L’articolo analizza la gestione dello stress nella professione di formatore, evidenziando le principali fonti di tensione e le strategie per affrontarle efficacemente. Tra i fattori di stress emergono le elevate aspettative dei committenti, la gestione di gruppi eterogenei, l’aggiornamento continuo, il bilanciamento tra vita lavorativa e privata e l’isolamento professionale. La gestione dello stress, una competenza fondamentale per il benessere personale e l’efficacia professionale, richiede strategie sia ambientali che personali. Tra queste figurano la definizione di aspettative realistiche, la comunicazione assertiva, il supporto tra colleghi e la cura di sé. Il formatore che controlla lo stress non solo tutela la propria salute psicofisica, ma crea un ambiente di apprendimento positivo e produttivo. L’articolo sottolinea l’importanza di interventi mirati per prevenire il burnout e garantire un equilibrio dinamico tra richieste professionali e benessere personale.
Parole chiave:
1. Gestione dello stress
2. Competenze socio-emotive
3. Formazione professionale
4. Burnout
5. Benessere psicofisico
6. Strategie di resilienza
Ho iniziato a fare la formatrice libera professionista nel 1996 e da allora ho incontrato periodi turbolenti, situazioni scomode, committenti complicati, ma anche sfide avvincenti che ho vinto, incontri magici con gruppi e singoli che mi hanno arricchito. Fare formazione è tanto gratificante quanto impegnativo. Spesso si sperimentano livelli di stress significativi, causati da una molteplicità di fattori che possono influire negativamente sia sul benessere personale che sull’efficacia lavorativa. Entra in gioco, allora, la competenza socio emotiva di gestire lo stress in modo efficace, essenziale per garantire non solo il successo professionale, ma anche il benessere personale.
Lo stress e la sua gestione
Lo stress è una risposta fisiologica neutra che consente al corpo di reagire agli stimoli esterni (Selye, 1976). Può essere classificato in eustress e distress. L’eustress, o stress positivo, supporta in modo ottimale le nostre capacità fisiche, mentali ed emotive, facilitando il raggiungimento di risultati positivi. Viene spesso sperimentato durante attività come colloqui di lavoro o parlare in pubblico. Al contrario, il distress, o stress negativo, è una risposta incontrollata ed eccessiva che supera le risorse disponibili, portando a meccanismi di coping inadeguati. Questo tipo di stress può causare problemi cronici fisici, cognitivi, emotivi e comportamentali, influenzando negativamente la salute e le relazioni.
La gestione dello stress è una delle life skill indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come essenziali per una vita soddisfacente e appagante (WHO, 1997) che permette di affrontare situazioni difficili, sia nella vita personale che lavorativa, utilizzando al meglio le proprie capacità interne (pensieri, emozioni, comportamenti) ed esterne (risorse disponibili o da reperire). In sintesi, consiste nella capacità di impiegare tutte le risorse personali per rispondere efficacemente agli stimoli ambientali (Matini, 2022).
Gestire lo stress implica:
‐ riconoscere le fonti di stress nella vita quotidiana, ovvero gli elementi (stressor) che possono generare una reazione di stress potenzialmente dannosa;
‐ individuare i suoi effetti su di noi, che possono essere fisici, mentali, emotivi e comportamentali;
‐ conoscere e sapere implementare le strategie che ci aiutano a mantenere lo stress a livelli benefici per il nostro benessere, prevenendo problemi di salute e sociali.
Alcuni fattori di stress specifici nella professione di formatore
Svolgere l’attività di formazione comporta il confronto con fattori di stress specifici che richiedono strategie adatte per una gestione efficace.
Aspettative elevate e pressione per risultati
I formatori affrontano una costante pressione per ottenere risultati tangibili e soddisfare le aspettative di committenza e partecipanti, dimostrando continuamente il proprio valore. La gestione di gruppi eterogenei, con stili di apprendimento e motivazioni diverse, richiede adattabilità, flessibilità e capacità di mantenere alta l’attenzione e la motivazione. Inoltre, le richieste di programmi personalizzati e innovativi aumentano la complessità della professione, contribuendo a situazioni di stress caratterizzate da ansia e senso di inadeguatezza. Per affrontare queste sfide, è fondamentale sviluppare strategie efficaci di gestione dello stress, tutelando il benessere personale e migliorando la qualità dell’insegnamento (Skaalvik e Skaalvik, 2016).
Gestione dei gruppi e relazioni difficili con i partecipanti
Un ulteriore fattore di stress è legato alla gestione delle dinamiche di gruppo e delle relazioni interpersonali all’interno dell’aula. I formatori devono essere in grado di creare un clima positivo e collaborativo, favorendo la partecipazione attiva e il confronto costruttivo tra i partecipanti. Tuttavia, non sempre è facile gestire situazioni di conflitto o di resistenza al cambiamento e questo può generare tensioni e stress. Interagire con partecipanti disinteressati, polemici o poco collaborativi può essere una fonte di stress.
Lifelong learning e flessibilità “obbligatori”
Un altro fattore di stress è rappresentato dalla necessità di essere sempre aggiornati e al passo con le ultime tendenze e tecnologie nel proprio settore di competenza. I formatori devono costantemente investire tempo e risorse nella propria formazione continua per garantire che i contenuti e le metodologie utilizzate siano sempre attuali ed efficaci. Questo può comportare un notevole carico di lavoro aggiuntivo, che si somma alle attività di progettazione, erogazione e valutazione dei percorsi formativi.
Inoltre, la professione del formatore richiede spesso una grande flessibilità e capacità di adattamento perché ci si può trovare a lavorare in contesti molto diversi, sia in termini di settore che di tipologia di partecipanti. Occorre, allora, essere in grado di modulare il proprio approccio e stile di comunicazione in base alle esigenze specifiche. Questa continua necessità di adattamento può generare stress, soprattutto quando si ha poco tempo per prepararsi adeguatamente.
Gestione del tempo e work-life balance
La gestione del tempo può costituire un fattore aggiuntivo di stress: bilanciare la preparazione dei corsi, l’erogazione della formazione, le attività amministrative può essere stressante (Peeters e Rutte, 2005).
A questi aspetti si aggiunge poi l’impatto significativo del lavoro sull’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Le richieste del lavoro di formatore possono interferire con la vita personale. Spesso si lavora con orari irregolari o viaggi frequenti, dovendo adattarsi alle esigenze dei partecipanti e delle organizzazioni clienti. Inoltre, la preparazione dei materiali e la progettazione dei percorsi formativi richiedono spesso un impegno che va oltre il normale orario di lavoro. Questo può rendere difficile conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari e personali, generando stress e tensioni.
Isolamento professionale
Lavorare come formatore può essere un’esperienza solitaria, specialmente per i liberi professionisti (Dussault, 1999). La mancanza di supporto tra colleghi può essere una fonte di stress riconoscibile quando il formatore si sente solo, demotivato o privo di risorse per affrontare le sfide.
Le possibili soluzioni sono: partecipare a gruppi di lavoro, eventi formativi, sessioni di mentoring, coltivare relazioni positive con colleghi.
Il ruolo della valutazione individuale nella gestione dello stress
È esperienza comune come non tutti si stressino in ugual modo di fronte agli stessi stimoli. Perché qualcuno sotto stress rende magnificamente, mentre altri crollano? Per capirlo, dobbiamo comprendere che stressarsi non è una questione strettamente fisica.
Negli anni ’80, Lazarus e Folkman (1984) hanno evidenziato che lo stress non è un processo passivo, ma dipende dalla valutazione individuale degli eventi e delle risorse disponibili. L’impatto di uno stressor varia in base a come la persona percepisce la situazione e le proprie capacità di affrontarla. Se la valutazione di un evento è negativa e ci si sente inadeguati, l’impatto dell’evento aumenterà. Questa valutazione influenzerà le strategie, emotive, cognitive, comportamentali che metteremo in campo per affrontare la situazione.
Le strategie adottate possono essere:
- funzionali, mirate a modificare il contesto o le risorse disponibili attraverso il problem solving, mantenendo lo stress gestibile;
- disfunzionali, basate su meccanismi inefficaci come l’uso di alcool, emozioni negative (rabbia, risentimento) o comportamenti di evitamento e attacco, che aggravano lo stress nel tempo.
La gestione dello stress dipende quindi dalla qualità delle strategie utilizzate.
Strategie di gestione dello stress per i formatori
Per gestire efficacemente lo stress è fondamentale
- coltivare lo stress positivo, che ottimizza le capacità fisiche, mentali ed emotive per ottenere risultati positivi;
- prevenire o gestire il distress, adottando uno stile di vita sano e strategie di recupero quando lo stress diventa eccessivo.
Questo si realizza attraverso approcci emotivi, cognitivi e comportamentali che agiscono:
- sulla situazione, eliminando o riducendo gli stressor ove possibile.
- sulla reazione personale, per mantenere lo stress a livelli sostenibili.
Seguono strategie utili per modificare la situazione stressante.
Strategie che incidono sulla situazione ambientale
Alcune strategie possono essere utilizzate per gestire in modo efficace lo stress derivante dall’esperienza di formazione, ad esempio:
- la definizione di aspettative realistiche di committenti e fruitori della formazione: un’attenta analisi della domanda iniziale, la verifica della comprensione su obiettivi e attese, ma anche la chiara esplicitazione di cosa si può offrire e raggiungere nel tempo a disposizione possono aiutare ad evitare stress e delusioni. La chiarezza su metodi, modalità di lavoro, programma, genera fiducia e motivazione, come anche l’attenzione a chiedere feedback e osservare con cura per adattare il percorso;
- la comunicazione assertiva con i partecipanti difficili: esprimere se stessi in modo chiaro, diretto e rispettoso, facendo valere le proprie esigenze senza prevaricare quelle altrui, è di grande supporto quando un partecipante è polemico, critico o oppositivo (Butt e Zahid, 2015). Per mantenere la calma e l’efficacia, si può evitare di prendere i commenti negativi sul personale. Attraverso un ascolto non giudicante, il metterci nei panni altrui, l’uso di empatia, riformulazioni e spiegazioni accurate, il portare il focus sugli obiettivi di apprendimento condivisi, si può gestire un interlocutore difficile. Coinvolgendo i partecipanti nella ricerca di soluzioni, comunichiamo leadership e autorevolezza, senza imporsi con autorità;
- imparare a gestire in modo efficace il proprio tempo e le proprie energie, stabilendo priorità chiare e realistiche. Questo può includere l’uso di strumenti di pianificazione e organizzazione, come calendari e liste di attività, per ottimizzare l’uso del tempo e ridurre lo stress legato alla gestione di molteplici impegni;
- la ricerca di supporto tra i colleghi: creare una rete di supporto con altri formatori può offrire una valvola di sfogo per lo stress. Condividere esperienze e strategie con colleghi che comprendono le sfide della professione può essere estremamente utile, confrontarsi con colleghi e professionisti del settore può aiutare a condividere esperienze, scambiare buone pratiche e trovare soluzioni comuni ai problemi.
Strategie che incidono sulle risorse personali
Una delle principali strategie consiste nel prendersi cura di sé stessi, dedicando del tempo al proprio benessere psicofisico. Questo può includere diverse modalità di realizzazione (Paudel et al., 2022) che agiscono su:
- corpo, come la pratica regolare di attività fisica e seguire una dieta equilibrata;
- relazioni, come il coltivare rapporti al di fuori del lavoro, per avere un importante sostegno emotivo (Fisher et al, 2019);
- psiche, imparando a riconoscere e gestire i propri stati emotivi, sviluppando la capacità di adattarsi al cambiamento e di affrontare le sfide con flessibilità;
- abilità professionali, coltivando autoefficacia nella professione (Simbula et al, 2011) anche attraverso la formazione continua;
- equilibrio tra lavoro e vita privata, dedicando del tempo alle proprie passioni e interessi al di fuori dell’ambito lavorativo. Questo può includere hobby, attività sociali, viaggi e momenti di relax con amici e familiari. Mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato può contribuire a ridurre lo stress e a migliorare il benessere generale.
Perché accrescere l’abilità di gestione dello stress come formatori
La professione del formatore, sebbene stimolante, può essere stressante per le alte aspettative, il continuo aggiornamento richiesto e la gestione delle dinamiche di gruppo. La gestione efficace dello stress quotidiano è essenziale per preservare energia e prevenire il burnout a lungo termine, favorendo benessere e resilienza personale. Un formatore capace di gestire lo stress resta attento, adattabile e ricettivo, offrendo un esempio positivo ai partecipanti su come affrontare situazioni difficili. Inoltre, un livello equilibrato di stress aiuta a mantenere lucidità, concentrazione e professionalità, garantendo la qualità nel lavoro.
Quando poi ci si rende conto che da soli non si riesce a modificare a sufficienza la situazione, ritrovando un equilibrio dinamico positivo, allora occorre un sostegno professionale psicologico. Un percorso di consulenza psicologica con professionisti iscritti ad un Ordine professionale può fare la differenza.
Riferimenti bibliografici
Butt, A., and Zahid, Z. M. (2015). Effect of Assertiveness Skills on Job Burnout. International Letters of Social and Humanistic Sciences, 63: 218-224 doi:10.18052/www.scipress.com/ILSHS.63.218
Dussault, M. (1999). Professional Isolation and Stress in Teachers. Psychological Reports, 84: 943-946 https://www.researchgate.net/publication/234600380_Professional_Isolation_and_Stress_in_Teachers
Fisher, D. M., Kerr, A. J., and Cunningham, S. (2019). Examining the moderating effect of mindfulness on the relationship between job stressors and strain outcomes. International Journal of Stress Management, 26(1), 78–88. https://doi.org/10.1037/str0000090
Lazarus, R. S.; Folkman, S. (1984) Stress, appraisal and coping. New York – Springer Publishing Company
Matini, C. (2022). Prevenzione e gestione dello stress. Un progetto di formazione online. Project Work del Master TASK Tecnologie per l’Apprendimento di Conoscenze e lo Sviluppo di Competenze. Unitelma Sapienza (documento non pubblicato).
Paudel NR, Adhikari BA, Prakash KC, Kyrönlahti S, Nygård CH, and Neupane S. (2022). Effectiveness of interventions on the stress management of schoolteachers: a systematic review and meta-analysis. Occupational and Environmental Medicine 79(7): 477-485. doi: 10.1136/oemed-2021-108019. Epub 2022 Mar 7. PMID: 35256508.
Peeters, M. A., and Rutte, C. G. (2005). Time management behavior as a moderator for the job demand-control interaction. Journal of Occupational Health Psychology, 10(1), 64-75.
Selye, H. Stress without distress. Boston, 1976
Simbula, S., Guglielmi, D., and Schaufeli, W. B. (2011). A three-wave study of job resources, self-efficacy, and work engagement among Italian schoolteachers. European Journal of Work and Organizational Psychology, 20(3), 285-304.
Skaalvik, E. M., & Skaalvik, S. (2016). Teacher stress and teacher self-efficacy as predictors of engagement, emotional exhaustion, and motivation to leave the teaching profession. Creative Education, 7(13), 1785-1799.
WORLD HEALTH ORGANIZATION, Programme on Mental Health, Life Skills Education for Children and Adolescents in Scholls. Introduction and Guidelines to Facilitate the Development and Implementation of Life Skills Programmes, Geneva, 1997

Claudia Matini
Psicologa dell’educazione, Analista Transazionale Certificata, Master Practitioner PNL, è esperta di metodologie didattiche attive e gestione della classe, gestione dello stress lavoro correlato e benessere. Autrice del libro “Cooperative learning. Istruzioni per l’uso”. Lavora come libera professionista nella formazione e orientamento professionale. Svolge attività di consulenza psicologica e psicoterapia.
E-mail: info@claudiamatini.it





