di mondi gli incontri più interessanti tra chi, per competenze e professionalità, procede apparentemente  distante dai modelli convenzionali di insegnamento. Da qui la sfida, che nel confronto e nel dialogo tra lo sguardo centrato dell’insegnante, orientato su obiettivi specifici e finalizzato all’efficacia della didattica, e lo sguardo decentrato dell’artista, fluido e multidimensionale che esplora, sperimenta e crea immaginari poetici, visivi e concettuali, potessero nascere nuovi strumenti del mestiere, in grado di integrare nell’esperienza della pratica educativa la creatività e l’arte, la bellezza e la meraviglia. Due differenti visioni, una focalizzata, l’altra periferica, per provare ad arricchirsi di quelle particolari “frizioni” che conducono a vere e proprie epifanie, dove anche l’errore o lo scarto, se sperimentati in un clima di fiducia e in assenza di giudizio, possono divenire l’origine inconsapevole di meravigliosi accidenti.
In questa pratica della meraviglia, che nasce dalla scoperta e dall’interazione con la realtà concreta delle cose, la curiosità (in primis, quella del docente) gioca il ruolo più importante.

“A regola d’arte” è il paradigma di una filosofia educativa che ha voluto fondare le proprie prassi sul valore dell’esplorazione e della sperimentazione come processi di continua ricerca per aiutare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, a immergersi nella complessità del mondo e a capire che non c’è una risposta giusta alle mille domande che si pongono nell’insegnamento. In questa visione, l’educazione agisce come catalizzatore del potenziale di energia creativa che ognuno di noi porta in grembo, la stessa che muove il mondo e che produce la sua bellezza.

Senza nessuna ricetta pronta all’uso, valorizzando le competenze trasversali di tutti gli attori coinvolti nel processo educativo (famiglie, istituzioni, amministrazioni, comunità) e sperimentando successi e insuccessi in differenti contesti di povertà educative, possiamo dire a distanza di sei anni e con una pandemia in mezzo, che il progetto “E se diventi farfalla” ha gettato tantissimi semi, sparsi nel territorio nazionale. Molti di questi sono fioriti, continuando a produrre buone pratiche e andando oltre le stagioni del progetto.

 

Wanda Cronio

Formata in Belle Arti, dopo gli studi si trasferisce in Brasile dove si approccia alle prime esperienze informali di educazione creativa per l’infanzia presso comunità agricole. Tornata in Italia, si specializza con un Master sul Metodo Bruno Munari® e lavora come atelierista presso istituzioni pubbliche e private. Dal 2015 vive a Mazara del Vallo e lavora come responsabile dell’Area Progettazione e Design per l’Impresa Sociale Sociale “Solidarietà e Azione”, una cooperativa da anni impegnata in progetti e servizi rivolti ai minori e alle loro famiglie provenienti da contesti di povertà educativa.

E-mail: wandacronio1961@gmail.com

 

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  1. Per un approfondimento, vedi i Quaderni di lavoro del progetto E se diventi farfalla “Arte e bellezza contro le povertà educative”, volume open source al sito: https://www.zaffiria.it/wp2/wp- content/uploads/2023/07/ESDF-Quaderni-Arte-e-bellezza-contro-le-poverta-educative.pdf []